Ettore Messina commenta così il successo del PalaLido contro la Pallacanestro Trieste: «Penso che abbiamo fatto buone cose. Momenti buoni più che momenti di difficoltà, devo dire 28 assist sono buon numero, e da tre abbiamo ancora avuto difficoltà. Quando in difesa cambiamo bene, si vede, anche se abbiamo ancora problemi di comunicazione e se arrivi con un secondo di ritardo paghi».

La cronaca del match

Su Christian Burns: «Non è facile stare in un roster da 14/16 uomini. Il senso di un squadra è attendere il proprio momento. Questa era una gara per lui, ma mi fidavo, e sono contento per quello che ha dato».

Sugli infortunati: «Micov ha avuto, volgarmente, un colpo della strega. Ha provato a fare allenamento prima di Monaco, ma il dolore si è riacutizzato. C’è fiducia nell’averlo venerdì. Arturas Gudaitis sta facendo bene, vive anche pezzi di allenamento con i compagni, lo vedo vicino al rientro. Se non settimana prossima, quella dopo. Nemanja Nedovic ieri l’ho visto allenarsi: corre e tira, e la settimana prossima dovrebbe iniziare a correre in campo. Ma non so quando potrà allenarsi con la squadra. Non contateci ancora per un po’».

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Sul Chacho Rodriguez e Luis Scola: «Si conoscono, si apprezzano, parlano. Avere in momenti di insicurezza questi due, è importante. Si divertono a giocare bene insieme».

Sul futuro: «Abbiamo visto tante belle cose in precampionato. E in queste partite ufficiali ho visto impegno: serve sviluppare personalità, in cui non ti deprimi se un tiro non entra, se la gente ti fa bu o se il coach si arrabbia. Se poi ci aggiungiamo gli infortunati, e ne parlo oggi che abbiamo vinto: non si spiega una sconfitta con gli assenti, ma a lungo andare quei tre lì in Europa contano. La speranza è di averli presti tutti insieme, perchè sono curioso. E fiducioso».

Sulle ansie in attacco: «Nelle ultime tre partite abbiamo tirato male. Se il tiro entra, ti rilassi e giochi più tranquillo. Quando attacchi con fluidità, con buone percentuali, difendi anche meglio. Sono abbastanza convinto di questo».

Su Shelvin Mack: «Sta facendo molta fatica come tanti americani quando arrivano in Europa. E’ sotto il suo potenziale, non è quello che abbiamo visto fino ad adesso: ma è serio, lavora duro, e sicuramente arriverà al suo livello. Gioca sotto il suo livello e quello che ci serve a noi. Non voglio scomodare Mike D’Antoni, ma anche per lui inizialmente non fu semplice».

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