Luca Baraldi: Fermarsi? Ragionamento da fare, seriamente

Luca Baraldi, ad della Virtus Bologna: Un ragionamento da fare, bisogna interrogarsi se è il caso di proseguire

Luca Baraldi, ad della Virtus Bologna, torna sullo stop ai campionati per il Corriere dello Sport. Ecco alcuni passaggi dell’intervista concessa a Luca Muleo.

SUL FERMARE IL CAMPIONATO

«Un ragionamento da fare, bisogna interrogarsi se è il caso di proseguire per pochi intimi. Con i soldi delle tv non ci paghiamo nemmeno il costo del pullman. Come Virtus abbiamo alle spalle una proprietà che ci consente di andare in campo comunque, e in ogni caso non potrebbe essere una situazione da trascinare a lungo. C’è chi invece, e leggo già di club a rischio, potrebbe non farcela a pagar e i contributi e i dipendenti. Da noi lavorano 100 persone, sono famiglie. Se lo Stato d impone di chiudere i palazzi, ci finanzi anche. Non abbiamo preso un soldo, gli sponsor vanno via e il credito di imposta, per dimensioni e volumi, non si rivolge alle grandi imprese che potrebbero finanziare il sistema».

SULLA STRATEGIA

«Ci adegueremo alle decisioni della Legabasket, se si sceglierà di continuare a giocare, giocheremo. Però ragiono da parte del sistema e mi aspetto una risposta forte di Fip e della stessa Lega. Un mese fa il presidente federale Petrucci ha detto in Piazza Maggiore che senza pubblico ci si deve fermare, penso avesse ragione»

6 thoughts on “Luca Baraldi: Fermarsi? Ragionamento da fare, seriamente

  1. Come? Fino a ieri piangeva per il campionato interrotto e ora piange per interrompere?

  2. Io confesso forti pregiudizi su Baraldi, sia nel metodo, sia nel merito di pressoché la totalità dei suoi interventi, ma stranamente questa volta non ha detto grandi castronerie ( al netto del pregresso, come fa giustamente notare Rom63). Senza biglietteria non si va da nessuna parte, la crisi economica generalizzata non permette certo di andare a sviluppare il discorso sponsorizzazioni, e la marcia indietro del governo sul credito d’imposta (Baraldi giustamente accenna a questa cosa, ci contavano tutti ma la doccia fredda l’hanno accusata eccome) non ha aiutato di certo. Poi capisco l’emergenza, ma la mia personale opinione è che in generale questa pandemia non abbia generato nuovi problemi materiali, ma abbia amplificato quelli già esistenti: il basket è in crisi di sostenibilità non da oggi. Sui temi strutturali ( sponsorizzazioni, diritti tv e visibilità (quindi anche marketing), biglietteria e strutture, fiscalità, rapporto con lo sport di base, in una parola: crescita organizzata del movimento basket sulla base di un progetto) non ci siamo da anni, e singoli esempi non vanno a colmare da soli un gap generalizzato. Attendiamo ancora notizie dalla troika incaricata a suo tempo dalla Lega (mi pareva fossero Sardara, Baraldi e Zorba), ma temo si dovrà aspettare…

  3. Invece proprio queste parole di Baraldi fanno capire che il problema non è il pubblico presente o non ai palazzetti..a marzo questo voleva continuare con i palazzetti vuoti ora dice esattamente il contrario..la salute viene prima di tutto e non scordiamoci che i protagonisti nello sport non sono i dirigenti o noi del pubblico ma gli atleti e nel caso specifico gli atleti furono d’accordo con la chiusura anticipata della stagione..gli atleti hanno anche la propria famiglia da salvaguardare e sono i soggetti più a rischio..e in questo momento la situazione della pandemia è in continua crescita per cui non trovo sbagliato che per ora ci sia un limite numerico per l’ingresso ai palazzetti anche per ridurre al minimo i rischi di contagio tra giocatori..tutto il resto sono belle parole che non rispecchiano il momento attuale..ovvio che bisogna convivere con il virus ma sempre tutelando la salute perché senza essa il testo non conta nulla..

  4. Fermarsi si ma solo se la Virus non è in testa da sola. Ma che bravo Baraldi! Personaggio negativo per il basket. Chi vuol vedere Bologna ai massimi livelli si chieda dove può portare Baraldi, Parmalat e Lazio son lì da vedere

  5. @GAE mi sembra che non abbiamo grandi motivi di contrasto. Entrambi riteniamo che salute ed economia non siano da far scendere a compromessi, ma la salute venga prima di tutto. Entrambi siamo d’accordo nel sottolineare come la categoria dei giocatori sia messa a rischio reale. A scanso di equivoci, anche io mi riferisco non a una generica apertura al pubblico, ma solo a mantenere la soglia del 25% con le procedure attivate (no mascherina abbassata, no bar, percorsi specifici di ingresso ed uscita, no stazionamento in aree comuni durante i momenti di non gioco). I giocatori non si contagiano col pubblico, ma tra di loro. Se vedi le procedure per discipline come i balli sportivi o anche solo il teatro (bisogna rispettare la distanza anche tra gli attori durante le recite) è chiaro che gli sport di contatto vanno in deroga ma sulla pelle degli sportivi (col beneplacito dei “protocolli” delle federazioni). Poi sul pregresso di Baraldi non mi esprimo perché la lista di critiche poco costruttive sarebbe molto lunga.

  6. @Marcoildema no no anzi abbiamo molto in comune in questo caso e condivido quello che hai scritto senza “se” e senza “ma”

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