Di ritorno a Barcellona tra pressione difensiva, Curtis Jerrells e Christian Burns

Un venerdì sera affannoso al Palau Blaugrana. L’Olimpia Milano conosce la prima sconfitta esterna della sua stagione al primo calar di certezze: il 21-2 imposto dal Barcellona tra primo e secondo quarto diventa una montagna impossibile da scalare per chi ha lo sguardo offuscato.

Sotto pressione

Svetislav Pesic non è persona semplice né tanto meno coach ben visto in terra catalana. Ma l’esperienza di aver attraversato numerose ere del gioco gli garantisce strumenti di analisi e opposizione con pochi eguali in EuroLeague. Il clàsico è là da venire, per di più edulcorato dal ritiro della maglia della Bomba, meglio pensare solo a Milano chiedendo alla sua squadra di spremere ogni singola energia. La mossa è non concedere ai portatori di palla milanese «luce» ancor prima della metà campo, distanziandoli non poco dai compagni. A quel punto il gioco si ferma, i giocatori senza palla attendono, e il risultato sono zero servizi sotto canestro e tiri da tre punti fuori ritmo con l’uomo addosso. Il male non è mai la dipendenza dal p&r, bensì l’immobilismo.

Curtis Jerrells

Prima precisazione: «The shot» è un senatore di Simone Pianigiani, con cui ha vinto in Israele entrando anche nel primo quintetto di EuroCup. Da portatore di palla. Punto. Certamente non è un playmaker puro, come tanti altri peraltro in Europa, ma un giocatore che necessita di alti ritmi per lasciare il segno in attacco. Ovviamente, deve essere lui il primo a contribuire a questo, con la difesa. Aspetto mancato a tratti nella passata stagione, alternante anche in questi primi passi di 2018-2019. Se Milano difende a tratti, e subisce a rimbalzo come al Palau, ecco che Curtis Jerrells diventa una zavorra con limitatissime letture offensive. Abbiamo scoperto l’acqua calda, ma è così. E allora l’Olimpia deve analizzarsi e capire: difesa e transizione sono progetto vero, o sensazione aleatoria di preseason scontratasi con la realtà del campo? Se la risposta fosse la seconda, il ruolo di Curtis verrebbe meno.

Rotazioni

L’Olimpia Milano non ha perso a Barcellona per le rotazioni, ma per una evidente inferiorità del momento (se sia effettiva, rispetto ai blaugrana, lo dirà il tempo). L’EuroLeague prevede, anzi pretende questo, come dimostrano le difficoltà dello stesso Cska questa settimana. Tuttavia, se Milano si sta conoscendo alla perfezione in Italia, deve cercare di farlo anche in Europa. Jeff Brooks ha colpito in 17 occasioni perchè i «duri» lunghi del Barcellona non riuscivano evidentemente a seguirlo lontano dal ferro. Burns poteva garantire qualcosa di ulteriore, soprattutto tenendo conto della nefasta serata di Tarczewski. Pianigiani ha preferito martellare su Gudaitis, probabilmente convinto di poter subire ancora di più a rimbalzo con l’ex Cantù. Ma un po’ di faccia sporca non avrebbe fatto male. Anzi.

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2 pensieri su “Di ritorno a Barcellona tra pressione difensiva, Curtis Jerrells e Christian Burns

  1. Ringrazio per l’ospitalità, come sempre.

    La versione breve è che Barcellona ha una squadra molto forte, e ieri sera ha giocato meglio di noi.

    La domanda è: in che cosa ha giocato meglio?
    Prima di tutto in attacco, secondo me, perché James non aveva nessuna voglia di difendere – sembrava di vedere Theodore – aprendo buchi che creavano vantaggi clamorosi per loro.

    Tutta la loro squadra ha attaccato insieme, ma se guardi bene, i danni veri li hanno fatti Huertel e Kuric.
    E il primo ha beneficiato, oltre alla sua classe personale, soprattutto del fatto che c’era da marcare anche Pangos, un altro che di classe ne ha non poca.
    Se James non difende su uno dei due, l’altro pasteggia su pascoli sterminati – e così è successo.

    La prestazione piuttosto notevole di Kuric, che è quello che li ha tenuti a galla nel primo quarto, e che poi ha piazzato i colpi che affondano, si spiega col nostro vero punto debole: la mancanza di un 3 di ricambio.
    Esce Micov e devi giocare con tre piccoli: chiaramente subisci a rimbalzo, è matematico – soprattutto quando esce Brooks, meraviglioso anche ieri sera, ed entra un molle Kuzminskas, speriamo che sia solo un periodo il suo, e che duri poco.
    Ma, come abbiamo visto tutti, molti dei suoi punti Kuric li ha fatti su rimbalzo d’attacco… (miglior rimbalzista d’attacco della serata con tre rimbalzi, insieme a Gudaitis).
    I conti nel basket tornano sempre, se giochi con tre piccoli, ovviamente paghi a rimbalzo, spesso contro il loro 3, è matematico.
    E così mi pare che sia stato in modo decisivo ieri sera.

    Tutti dicono il gioco spalle a canestro di Tomic, e che ha portato a spasso il suo difensore ecc.
    A me non sembra.
    Nel senso: lo ha fatto, ma nella norma. Ha fatto quello che fa un buon giocatore, cioè i suoi punti.
    Anche qui, però, se guardi bene, si equilibrano con quelli di Gudaitis: 12 Tomic, 13 Gudaitis…
    Quindi non ci vedo un gran vantaggio per loro.

    E poi hanno giocato meglio in difesa.
    Ma perché?
    Beh, nel primo quarto, col quintetto, hanno beccato 26 punti, e noi filavamo che era un piacere, filavamo come al solito, verrebbe da dire.
    Certo, un sacco di tiri da 3, ma erano tutti ottimi e costruiti alla grande! Nessuna forzatura.
    Poi ovviamente è successo che ha dovuto giocare il secondo quintetto, com’è normale, e tutto s’è fermato.
    17 punti nel secondo quarto, 12 nel terzo.
    Barcellona ha mostrato che se fermi James e Micov, ma li fermi davvero, Milano si ferma.
    Bravi loro. Ma certo, quanto pesa l’assenza della carta che avrebbe scombinato tutta la loro difesa: Nedovic…
    E guarda che i tanti punti di Brooks sono venuti da conclusioni di giochi della squadra, quindi anche lì non abbiamo giocato male.
    Poi escono quelli che sanno attaccare, e tutto per la difesa avversaria diventa più facile.
    Pazienza.

    La stanchezza c’entra?
    Certo. Ma erano stanchi anche loro, ovviamente, guarda il CSKA che perde col Buducnost…

    Insomma perdere ci sta, ci mancherebbe, specialmente contro un Barcellona del genere, quest’anno per me nelle final 4.
    L’importante secondo me è capire con precisione da dove è passata questa sconfitta.
    E non tirare in ballo cose che non c’entrano niente, come Burns e Fontecchio – come si legge in giro.

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  2. Bella analisi. Ringrazio anche io per avere la possibilita’ di esprimere il mio parere. Ammetto di aver un po’ sottovalutato il Barca, a inizio stagione. Invece e’ una signora squadra e ora e’ in gran forma. Vedremo fin dove arrivera’. Milano deve crescere in difesa per poter poi giocare in transizione e sfruttare al meglio le proprie caratteristiche. Ma per difendere ci vogliono energie e dedizione. Ieri qualcosa e’ mancato.
    Quanto ai ruoli io insisto nel vedere Kuz come 3, cambio di Micov. Ci mancherebbe dunque un quattro, secondo me. Sempre che Kuz si svegli dal torpore milanese.
    Certo: con Nedovjc ieri sarebbe stata un’altra gara ma non dobbiamo parlare degli assenti.
    Spero ora di vedere in campo, domenica’ 25 minuti di Fontecchio e altrettanri di Burns, che puo’ giocare da centro ma dare anche fiato a Brooks.
    Ultimo appunto. Secondo me Bertans va sfruttato meglio, con giochi appositi che gli permettano di “ricciolare” per poi tirare.
    Ciao

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