Senza difesa l’Eurolega è impossibile: ancora 100 punti subiti e sconfitta Olimpia a Belgrado

E’ quasi scontato, è totalmente logico: Milano non difende e quindi non può che perdere in Eurolega. Giocando nella propria metà campo con intensità da amichevole estiva non si va da nessuna parte ed infatti 7-15 è record che ti porta lontano, sì, ma lontano dalla classifica che conta.

La quarta prova stagionale da almeno 100 punti subiti in Europa è ancora una volta fatidica per gli uomini di Pianigiani, totalmente inconsistenti ed a cui non va concessa l’attenuante di un gioco che scorre più fluido palla in mano: la pallacanestro si svolge su due lati del campo e sono pochissimi gli esempi di sistemi vincenti che concedessero di tutto agli avversari.

Vi sono numeri inquietanti, vi sono prestazioni individuali inquietanti e vi è un’organizzazione difensiva inquietante: dopo 6 mesi di stagione non è certo un buon segno, soprattutto se la faccenda è andata regredendo nel tempo.

Vincere a Belgrado…

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Un pensiero su “Senza difesa l’Eurolega è impossibile: ancora 100 punti subiti e sconfitta Olimpia a Belgrado

  1. Subito dopo la nostra partita, ho guardato Real Madrid Olympiacos, con un occhio particolare a Spanoulis, gran campione ma non certo famoso per la sua difesa, e l’ho visto sempre mettere comunque il corpo sull’esterno che marcava, per almeno un paio di palleggi. Questo ha dato modo di far sembrare l’attacco madrileno una macchina imballata che doveva troppo spesso affidare il pallone al genio di Doncic, che ci pensasse lui. Così che alla fine, nel possesso decisivo, Doncic non ce la faceva più e ha perso l’ultimo pallone facendosi anche male. Tutto questo per dire che le colpe di Theodore in difesa sono mortali, e sono a cascata, non soltanto su tutti gli altri, ma anche sulla loro voglia: perché mi devo sbattere io, se quello lì non fa niente, poi fa 15 punti e chiede l’applauso.
    Goudelock è molto cambiato in questi mesi, in meglio, da quando ha capito che il suo gioco può essere tremendamente efficace anche se tira meno e segna meno. Jerrels lo stiamo aspettando e speriamo arriverà, ma il suo problema è chiaramente psicologico di confronto con gli esterni americani, forse solo con Theodore, sembra adesso. Certo Capo non era una partita vera, ma senza Theodore la squadra gira molto meglio, e per le prima volta non ha avuto cali di concentrazione: forse vuol dire che l’atteggiamento svaccato di Theo dà veramente fastidio a tutti. Alla voglia di lottare di tutti. Forse la chiave per la nostra squadra è mettere un sacco di pressione su Theo, nonostante la sua capacità di arrivare al ferro quando vuole, per fargli capire che i playmaker che ammiriamo sono ben altri, e non sono alla sua portata. Perché oltre a essere di un genio che lui purtroppo non ha, difendono quanto possono…

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