Olimpia Milano vs Baskonia | Il Dossier di una gara ad alta velocità

Palla a due domani alle ore 20.45 per Olimpia Milano vs Baskonia: scouting, storia di un presidente, cammino stagionale basco e possibili armi milanesi

Palla a due domani alle ore 20.45 per Olimpia Milano vs Baskonia, settimo round di EuroLeague. E’ tempo di dossier Baskonia, con scouting, storia di un presidente, cammino stagionale dei baschi e possibili armi milanesi.

Qui per i biglietti della sfida di giovedì sera

Lo scout di Sportando

Baskonia, roster e contratti

Mercato in uscita dal forte senso emozionale per il sempre vivo laboratorio basco: gente come Johannes VoigtmannVincent Poirier e, perchè no, Darrun Hilliard non si dimentica dall’oggi al domani, eppure a Vitoria le idee sono state chiare da subito. 

L’ala USA ha lasciato il posto a Nik Stauskas, potenzialmente uno dei migliori tiratori della lega, il centro francese ad un elemento solido come Michael Eric, il lungo tedesco ad Achille Polonara, mentre Pierria Henry rileva la regia di Marcelinho Huertas.

Non tutte sostituzioni all’altezza, anzi, e certamente restano forti dubbi sullo stop di Jayson Granger e sullo spot di centro a livello di backup, ma la forza sta nelle parabole di crescita di almeno tre elementi del roster: Pato GarinoLuca Vildoza e Shavon Shields

Senza dimenticare il leader e fuoriclasse riconosciuto, Toko Shenghelia, e un coach capace come Velimir Perasovic.

Il cammino stagionale

Nelle tre stagioni della New Era di EuroLeague, il Baskonia non è mai partito così bene, questo nonostante le tre presenze su tre ai playoff a fine stagione. Il segreto sta nella difesa, che è la migliore della competizione con 69.3 punti concessi di media.

Due i fattori forti: i 26.5 rimbalzi difensivi a partita, terzo miglior record della competizione, e le stoppate, 5.67, il top di EuroLeague nel collettivo e nel singolo, Youssoupha Fall (rivelazione stagionale a livello europeo) con 1.67.

In Acb il passo è stato più incerto. Bilancio negativo, con le sconfitte in gare tirate con Barcellona e Real Madrid, passate poi con i meno scontati passi falsi con Malaga e Bilbao. 

Dopo lo stop di Jayson Granger, calo di tensione post mondiale per il play Luca Vildoza e l’ala Pato Garino, mentre l’ex Trento Shavon Shields e il centro Micheal Eric stanno pagando non poco il peso del “cambio di livello” cestistico.

Vi è poi il capitolo “superstars”. Toko Shengelia è stato mvp del sesto round di EuroLeague e ha la valutazione più alta della competizione, 21.8 (17.6 in Acb, comunque la più alta di squadra). L’ennesima conferma di un talento straordinario calato in una realtà che il giocatore vive con dedizione.

Il salto verso il paradiso passa però per il tiratore Nik Stauskas, che dopo i problemi fisici estivi non ha avuto un impatto facile in Europa. Per lui -2.3 di valutazione in ACB, 4.8 in EuroLeague. 

La storia di un presidente

Josean Kerejeta è un personaggio particolare, ma per il mondo del basket spagnolo, e non solo, è il Baskonia. Di certo, non era quello che pensava lui alla fine degli anni ’70, quando Pepe Laso (il papà di Pablo) lo volle a tutti i costi nel club di Vitoria.

Era un giocatore, ma una decina di anni dopo, di quel club, ne sarebbe stato il presidente. Era un club legato in tutto e per tutto allo sponsor di turno, con un fatturato intorno ai 600.000 euro, ben diverso dai 14 milioni del 2007, o dalla cittadella dello sport da 28 milioni di euro costruita nel 2008.

Ecco perchè Josean Kerejeta è tutto da quelle parti, oltre al già bastevole concetto dei 30 anni di gestione. Tuttavia, a Josean, il mese di novembre piace poco. Nel 1992 licenziò Herb Brown. Nel 1993 Manel Comas. Nel 1999 Salva Maldonado (oggi guida di Gran Canaria, ndr). E ancora. Nel 2012 Dusko Ivanovic. Nel 2014 il nostro Marco Crespi. Nel 2018 Pedro Martinez, tredici anni dopo la cacciata del 2005.

«November Rain», per i coach, visto che strane voci hanno immancabilmente iniziato a girare anche su Velimir Perasovic, rientrato un anno fa per la quarta volta. Da giocatore, tra il 1993 e il 1997, conquistò una Copa del Rey e una Coppa Europa.

Nel 2005 arrivò da coach. Una Copa e una Supercopa (subentrando proprio a Martinez, come detto, a novembre), poi dopo un anno e mezzo il mistero. A gennaio arriva il permesso per malattia, a febbraio l’esonero. 

Vai a capire cosa fosse successo. Niente di grave, viste le Final Four del 2016… poi fu Perasovic a preferire i soldi dell’Anadolu Efes. Ora il fantasma di Georgios Bartzokas.

Le armi di Olimpia Milano

Baskonia, come detto, dalla grande attenzione difensiva, affidata in attacco agli uno contro uno di Toko Shenghelia e alle letture di Luca Vildoza per due tiratori pericolosi come Matt Janning e Nik Stauskas.

Tuttavia è squadra che difensivamente soffre in fase di transizione, con Youssoupha Fall che inevitabilmente da punto di forza dovrà diventare punto di debolezza.

E allora l’Olimpia dovrà mantenere un ritmo alto, soprattutto dinamico nella metà campo offensiva, perchè situazioni di uno contro uno improvvisate andrebbero inevitabilmente a scontrarsi contro un muro.

Le letture di extra-pass di Vladimir Micov e Michael Roll potrebbero, in tal senso, fare la differenza.

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Carlton_10
Carlton_10
9 mesi fa

Oggi come oggi MIlano è una squadra tra le prime quattro in europa. Lunghissima, coperta in ogni ruolo ed allenata benissimo. La mano di Messina si vede nell’atteggiamento dei giocatori in difesa, anche se a volte quando la squadra va in rotazione sui cambi difensivi ci scappa ancora qualche errore, però vedi giocatori che pur non essendo specialisti se la cavano bene. Un esempio perfetto è Della Valle. In attacco la cosa più importante è aprire il campo, non fermare la palla come succedeva l’anno scorso, muoverla e cambiare il lato in modo da andare a servire sotto anche più… Leggi il resto »

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