Olimpia Milano in campo alle ore 20.30 a Pistoia contro una OriOra che si risveglia ultima in solitaria dopo il successo della Fiat Torino sulla Grissin Bon Reggio Emilia.

I problemi di Pistoia

Tanti i problemi per coach Alessandro Ramagli in una sfida proibitiva. In settimana si sono infatti fermati Kerron Johnson, distorsione alla caviglia, Gianluca Della Rosa, problema alla schiena, LJ Peak, fastidio al ginocchio, e Ousman Krubally, taglio al polso.

Solo Della Rosa pare davvero a rischio, ma in uno scenario di acciacchi generalizzati sarà tempo di esordio per Blaz Mesicek. La guardia/ala slovena, 197 centimetri, ha giocato per due stagioni con la Happy Casa Brindisi, chiudendo il 2017-2018 con 9.9 punti, 1.2 assist e 2.4 rimbalzi.

Un po’ pochino per sostituire Dominique Johnson, tenendo conto che anche Antabia Waller (in ritiro con Milano in estate) ha preferito declinare l’offerta toscana e restare in Montenegro con il Mornar Bar. Blaz Mesicek, in patria con Lubiana, viaggiava a 6.4 punti di media in Champions League.

Le scelte di Pianigiani

Dal canto suo, l’Olimpia Milano è rientrata in patria sabato mattina da Las Palmas, e dovrà gestire le forze in vista della sfida di venerdì al Medionalum Forum con il Darussafaka. Il terzo successo consecutivo permetterebbe di pareggiare il record stagionale dopo ventidue round, e scrivere il nuovo record di vittorie nella New Era (erano 8 con Jasmin Repesa, 10 con Simone Pianigiani lo scorso anno).

Come detto, out Kaleb Tarczewski, Arturas Gudaitis, Nemanja Nedovic e credibilmente Christian Burns. Resta comunque da valutare il tema turnover stranieri, con un altro giocatore destinato a restare in tribuna. Probabile l’esordio per James Nunnally, fondamentale la presenza di Mindaugas Kuzminskas e Alen Omic nel reparto lunghi (completato dal solo Jeff Brooks), possibile che completino il tutto Vlado Micov, e due tra Dairis Bertans, Mike James e Curtis Jerrells.

Il primo potrebbe lasciare spazio e minuti al tiratore Amedeo Della Valle, il secondo e il terzo rientrano in uno spot, quello di play, dove non serve più di una pedina oltre ad Andrea Cinciarini.

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