Nemanja Nedovic: Luis Scola un esempio. Se si sacrifica lui a 40 anni, perchè io no?

Nemanja Nedovic sul suo nuovo coach: Ho lavorato con Messina, ma ora le gare si preparano ancor più nel dettaglio

Nemanja Nedovic, guardia del Panathinaikos, protagonista su sportklub.rs dove ha parlato di carriera, preparazione e tecnica. Ecco alcuni passaggi.

SULLA SCELTA PANATHINAIKOS

«Ho cambiato squadra e ho scelta quella in cui potevo avere un ruolo più importante. Il coach mi ha garantito minuti anche quando le cose non andavano bene. Ora gioco 28’ di media, ho la palla in mano, va tutto come deve andare».

SUL COACH

«La preparazione alle gare è eccellente, l’avversario studiato a fondo. Lavoravo con Messina l’anno scorso, ora è tutto ancora più dettagliato. Con Joan Plaza, per tre anni, le regole in difesa erano tre, ora mi devo abituare, è qualcosa di nuovo».

SUI COMPAGNI CHE GLI HANNO LASCIATO UN SEGNO

«Luis Scola, anche se abbiamo giocato insieme per poco tempo. Alimentazione, palestra, stile di vita: ho imparato solo guardandolo. Da 15 anni non mangia pasta e carne rossa, solo pollo, tacchino e insalate. Se può farlo lui a 41 anni, perchè non mi dovrei sacrificare io durante la stagione? Poi c’è Sergio Rodriguez: la sua preparazione alla gara è sempre la stessa, la medesima routine, e anche lui cura molto la dieta»

SUL FUTURO

«Sembrerà folle, ma prima di chiudere la carriera voglio giocare una stagione a calcio in qualche categoria inferiore, magari in Serbia. Da attaccante».

9 thoughts on “Nemanja Nedovic: Luis Scola un esempio. Se si sacrifica lui a 40 anni, perchè io no?

  1. Il dispiacere per la partenza di Nedovic è enorme.
    Un esterno come lui, grandissimo talento, buon tiro da fuori, capace di creare dal palleggio, personalità forte in campo, è quello che serve a Milano per il salto ulteriore di qualità – perché Roll, che pure ha finalmente capito come giocare per noi, non è certo l’altro esterno che può creare, subentrando al primo, in questo momento Punter.

    La scelta di Milano, posso immaginare, è stata fatta sui dubbi relativi alle condizioni del fisico di Nedovic.
    Avevo scritto molti mesi fa che il lungo periodo di sosta avrebbe fatto bene di sicuro ai suoi muscoli, perché finalmente avrebbe avuto quel tempo totale per rimettersi in sesto davvero, che a Milano non ha mai veramente avuto.
    Finora sembra che sia guarito completamente, e torna a splendere.

    Lui però dice qualcosa di più qui sopra: di essere stato messo al centro del progetto: “gioco 28’ di media, ho la palla in mano”, due cose che Messina non gli dava, non so perché.

    A giudicare da fuori, da quello che può vedere un tifoso qualsiasi come me, l’estrosità a volte disordinata di Nedovic, disordine figlio del suo genio e della sua personalità agonistica, hanno fatto davvero incazzare Messina più volte – ricordo certe scene viste in tv e in campo mentre lo richiamava in panchina.
    Insieme ai dubbi sul fisico, che è possibile non fossero del tutto fondati, potrebbe aver pesato il fatto che il nostro presidente e allenatore non riesce a lavorare, o lavora con troppa difficoltà con persone estrose e creative, ma un po’ anarchiche, come Nedovic e James.
    Amen. Il nostro presidente e allenatore ci dà l’eccellenza in tanti altri aspetti del gioco, e dell’organizzazione della società che compensano quel difettuccio di adattamento che ha con certi caratteri.

    Voglio dire: uno deve sentirsi veramente bene per sognare di finire la carriera agonistica giocando a calcio, no?

  2. Se giocasse 28 minuti a Milano questo blog darebbe in escandescenze… Battute a parte, talento fenomenale, spiace vederlo altrove, speriamo per lui che faccia bene e per noi di non doverlo rimpiangere.

  3. Per me Nedovic è veramente l’unico rimpianto dei diversi giocatori partiti e spero non doverlo rimpiangere, anche perchè dobbiamo ancora vedere Punter nei momenti critici, fino all’infortunio era tutto in discesa ma voglio vederlo quando ci saranno le salite.
    Perchè lo si è lasciato andare non so: motivi fisici, condizioni contrattuali, richiesta di essere al centro del progetto?
    Sono però abbastanza convinto che l’estrosità anarchica non centri nulla: Nedovic è un serbo non un americano.
    Non esiste una estrosità slegata dalla squadra per un serbo, questo discorso vale solo per gli americani tipo James

  4. Sono d’accordo con Iellini, Nedo è stato lasciato per timori sulla sua tenuta. Probabilmente giustificati.
    Io dal mio punto di vista limitato, lo avrei comunque tenuto, accettando il rischio, perché nessun giocatore dell’Olimpia ha il suo tasso tecnico/fisico/agonistico e la sua professionalità.
    Il più alto visto da noi negli ultimi 10 anni.

    Lo rimpiangeremo?
    Io sì, ma sono anche felice per lui.
    Quindi non vedova ma tifoso, anche perché gioca nella mia seconda squadra 🙂

  5. Grande giocatore, uno dei miei preferiti negli ultimi anni Olimpia. Credo anch’io che i dubbi sulle condizioni fisiche siano stati determinanti per la sua mancata riconferma. Certe volte però ci dimentichiamo che non sempre è la società a scegliere. Voglio dire che il giocatore può avere voglia di giocare di più rendendosi conto che nella squadra dove si trova sono arrivati anche altri giocatori di qualità con i quali dividere i minuti (vale anche per Gudaitis?) Ed in più c’è l’aspetto economico. Ok che Armani non lesina gli investimenti però forse garantire ancora un ingaggio pesante ad un giocatore che ha avuto la sua storia di infortuni non è stato ritenuto saggio e si è preferito spenderli per giocatori che davano più garanzie

  6. Punter non sarebbe arrivato se Nedo fosse rimasto e il ruolo sarebbe stato quello di guardia titolare. E non credo che l’ingaggio sarebbe stato di molto superiore. Ci ha giocato solo il timore di nuovi infortuni data l’apparente fragilità.

  7. La società, sentiti allenatore e presidente 🤣🤣🤣, ha fatto l’unica scelta che in quel momento e alla luce del trascorso in squadra del ragazzo poteva fare. Giusto cosi, come era giusto lasciar andare James,da me mai rimpianto. Guardiamo avanti….

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