La sconfitta all’esordio in Eurolega, dopo il ko interno con Brescia, ha lasciato degli interrogativi in casa Olimpia Milano. Ovviamente siamo appena ad inizio ottobre e tutta la stagione è ancora davanti: quindi niente processi o allarmi, ma solo delle constatazioni da sistemare per il prossimo futuro. Soprattutto pensando al debutto interno con lo Zalgiris

Olimpia Milano punto | Gli esterni poco produttivi

Senza Vlado Micov e Nemanja Nedovic è venuto subito a galla quel dubbio di cui avevamo parlato a fine mercato: l’Olimpia Milano è un po’ corta, soprattutto a livello europeo, nei ruoli di 2 e 3. Oltre ai due giocatori attualmente infortunati, solamente Michael Roll ha vera esperienza di Eurolega e, sinora, sta facendo molta fatica: 1/4 dal campo e -3 di valutazione a Monaco. Non il giocatore che serve ora ai biancorossi.

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Se qualcuno è assente (ancor peggio ora che sono fuori in due), si riducono all’osso le rotazioni. In emergenza, servirebbe di più da Amedeo Della Valle e Riccardo Moraschini: entrambi però hanno poca esperienza ed è difficile chiedere a loro di togliere le castagne dal fuoco. E, pensando anche ai playmaker, solo il Chacho è un affidabile realizzatore. 

Olimpia Milano punto | Le partenze ad handicap

Tre indizi fanno una prova. L’Olimpia Milano non riesce ad approcciare correttamente le partite: è andata sotto nettamente nel primo quarto in tutte e tre le gare ufficiali (e anche in alcune di precampionato). Partire ad handicap, a maggior ragione con una squadra rimaneggiata ed in trasferta, rende durissimo il resto del match. Costringendo subito agli straordinari per rimontare, restando costantemente in affanno.

Ettore Messina, in conferenza stampa, ha parlato di “cambiare qualcosa” per evitare questi inizi negativi: provare subito a mettere Sergio Rodriguez in quintetto, potrebbe essere una delle possibili soluzioni. Lo scopriremo nelle prossime uscite.

Olimpia Milano punto | L’esordio di Luis Scola

La gara di Monaco non ha lasciato grandi spunti positivi in casa biancorossa, uno di questi è sicuramente l’impatto di Luis Scola. L’argentino ha chiuso con 17 punti e 6 rimbalzi (miglior realizzatore e secondo rimbalzista della squadra): un impatto subito importante, in una serata in cui è stato impiegato sia da numero 4 che da 5, aspettando il rientro di Gudaitis. 

Certo, in difesa ha avuto dei problemi (era anche probabile visto che non si è praticamente mai allenato con la squadra), ma il suo apporto offensivo serve come il pane all’AX Armani Exchange. Soprattutto, viste le grandissime difficoltà di Aaron White (solo 4’15” ieri all’Audi Dome per lui) ed un impatto incostante di Jeff Brooks

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