Olimpia Milano Mercato | Si cerca un play, valutato Aaron Jackson

Alessandro Maggi 23

L’Olimpia Milano sta sondando il mercato ed è in cerca di un play. Il giocatore, che tratta l’uscita dal contratto in Cina, tra le possibilità sul tavolo

L’Olimpia Milano sta sondando il mercato ed è in cerca di un play. Questo quanto appreso in queste ore da realolimpiamilano.com. Una ricerca complessa, che non è ancora arrivata ad una decisione definitiva.

Dunque, Milano valuta un regista, più che un lungo (dove comunque si attendono eventuali occasioni). Un giocatore non «purissimo» come Sergio Rodriguez, ma capace di sdoppiarsi anche nel ruolo di guardia rispettando quella versatilità propria della visione di Ettore Messina in questa stagione.

Una ricerca complessa, come detto, e scenderemo nei particolari nella giornata di domani. Al momento il mercato offre poco o nulla a livello di free-agent, Olimpia Milano ha grandi risorse ma, come dimostra la trattativa con Alen Omic dell’inverno passato, squadre di EuroLeague pretendono cospicue indennità per liberare propri tesserati.

In tal senso, Aaron Jackson è un profilo reale, valutato, e seguito con interesse. Il giocatore sta per uscire dal contratto con gli Zjejiang Guangsha. Situazione complessa e che va spiegata: il giocatore in primo luogo è ancora tesserato, quindi la trattativa d’addio è in corso.

In Cina, da questa stagione, il panorama per i giocatori stranieri si è molto assottigliato: due al massimo contemporaneamente in campo. Da qui una selezione maggiore, un campionato di appeal differente, e un’azione maggiore da parte dei club stessi. 

Evidentemente, a Aaron Jackson non sono bastati i 16.6 punti di media con 10.7 assist a partita. Il giocatore era stato nel mirino di Olimpia Milano già in estate, nel quadro di una complessa alternativa a Sergio Rodriguez e con decisione ancora in sospeso su Mike James.

Dal canto suo il giocatore conosce molto bene Messina, ha un passato importante in Europa con cinque stagioni al Cska, ma è in Cina da due anni e mezzo. 

23 thoughts on “Olimpia Milano Mercato | Si cerca un play, valutato Aaron Jackson

  1. Mah, qualche anno fa era una certezza… dopo due anni e mezzo di Cina e con 33 anni anche lui sulle spalle mi sembra abbastanza un rischio. Personalmente non cambierei Mack se non per un nome veramente di rilievo e soprattutto di prospettiva. Però forse Ettore vuole uno pronto subito?

    1. Se la notizia è vera temo che Nedovic abbia di nuovo problemi.

      Spero di sbagliarmi….

  2. dover ricorrere a giocatori ormai avanti con l’età (ricordo la presenza di vlado, chacho, luis) non mi pare una buona mossa. la vedo come una sconfitta per il messi(n)a. i giocatori “con i punti nelle mani” giá li avevamo (sic.) e ora dobbiamo ricorrere agli scarti in arrivo dalla cina. facile commentare a posteriori, sono il primo a dirlo, ma avevamo james e nunnally. acc dannaz malediz…

    1. James e Nunnally li avevamo anche l’anno scorso quando abbiamo mancato i playoff di EL, ciccato la Coppa Italia e mancato le finali di campionato. Il basket è sistema, non puoi aggiungere un James pensando di non perdere nulla e sommare solo i punti che fa.

      1. se abbiamo mancato i playoff non é stato certo per la presenza di james e nunnally, ma forse per “l’assenza” di molti altri. ok la difesa, ma se guardi le cifre di quest’anno in eurolega siamo tra quelli che segnano meno e ne prendono di più. non si può costruire una squadra di soli difensori e non avere nessuno che metta canestri con regolarità. ogni grande squadra ha sempre avuto l’uomo con tanti punti nelle mani, milano per ora non ce l’ha. stiamo spesso in partita grazie ai tre più anziani, se solo ne manca uno già siamo fuori equilibrio. continuo a vedere una compagine zoppa. come sempre il tempo ci dirà la verità. forza olimpia, ma sempre senza incensare nessuno, messina per primo.

  3. L’anno scorso con i “famosi ed insostituibili giocatori con i punti nelle mani” non siamo nemmeno arrivati in finale scudetto. Quindi basta con questa litania……

    Ora il dubbio e’ se prendere un play fra una ristretta scelta di giocatori magari avanti negli anni. Questa opzione non mi sembra che sia nella linea di costruire per il futuro ma tamponare il presente .
    Credo che lo stato di salute di Nedo condizioni molto le strategie di oggi

  4. E se la fenice risorgesse dalle ceneri? I giocatori ci sono e ne hanno i mezzi, sarebbe un bel segnale, anche per i nostalgici

  5. Rodriguez, Micov, Nedovic: chi dice che non abbiamo gente con punti nelle mani o buoni attaccanti?
    La difesa buona (quando riesce) e’ comunque utilissima per vincere le gare. Unendo i due fattori…

  6. Ho appena finito di vedere Fener-Efes, dove Efes ha dominato la partita con una difesa asfissiante.

    Non con l’attacco, non con i numeri di Larkin, (che anzi e’ stato ben limitato con “solo” 8 punti dal campo e il resto dai tiri liberi).

    Una difesa fatti di raddoppi continui, aiuti precisi come un orologio, chiusure di tutte le linee di passaggio verso il lato debole, collassamenti in area, tagliafuori perfetti. Tutte cose difficilissime dal punto di vista mentale prima ancora che fisico.
    Come sa benissimo chi ha giocato un po’ a basket, la difesa e’ questa roba qua: cervello, concentrazione e ascolto dell’allenatore.

    Certamente contano i giocatori, certamente conta il culo basso e le gambe veloci, ma molto di piu’ conta la sincronia magica e meravigliosa di un sistema difensivo che nasce soprattutto nella testa dell’allenatore.

    L’Eurolega si vince soprattutto cosi. E l’Efes e’ oggi la candidata principale per il sistema che il suo allenatore ha saputo creare.
    Poi certo Larkin che fa 60 ounti aiuta, ma non e’ lui la condizione “necessaria”.

    Milano sta seguendo questa strada, difficile, faticosa, lunga. Ma secondo me e’ l’unica per arrivare ai piani alti dell’Eurolega nei prossimi 2 o 3 anni.

    1. vorrei solo ricordare che l’efes ha vinto con 81 punti dei quali 20 di larkin e 22 di kruno. i giuocatori con i punti nelle mani ci vogliono eccome. suerte.

      1. Perdonami Leopards ma ti invito a vedere la partita. Larkin ha fatto un’ottima partita di difesa. Non di soli numeri si vive.

  7. siamo nella stessa identica situazione dell’anno scorso in euro (7/5) e decisamente peggio in campionato. cosa sarebbe successo se al posto del messi(n)a ci fosse stato un altro allenatore? è pazzesco come, a seconda della simpatia, del pedigree e del potere di un coach cambino i commenti, le considerazioni, la cattiveria verso lo stesso.

    1. Simpatia, pedigree e potere.

      Messina non è simpatico, o perlomeno non più di tanto.
      Anzi, se devo dire la verità, non avrei mai immaginato che potesse avere così tanti haters.
      Ovvero prevenuti. Perché giudicarlo ad oggi significa essere prevenuti, caro Leo.
      Ha chiaramente detto che “se a Milano mi avessero chiesto di vincere subito, non sarei venuto”.
      Significa che sta impostando un lavoro a lungo termine.
      Pretendere risultati oggi è fuori luogo, ancorché dannoso.
      Il problema, a Milano conventicola basket, è sempre stato la mancanza di pazienza.
      PAZIENZA è la parolina magica, che non solo i tifosi ma nemmeno i commentatori, nemmeno quelli professionali, sanno usare adeguatamente, né tantomeno mettere in atto.
      Sono tre mesi che è iniziato il lavoro, è già piovono critiche come se fossero polpette.
      Critiche che, al momento, sono talmente fuori luogo da poter essere spiegate solo da un preconcetto pregresso.
      Se per pedigree intendi palmarès invece hai ragione.
      Messina è un vincente, e la sua storia lo dimostra.
      Potere… Non so, è un concetto difficile da dimostrare. Dipende anche dal potere della squadra per la quale alleni.
      Si tratta di poter protestare con gli arbitri un po’ più di qualche allenatore giovane? Di avere una maggiore ascendenza sulla stampa?
      Non mi sembra che questo avvenga più di tanto. Non gli vengono risparmiate critiche, già adesso, dopo neanche 25 partite ufficiali.
      Anziché il solito allenatore che vince (a fatica) qualcosa il primo anno e il secondo se ne va perché la squadra è letteralmente implosa (la storia degli ultimi quattro allenatori prima di Messina) preferisco uno che non vince nulla il primo anno (vedi Peterson, ad esempio) ma getta le basi per una rinascita vera e duratura della nostra squadra.

      #PAZIENZA

      #inmessinawetrust

      #makeolimpiagreatagain

      Suerte

      1. innanzitutto ti ringrazio per la tua risposta.non sono hater nè tantomeno prevenuto verso alcun coach o giocatore. mi chiedevo semplicemente cosa sarebbe successo se oggi, al posto di messina, ci fosse un altro allenatore. sono portato a non incensare nessuno, tantomeno a rendere qualcuno un idolo. mi pare però, che sia un atteggiamento molto comune nella tifoseria olimpia.

  8. Leopard io condivido quello che hai scritto..ora è troppo facile scrivere che si preferisce non vincere quest’anno per gettare le basi sul futuro per una rinascita vera e duratura..ma con quali giocatori vorremmo rinascere ed essere duraturi?? Con giocatori come Scola e Micov che sono agli sgoccioli della loro carriera?? Troppo facile dire “se a Milano mi avessero chiesto di vincere subito, non sarei venuto”..praticamente ha messo le mani avanti..Banchi, Repesa e Pianigiani sono saltati al 2 anno per non aver vinto dopo aver trionfato al primo anno..ora si chiede di avere pazienza con Messina la stessa pazienza che nessun tifoso di Milano ha avuto nei confronti dei precedessori di Messina e ho detto tutto..

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