Ettore Messina e il futuro: Ci sto pensando molto

Alessandro Maggi 2
Ettore Messina Olimpia Milano

Ettore Messina, oggi President of Basketball Operations di Olimpia Milano, è stato ospite di Andrea Bargnani nel format Basketball&Conversations di LBA. Un dialogo lungo, tra memoria tecnica, rapporto con i giocatori, critiche, futuro personale e scenario NBA Europe.

Ettore Messina: «Il vero allenatore deve dirti cosa serve per competere»

Messina ha ricordato quanto il tempo fosse centrale nella preparazione delle partite: «Il tempo è una cosa fondamentale, perché ti permette di curare i dettagli, se sei uno che nella testa pensa che i dettagli siano importanti come dovrebbero essere. Adesso è ovvio che ognuno di noi deve migliorare per riuscire a produrre o arrivare agli obiettivi in un tempo molto più ridotto».

Sul rapporto tra allenatore e giocatore, Messina ha rifiutato le etichette semplici: «Adesso va molto di moda fare lo stereotipo: ci sono gli allenatori duri, cattivi, e poi quelli che vanno bene perché sono amici dei giocatori. Alla fine è la competizione che ti trasmette un determinato tipo di richieste».

Poi il punto centrale: «Qualsiasi allenatore, se ti vuole allenare bene, cerca di farti presente quello che è meglio che tu faccia se vuoi essere competitivo a un certo livello. Te lo può dire con più calma o con più aggressività, però il vero allenatore che ti vuole bene te lo deve dire».

Messina ha spiegato anche la sua severità: «Ero più contrariato perché non riuscivo io a fare le cose, o a far fare le cose, come secondo me bisognava che venissero fatte, che non per altri motivi». E ha aggiunto: «Per fortuna avevo, e ho tuttora, una memoria abbastanza breve dell’odio, a livello sportivo intendo, per il mio giocatore che non fa quello che deve fare».

Bargnani ha poi toccato il tema delle critiche e della reazione umana agli attacchi. Messina ha risposto così: «La gente pensa che siccome hai vinto tante cose nella tua carriera, alla fine ti sei messo una corazza per cui tutto rimbalza. La realtà non è così. Anzi, più vai avanti, a meno che tu non sia una persona superficiale, più sei il primo che si crea aspettative su se stesso».

E ancora: «Nel momento in cui ti poni grandi aspettative e le cose non vanno come vorresti, una parte delle persone ti viene addosso. La corazza finta non esiste. Sei stato male tu, sono stato male io, stanno male tutti quanti. Poi un giorno arriverà anche il momento in cui renderanno l’anonimato non possibile, e allora uno ci penserà prima di fare determinate cose».

Sul tema NBA Europe, Messina ha offerto una lettura ampia: «In questo momento le squadre che ci sono in EuroLeague hanno un grave problema di sostenibilità economica. Tutti questi club sono sostenuti o dalle sezioni calcio di club importanti, oppure da grandi famiglie che investono per passione e senso di appartenenza».

Secondo Messina, il prodotto sportivo europeo resta fortissimo: «Abbiamo una competizione bellissima. Tutti sono appassionati di come questi giocatori giocano con dedizione, passione, incoscienza, buttandosi per terra, giocando ogni pallone come se fosse l’ultimo della loro carriera. Però tutti perdono un sacco di milioni».

Il confronto con la NBA nasce da qui: «Dall’altro lato c’è un’organizzazione che ha fatto della capacità di fare business una macchina da soldi: incassi, diritti televisivi, merchandising, sfruttamento dei palazzi con arene meravigliose. Attraggono sponsorizzazioni e investitori, ma in Europa non hanno una competizione».

La soluzione, per Messina, dovrebbe passare dal dialogo: «La cosa più semplice sarebbe che loro venissero qui, utilizzassero la nostra competizione, e noi ci affiancassimo a loro nella ricerca di un modello di business. La mia speranza è che si abbandoni questo eccesso di precauzione reciproca e si riescano a mettere veramente le carte in tavola».

Infine, il futuro personale. Alla domanda su cosa farà Ettore Messina “da grande”, la risposta è stata chiara: «Ci sto pensando molto. Alla fine, per una persona che ha fatto molti anni di un determinato lavoro, diventa molto più importante, più che quello che fai, con chi lo fai: le persone con cui devi lavorare».

E la discriminante, oggi, è umana prima ancora che professionale: «Quando vieni fuori da una situazione che non ti ha fatto piacere, pensi soprattutto di trovare un gruppo di persone di lavoro con cui ti puoi sentire a tuo agio. Questa credo sia la discriminante fondamentale».

In chiusura, Bargnani ha ringraziato Messina per ciò che gli ha trasmesso da giocatore e da persona. La replica del coach è stata emozionata: «È una cosa molto bella, non era programmata, non gli ho dato dei soldi, ma mi fa molto piacere. Oggi mi hai riempito la giornata, e anche qualche giornata che viene».

2 thoughts on “Ettore Messina e il futuro: Ci sto pensando molto

  1. “Il vero allenatore deve dirti a cosa serve per competere”?

    A chi dovrebbe o meglio, avrebbe dovuto dirlo, coach Messina? Ai giocatori cui non ha dato un gioco? A sè stesso manager/Pobo? Beh o l’allenatore era bollito, o il manager era scarso e senza esperienza, o entrambi Pobo e coach non hanno scelto giocatori funzionali al non gioco di Messina, fatto sta che i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

    Ettore Messina è stato un epic fail, un disastro colossale, come coach e come Pobo.

    Perchè il povero Giorgio Armani gli ha garantito ogni anno un budget da post season Eurolega, ma Ettore Messina ha sprecato milioni in rifondazioni continue.

    Sul futuro ci pensi pure molto, caro Ettore, basta che sia lontano da qualsiasi ruolo in Olimpia Milano dove ha fatto solo danni.

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