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Riflessioni dopo Monaco: un calendario difficile, il mercato rifiutato, la posizione di Pianigiani

Tra Monaco di Baviera e Trieste, un’opinione a tutto tondo da presente e futuro

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Ottava sconfitta nelle ultime dieci gare per AX Armani Exchange Milano in EuroLeague. Contro il Bayern Monaco il confronto dice 0-2, e la condizione è poco più di un alibi. E ora c’è da fare qualche conto, e qualche riflessione.

Calendario

I numeri di un record vanno visti in prospettiva. La serie di 2-8 è terribile, e ora ecco la trasferta di Vitoria, quindi Zalgiris in casa e Gran Canaria in Spagna. Dopo il doppio turno casalingo con Darussafaka e Maccabi, ecco la doppia trasferta a Mosca con Khimki e Cska. Le ultime cinque sono da urlo: Olympiacos al Forum, Real a Madrid, Pana e Fenerbahce al Forum e chiusura a Istanbul con l’Anadolu. Basta fare il conto delle gare potenzialmente «alla portata» per rendersi conto di come la classifica, vissuta round per round, abbia senso fino ad un certo punto. Quello che conta è la fine, e l’Olimpia dovrà vincere almeno sei o sette di queste dodici partite. Facile? No. Impossibile? Neanche. E allora diciamolo: per questa Olimpia, i playoff saranno molto complicati. Certo, l’obiettivo era giocarsela sino alla fine. E allora, servono almeno cinque o sei successi. Facile? No. Impossibile? Neanche. Difficile? Sì.

Mercato

Se l’AX Armani Exchange Milano arriva a giocarsi la gara di Monaco di Baviera con una rotazione sostanziale di otto uomini (con Nemanja Nedovic sarebbero stati nove) significa che intervenire sul mercato era essenziale per reggere il colpo in questo momento cruciale. Non siamo qui per fare i conti in tasca a chi ha portato l’Olimpia dalla morte scritta (non annunciata, scritta) ad una licenza quasi perpetua nella massima competizione mondiale dopo l’Nba. Non stiamo parlando di «errore» visto che non facciamo i ricchi con i soldi degli altri. Ma se il concetto era davvero «preservare la chimica di squadra», con questa chimica si è resa complicata la corsa playoff. E questo stesso club, due anni fa, fece e poi ammise analoga colpa: non tesserare Darius Adams prima dei playoff di LBA, poi persi nella semifinale con l’Aquila Trento.

Precarietà

Mindaugas Kuzminskas costantemente sotto i 20’ nonostante un ingaggio importante. Curtis Jerrells mai davvero positivo dal primo giorno di questa stagione. Amedeo Della Valle, Christian Burns e Simone Fontecchio fuori dalle rotazioni di EuroLeague. La società aveva composto in estate un roster convinta di avere «tredici giocatori tredici» per il doppio obiettivo. Simone Pianigiani non pare pensarla così. Anche per questo non comprendiamo appieno il mancato intervento sul mercato.

Sia chiaro, le nostre sono riflessioni che non dimenticano le reali basi dello sport professionistico. Per lasciare il segno in Europa bisogna prima di tutto crearsi una base stabile in LBA, e l’Olimpia dell’era Armani non è mai riuscita a vincere due scudetti con la stessa gestione tecnica.

Simone Pianigiani è al secondo anno del suo percorso, e a differenza di altri suoi predecessori ha creato un giocatore di primo piano europeo, Arturas Gudaitis, valorizzando a margine anche Kaleb Tarczewski. Il tutto navigando sempre nella stessa direzione, senza dubbio alcuno, senza alcuna concessione alle pressioni ambientali.

Una valutazione negativa da parte nostra, potrebbe essere letta come la volontà di cambiare: dopo Luca Banchi e Jasmin Repesa, non è quello che vogliamo. Ed è utile sottolinearlo visto che le avvertiamo anche noi le voci su Xavi Pascual. Gli obiettivi devono essere ben chiari, e un nuovo scudetto è missione primaria da inseguire, e difendere, senza ulteriori tensioni ambientali.

Ma Juventus e Inter, in passato, insegnano: l’Europa è il salto di qualità. E la valutazione di un coach può essere distinta, tra campionato e coppe. E’ un diritto per una società che non si è mai posta un limite di crescita, partendo dalle ceneri.

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Alessandro Maggi

alekmaggi@gmail.com Giornalista Professionista, direttore responsabile presso Be.Pi Sport, collaboratore presso Sportando, cronista per Il Giorno
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miked8
Ospite
miked8

Dopo questa pesantissima sconfitta in ottica play-off mi sorgono spontanee alcune riflessioni: 1) Rotazione Milano ha costruito un roster di 13 giocatori; lo staff tecnico dal giorno 1 ha palesemente considerato 4 giocatori inadatti al livello della Eurolega. Quindi rotazione da subito corta con il rischio di diventare cortissima in caso di infortuni. Non capisco se davvero si pensava di giocare l’Eurolega in 9 o se le richieste dello staff tecnico sono state ignorate dalla società. 2) Difesa Nel roster iniziale 11 giocatori su 13 sono chiaramente più portati ad attaccare velocemente o meglio ancora in transizione. Il ritmo dei… Leggi il resto »

Francesco Mordeglia
Ospite
Francesco Mordeglia

Io di play credo di averne visti giocare un pochino, da Magico Johnson a oggi. Non capisco questo ridicolo insistere nel dare del “campione” a Mike James, che era solo l’elemento di rottura in una squadra forte e oggi a Milano è più tossico dell’amianto.

maurozz
Ospite

Urca

miked8
Ospite
miked8

Anche io di play ne ho visti giocare parecchi (mike d 8 … è un omaggio al migliore che ho potuto ammirare a milano) … Se vogliamo definire Mike James un campione nel ruolo di play hai perfettamente ragione tu (non lo è). Se vogliamo invece inserire Mike James nella categoria tanto di moda anche in nba di “shooting point” (via di mezzo tra 1 e 2) è un campione. Al Pana era sicuramente più utilizzato come uomo di rottura e non come riferimento … però se -rivedi le partite del Pana 17-18 i possessi decisivi li gestiva quasi sempre… Leggi il resto »

Anonymous
Ospite
Anonymous

io dico che dopo piu di un anno e mezzo della gestione pianigiani ancora non capisco perche’ si ostini con rotazioni corte con il risultato che arrivati a meta’ stagione cisono giocatori con il latte alle ginocchia. inoltre non si puo’ pensare di vincere senza una difesa degna. ieri sera solo dopo l’ingresso del cincia si e’ visto un giocatore difendere alla morte. capitolo james …… e’ talentuoso e non vi e’ alcun dubbio ma non puo’ continuare a giocare da solo pensando alle proprie statistiche. in difesa e’ un debito. incredibile vedere un centro dominante come gudaitis poco servito.… Leggi il resto »

Anonymous
Ospite
Anonymous

“… e l’Olimpia dovrà vincere almeno sei o sette di queste dodici partite… “. Impossibile. Stop.

palmasco
Ospite

La sconfitta di Monaco complica enormemente la stagione EL, quindi è normale che ci sia un momento di sconforto e delusione. Il tema delle rotazioni in questi casi torna come un mantra, ovvero come una preghiera, come una cantilena di parole sempre uguali, ripetute tutti insieme nella liturgia, per tenere lontana la paura. Non è una soluzione, evidentemente. Noi li vediamo in campo per pochi minuti a partita, i giocatori della supposta rotazione, Pianigiani e staff ci lavorano ogni giorno. Se non li vedono adatti a giocare, bisogna considerare che sia possibile, anzi probabile, che abbiano ragione loro – e… Leggi il resto »

U.FO.
Ospite
U.FO.

Quanti spunti interessanti! Grazie. La mia opinione. Mike James è un gran giocatore. Certo lascerei stare certi paragoni con Magic o D’Antoni (certamente uno dei migliori play maker di sempre), anche perché, come diceva qualcuno giustamente, il ruolo è ormai un po’ cambiato. In ogni caso è un giocatore che ha buona visione di gioco e tanti punti nelle mani. E’ anche un super-agonista e dunque è chiaro che alcune gare cerchi di vincerle a tutti i costi. Non è però un mangia-palloni. Probabilmente l’assenza di uno come Nedovic provoca in lui una maggiore responsabilizzazione che lo induce, a volte,… Leggi il resto »

miked8
Ospite
miked8

IL MANTRA DELLE ROTAZIONI (il titolo del mio post è un deliberato furto alla bellissima definizione di Palmasco con il quale concorderò privatamente il pagamento dei diritti di autore) In modo assolutamente ironico sintetizzo in tre casi specifici il dilemma delle rotazioni. 1) incapaci di intendere e volere Lo staff tecnico riteneva dal primo giorno di avere solo nove uomini adatti alla Eurolega. Lo staff tecnico ritiene che nove uomini sono sufficienti per l’Eurolega. 2) capaci di intendere, incapaci di volere Lo staff tecnico riteneva di aver allestito un roster di uomini tutti competitivi per l’Eurolega. Lo staff tecnico ritiene… Leggi il resto »

palmasco
Ospite

😀

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