Nell’inferno del PalaDesio per non cadere nel tarlo dell’incertezza

Ore 20.30, gara-3 tra Milano e Cantù, e primo match point per la squadra di Simone Pianigiani. In quel del PalaDesio Olimpia che vuole dare continuità alla parvenza di certezze ammirate in questo avvio di post-season, Pallacanestro Cantù che ripartirà dall’ottimo secondo tempo del Forum.

Il punto focale del tutto, i primi minuti di questa sera. Nella pancia di Assago, lunedì, coach Sodini era stato d’altronde chiaro: «La misura della nostra aggressività, durante l’anno, sono stati spesso i falli che spendiamo nel primo quarto. In gara-2 ne abbiamo fatti due. Il problema è che non riusciamo a partire aggressivi, permettendo a Milano di entrare subito nella propria comfort zone».

Non a caso, a Firenze Cantù segnò 28 punti nel primo quarto, 57 a fine primo tempo, martellando palla in mano più che in fase difensiva (Milano segnò meno di 18 punti solo nel terzo quarto). I padroni di casa dovranno trovare confidenza mettendo la palla nel cesto, bombardando con Smith e Culpepper, e facendo venire il fiato pesante a Tarczewski e Gudaitis con i dentro-fuori di Charles Thomas e Christian Burns.

Tuttavia, lunedì sera, la squadra di Simone Pianigiani ha mostrato qualcosa di inatteso. Con Theodore in tribuna, e Goudelock fermo a 2 punti in 27’ con 1/12 dl campo, ha prodotto 87 punti, 54 nel solo primo tempo. Un’imprevedibilità di leadership offensiva, in cui comunque il numero 0 ha saputo non essere tossico, dando piccoli segnali in difesa e chiudendo comunque con un +12 di plus/minus.

Certo, Culpepper e Smith hanno dimostrato enormi lacune nell’uno contro uno difensivo, schiantandosi su Tarczewski, Gudaitis e Kuzminskas ad ogni blocco, ma Cinciarini e Jerrells hanno permesso alla squadra di Pianigiani di correre dopo buone sessioni difensive, per poi chiudere a chiave l’area nella ripresa, con soli 36 punti subiti.

Insomma: Cantù vive di emozioni, ossigeno che può arrivare solo in una gara condotta dalla palla a due. L’Olimpia, in quel PalaDesio che sarà inevitabilmente un inferno, dovrà dimostrare di non avere più il tarlo dell’incertezza. Non tanto per Cantù, quanto per lo scudetto.

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palmasco
palmasco
2 anni fa

Cerchiamo di essere razionali: qualsiasi partita si può perdere se l’altra squadra (Cantù in questo caso) fa qualcosa di eccezionale, quindi il risultato di stasera è completamente incerto e aperto. Ciò detto Milano sembra preparata veramente bene, in tanti rispondono all’impegno, la tattica di aggredire subito la partita con primi quarti efficaci e tosti sembra funzionare bene e sembra essere compresa da tutti. La prima partita è stata dominata nettamente, la seconda ha avuto qualche tentennamento sul quale si appuntano la maggior parte dei commenti, ma la verità è che Milano in gara 2 è sempre stata sopra, a volte… Leggi il resto »

U. Fo
U. Fo
2 anni fa

Sara’ importante l’approccio psicologico alla gara. Se si trovano le giuste energie si puo’ superare la prevedibile “aggressivita’” e voglia di rifarsi di Cantu’. Certo che il pericolo di rilassarsi un po’ e’ reale. Perdere, in ogni caso, non sarebbe un dramma anche se vincere stasera darebbe davvero qualche certezza in piu’ a questo gruppo ancora in po’ scalcinato, anche se piu’ compatto rispetto ai mesi scorsi.

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