Olimpia Milano post Fortitudo | Dentro lo 0-14, il valore di Moraschini play, e il caso Brooks

Alessandro Maggi 11

L’Olimpia Milano post Fortitudo non può mancare: l’analisi del parziale negativo, il valore di Moraschini da play, il caso Brooks

Mattinata colma di contenuti per ROM, ma l’Olimpia Milano post Fortitudo non può mancare. Ecco un’approfondita analisi del match di ieri pomeriggio.

Il parziale di 0-14

Prima di tutto i fatti. Con il quintetto Moraschini, Roll, Shields, Datome e Hines i biancorossi costruiscono tre jumper di Datome dal lato debole piedi a terra e con una tripla del Chacho a 4.47 del secondo quarto impongono a Meo Sacchetti il timeout sul 28-38.

La cronaca del match

E qui iniziano le gatte da pelare. Il ct della nazionale abbassa il quintetto con Sabatini da play al posto di Fletcher, ma alza la pressione lungo l’arco a livello difensivo. Olimpia in campo con Chacho, Moraschini, Shields, Datome e Hines.

Sergio Rodriguez manca una tripla aperta, Shields fallisceb un appoggio, Datome si fa soffiare palla da Sabatini, la Effe colpisce con una tripla di Aradori e un 2+1 di Banks.

L’Olimpia inserisce Cinciarini da guardia per Moraschini e Brooks per Datome, il risultato è una persa e una bellissima azione della Effe: lettura in post dall’arco di Happ per il taglio di Aradori, splendido movimento sul perno dell’ala, rimbalzo offensivo con canestro e fallo di Withers.

Infine, dopo una tripla corta di Cinciarini che apre (casualmente) al contropiede di Aradori, il grande Pietro chiude il 14-0 con una tripla in isolamento a giochi rotti. Prima e dopo, Tarczewski sbaglia due facili appoggi da sotto, Morasca e Datome mancano due tiri aperti.

Le pagelle di ROM

Ora, le considerazioni. Nel frangente che rende “partita” quel che pareva una “passeggiata”, l’Olimpia Milano sbaglia molto in attacco, con la Effe a cavalcare il talento di Aradori e una ritrovata difesa con Sabatini in pressione sulla palla.

Ovviamente, non possono bastare i meriti altrui. Con il Chacho in regia la palla ristagna, viene meno la circolazione, non arrivano palloni sotto perchè non c’è movimento, tutto dipende da conclusioni dall’arco, seppure “piedi a terra”: il gioco monodimensionale, spesso, non paga.

La riscossa cambiando play

Ad inizio ripresa l’Olimpia Milano torna al quintetto di inizio gara, che aveva peraltro costruito il primo vantaggio sensibile: Moraschini, Roll, Shields, LeDay e Hines.

La Effe resta uguale a sé stessa, e inevitabilmente quattro giocatori sopra i 30’, sommati al 46-30 a rimbalzo, non sono garanzia di lucidità a lungo andare. E alla Unipol non si poteva neanche contare sul surplus di energia del pubblico fortitudino. 

Ma con Moraschini, che non a caso chiude a +22 di plus/minus rispetto al -11 del Chacho, la difesa alza il tono, la palla corre, il movimento si fa corale, la transizione diventa l’arma per invertire la rotta. E in soli tre minuti, dal -4 è +5 Olimpia.

Anche qui, torniamo anche brevemente ai fatti. Due perse per iniziare la ripresa, quindi una transizione condotta da Hines e una da LeDay, con Shields portato ad attaccare in isolamento dinamico un Aradori che inizia a sentire il peso del suo grande match.

Jeff Brooks

Avevamo analizzato il suo momento in settimana. Ieri la sua gara è durata meno di sei minuti. 

Dentro la crisi di Jeff Brooks

Dopo il canestro e fallo di Banks nel secondo quarto tocca all’ex Sassari, che entra in campo, riceve palla in angolo, prova un cambio di fronte per Cinciarini in salto ma calibra male altezza e forza.

Risultato? Palla fuori, richiamo in panchina di Messina, fine della gara. Un problemino c’è.

11 thoughts on “Olimpia Milano post Fortitudo | Dentro lo 0-14, il valore di Moraschini play, e il caso Brooks

  1. Le partite si vincono utilizzando il bicchiere mezzo pieno e cercando di riempire quello mezzo vuoto.
    Ora al momento nel bicchiere mezzo vuoto ci stanno in tre (Moretti: ma lo sappiamo che è stato preso per crescere con calma, Bhiliga : ma lo si sapeva cosa poteva dare e poi centri italiani migliori non ne vado tanti in giro, e Jeff che è un enigma che speriamo venga risolto) ma nel bicchiere mezzo pieno ci stanno gli altri 12 (fatevene una ragione ci sono anche il tanto vituperato Roll che secondo alcuni esperti doveva essere tagliato e Moraschini che ha la fiducia dell’allenatore perchè ricopre diversi ruoli sia davanti che dietro e sono tutti e due funzionali al sistema).
    Ora io credo che dopo gli errori dello scorso anno dovremmo riconoscere la bontà delle scelte ed essere felici di come sta giocando la squadra.
    Poi il pelo nell’uovo si può sempre trovare anche perchè è necessario per alimentare le discussioni (alle volte demenziali) sul blog

  2. scusate, anche io vedo il bicchiere mezzo pieno e credo che l’inizio sia molto promettente,
    il mio commento si riferiva solo alla situazione di brooks.
    per me lui ha un grosso problema, poi , all’interno della squadra , questo puo’ diventare un problemino perchè nascosto da altri giocatori.

  3. A me dello 0-14 interessa il giusto: non è che l’Olimpia imbarca acqua così in una partita sue due, uno svarione ogni tanto può capitare. Mi preoccupa di più Tarczewski che mi sembra in calo costante. Mi sembra gli manchi lucidità e a volte si fa mangiare in testa da giocatori meno attrezzati di lui. Da aspettare, secondo me, ma c’è bisogno del vero Tarczewski.

  4. Ho visto la partita soltanto adesso, quindi mi è mancato il pathos dell’incertezza del risultato che viene seguendo la diretta.

    Forse per questo a me sembra di aver visto una partita divertente, agonistica, con bellissimi spunti, ma non ho mai avuto l’impressione che la vittoria di Milano sia stata in forse.

    La F ci ha provato, e ci ha provato bene, perché Sacchetti sa come fare giocare le sue squadre, come fare divertire i suoi giocatori, e giocatore che si diverte rende e si vede, ma a parte la fiammata in discussione nel titolo del post, nessun dubbio da parte nostra.
    Avere avversari che giochino fino in fondo fa piacere e rende le partite divertenti.
    Aradori che fa 20 e passa punti è un bel vedere, anche se a me non sta per niente simpatico.

    Negli occhi però mi rimane il canestro di Hines, credo il suo primo, che si avvita in area su se stesso, raggiunge il livello delle ginocchia degli altri, e sbuca dall’altro lato del ferro per poggiarla al tabellone.
    Una meraviglia, una finezza di movimento straordinaria.
    Negli occhi mi resta la saggezza metacestistica di Datome, che anche se gioca pochi minuti, per qualche motivo sa aspettare che la partita venga da lui, e quando finalmente succede, la rapisce… 🙂
    (“metacestistica”, per chi se lo chiedesse, è invenzione mia, coniata su metafisica, per dire di una conoscenza che va oltre il livello fisico delle cose, e riguarda piuttosto l’essenza delle cose – cestistiche in questo caso).

    Uno viene per vedere una squadra giocare bene come ha giocato bene l’Olimpia, secondo me – senza strafare, sbagliando anche qualche scelta di troppo in difesa che ha regalato tagli troppo facili a Bologna – viene per vedere una squadra giocare bene, ma viene anche a vedere le invenzioni straordinarie che fanno i campioni, anche quando non giocano benissimo a livello di squadra, come il Chacho che ieri pomeriggio ha tenuto troppo il pallone, però quando fa un passetto indietro e lo lascia andare da 3, madonna 🙂

    Ho visto Shields inquadrato in un rientro in panchina per il time out dopo un bel canestro segnato, con una faccia e una grinta che… meglio non farlo incazzare.
    Per un giocatore di basket è appena all’inizio della prima maturità agonistica, da un punto di vista di età, e se tanto mi da tanto e riuscissimo a tenerlo, beh…
    E col presidente che abbiamo, io ho molte speranze di riuscire a tenerlo fin quando esploderà nel suo massimo potenziale.
    Da quella faccia di oggi, mi sa anche del tipo che si affeziona.
    E siccome leggo altrove che Scola ha deciso di restare qualche anno ad abitare a Milano, anche quando avrà finito di giocare, perché si trova molto bene, resto con una speranza forte di vedere fiorire Shields con la nostra maglia.

    A proposito: quella di quest’anno, nella sua megalomania a stelle e strisce, a me piace!

    P.S. mi piacerebbe che gli altri commentatori del blog, ora che ci siamo quasi liberati dei peggiori, invece d’inoltrarsi in campi che non gli competono, come quello del minutaggio, del “voglio vedere giocare Cinciarini, o Moretti, o Biligha, o il mio amico Osvaldo” parlassero invece di più e più liberamente di quello che nelle partite gli è piaciuto: perché se continuano a vederle e a volerne parlare, qualcosa che a loro piace ci deve essere.
    E noi vorremmo sapere quello, il resto interessa poco. Pochissimo.

  5. Grazie professor Palmasco per la sua ennesima lezione, in particolare per quello che riguarda la “metacestistica “!
    A quando la prossima?

  6. Se 3/5 dello starting 5 sono infortunati e l’Olimpia gioca come sta giocando direi che i problemi sono davvero minimi. A parte il passaggio a vuoto nel secondo tempo contro l’Oly per il resto ho visto sempre concentrazione, applicazione difensiva e buone scelte davanti. Alcuni giocatori sono a minutaggi più alti ovviamente per supplire alle carenze di organico, ma col rientro già del solo Punter si troverà maggior equilibrio. Su Brooks, unico vero dilemma di queste partite, ritengo che la sua involuzione sia irreversibile. Rimane un ottimo difensore anche se troppo propenso a fare falli, mentre sul lato attacco, non la sua specialità, ha perso totalmente fiducia. A Messina l’arduo compito di recuperare il ragazzo.

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