Le pagelle di ROM – E’ arrivato il momento di mettersi l’elmetto. Chi non è in grado, si faccia da parte

Goudelock 4 – Immobile in difesa, nella frustrazione torna attore protagonista di un monologo, che come al solito ha nella sconfitta il suo epilogo. E’ arrivato il momento di chiedersi perché il «mini Mamba» sia sempre spettatore dei trofei altrui, a differenza del «big Mamba».

Micov 4.5 – Serata pessima al tiro, è il simbolo di chi «passa» la responsabilità, anche se ha il pregio di fare piccole cose utili, come i 7 rimbalzi, i 3 falli subiti e i 2 assist.

Pascolo 6 – Costretto a rincorrersi un posto per tutta la stagione senza un minimo filo conduttore è inevitabile abbinata di volontà e confusione. Comunque positivo, visto che in 10’ chiude con un +3 di plus/minus.

Kuzminskas 4.5 – Non ingannino i 10 punti siglati senza continuità, dopo un avvio di gara disastroso. Non è fattore nell’area, non è un sostegno per i compagni dopo tante buone prove.

Cinciarini 6 – Come al solito è il volto della Milano che lotta. Sbaglia anche canestri facili, fallisce alcuni abbinamenti difensivi, ma recupera 3 palloni e segna 9 punti.

Cusin 6 – 12’ di grande volontà, unico giocatore “sporco” con la maglia biancorssa, che nello “sporco” ha anche costruito la sua gloria. 4 punti e 7 rimbalzi non sono bottino da poco.

Abass 6 – E’ l’uomo della volontà di riscossa della ripresa. Atletismo comunque essenziale in una batteria esterni che pecca di taglia.

Theodore 5 – Terribile nelle letture del primo tempo, che vanno ben oltre i 6 assist o le 3 palle perse. Il mancato coinvolgimento di Gudaitis è sua precisa responsabilità. Ma nella ripresa mette in scena una volontà di battaglia spalle al muro apprezzabile, perchè la stoppata che rifila a Cournooh è il gesto più bello delle ultime tre stagioni milanesi. Si deve ripartire da lui.

Bertans 5 – Non riesce ad essere fattore difensivo come in altre occasioni, mancando i due tiri della speranza. In questa squadra non ha la potenzialità per ribaltare.

Jerrells 3 – Si sta perdendo in un mondo che lo ha riaccolto come un eroe, forse anche oltre i suoi effettivi meriti. Qual è il problema? Fisico? Mentale? Morale? 9’ terribili, dove conferma anche di aver smarrito il talento difensivo. Pianigiani chiede l’elmetto, ha le qualità per metterselo in testa?

Gudaitis 4.5 – Dimenticato dai compagni non sa rendersi utile con le piccole cose. Perchè Cantù corre, ma nessuno aveva i suoi centimetri e il suo peso.

Coach Pianigiani 3 – Aveva profetizzato, per filosofia e natura del suo lavoro, una Milano pronta in Italia per il primo reale obiettivo. La bocciatura è stata totale, perché lo spartito è troppo semplice, e la crescita collettiva totalmente inesistente. E questo diventa palese nelle sconfitte che contano, non nelle vittorie di contorno. In una conferenza stampa comunque dignitosa, parla di attacco e adattamento. Ma perché Milano deve adattarsi, sempre e comunque, e non imporre? Con il solo adattamento, si va incontro a magre figure. E’ arrivato il momento di capire, di non analizzare più le circostanze, di andare in fondo alle cose. E se qualcuno non è pronto, venga messo da parte.

Alessandro Luigi Maggi

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11 pensieri su “Le pagelle di ROM – E’ arrivato il momento di mettersi l’elmetto. Chi non è in grado, si faccia da parte

  1. Per una volta non sono d’accordo. Se nelle ultime 4 partite abbiamo preso più di cento punti; se i lunghi in difesa si trovano ad affrontare difficoltà insormontabili di sovrannumero; se in area non ricevono palloni; se Ruzzier contro di noi è sembrato un Westbrook italiano, allora la crisi di Milano ha una risposta molto chiara: non ci possiamo permettere due piccoli “piccoli” come Theodore e Goudelock insieme in campo. Nemmeno più in Italia.
    Dovendo quindi scegliere quale tenermi tra i due, fossi Milano, farei uno sforzo economico e l’anno prossimo andrei sul mercato a spendere tanti soldi per assicurarmi un gran playmaker…

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  2. Concordo sul fatto che ci manca un play, uno che sappia far giocare la squadra e mettere in ritmo i compagni. E i nostri piccoli, poi NON difendono, merrendo in difficolta’ anche i lunghi. La cosa devastante, secondo me, e’ l’assenza di voglia, di energia, di leadership. E di questo la colpa e’ soprattutto del coach. Anche quest’anno son quasi solo lacrime. E piantiamola di dire che Milano e’ forte, che e’ favorita. Milano non e’ squadra, ma un’accozzaglia di talentuosi singoli. Se per il secondo anno di seguito siamo allo stesso punto forse un po’ e’ colpa della dirigenza….

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    1. Ringraziamo il sig.Armani per l’impegno economico ma gettiamo alle ortiche il suo fido presidente che ha bruciato fior di allenatori,giocatori e squadre di annate diverse che invece con i dovuti lievi aggiustamenti avrebbero potuto fare risultati migliori, non puoi cambiare ogni due anni 9/12 della squadra e sperare di ottenere dei risultati.

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  3. Ci vuole un certo coraggio a scrivere un post razionale dopo la roba vista ieri, quindi stima imperitura a chi ci riesce. Senza ironia, ma pensavo proprio questo mentre leggevo le tue pagelle, sulle quali anch’io ho qualche dubbio.
    Proviamo a zoomare un po’ piu’ da lontano: Milano e’ vista come la societa’ italiana top, e come tale (+ adeguati soldi) ha la licenza di EL. E per “onorare” la licenza compra a dx e sx gente che ne puo’ fare 30 a sera, ma che non abbassa il culo quasi mai. Non perche’ non sia capace (Gaudy puo’ tenere anche 3-4 passi in difesa quando ha voglia) semplicemente perche’ e’ quello il profilo del giocatore. In questo contesto sparare su Pianigiani o staff tecnico non ha senso. E il mercato non credo lo faccia Proli da solo, c’e’ un livello intermedio che nn funziona. Cambiatelo o restituite la licenza EL.

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  4. E’ vero che il mercato non lo fa il presidente da solo ma credo che continuare a campiare tanti giocatori ogni anno non possa dare frutti se non hai il… manico! Un grande coach impone la sua leadership e filosofia a chiunque arrivi, senza eccezioni. Un allenatore di fascia medio bassa (e per me Pianigiani rientra in questa) non e’ in grado di fare di un manipolo di mercenari un gruppo che abbia voglia di lottare per qualcosa. E’ proprio queto essere “senza anima” che fa arrabbiare. Allora spendiamo un po’ di piu’ per un gran coach e poi le cose verranno. Avere top player come Goudelock e’ un gran vantaggio solo se crei un gruppo, un gioco di squadra. Qui c’e’ tutta la differenza del mondo!

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