Livio Proli, presidente di AX Armani Exchange Milano, commenta la sentenza della Corte d’Appello sul «caso Nunnally»: «Andremo sino in fondo, ricorrendo in ogni forma consentita. Questo per un senso di giustizia nei confronti anche delle squadre coinvolte nella corsa salvezza».

Livio Proli è poi sceso nei particolari della vicenda: «Stranissima. Perché il giocatore è stato squalificato dopo sei mesi dal tweet, loro hanno avvisato Avellino che non ha segnalato la cosa al giocatore, quindi all’oscuro di tutto. Il casellario dopo dodici mesi viene tolto e quindi Milano non poteva essere a conoscenza della squalifica. In caso contrario, avremmo evitato questa situazione scomoda non tanto per Milano, ma per le società in lotta per la retrocessione».

Intanto c’è poco da ridere anche in LBA, come dimostrano le ultime evoluzioni del «caso Brienza» a Cantù: «C’è confusione dappertutto. La Fip ha voluto concedere la deroga a Cantù, probabilmente per provare ad evitare la brutta figura che in campionato ci fosse una squadra senza capo allenatore. Ma le regole esistono per tutelare chi si comporta bene, altrimenti non servirebbero a nulla».

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