La fattibilità Christian Burns, che è pretesto per parlare di Pascolo e Gentile

Flash di mercato (mica tanto) per parlare di Christian Burns. Classe 1985, nazionale italiano, 13.6 punti con 9.5 di media con Cantù in questa stagione, dopo gli 11.4 per 6.6 con Brescia in 25 gare. Il profilo del giocatore è certamente importante, con pro e contro:

Pro. Nel panorama nazionale, con Belinelli e Gallinari in Nba, e Gigi Datome legato sino al 2020 al Fenerbahce, l’offerta è poca. Pochissima, se la FIP dovesse riuscire a imporre il 6+6 (6 italiani obbligatori, quest’anno erano 5) per la prossima stagione. Burns è il secondo italiano per valutazione dietro ad Alessandro Gentile (18.3), Amedeo Della Valle l’unica prospettiva futuribile, in un contesto di giocatori esperti ormai respinti (a torto o a ragione) dal livello più alto (Aradori, Polonara, Luca Vitali). Ecco perchè Milano sta effettivamente pensando a Burns, pur senza aver ancora scelto di intraprendere questa via;

Contro. Burns è un’ala di 203 centimetri di grande fisicità, ma con atletismo limitato. Difficilmente spendibile in EuroLeague (a 32 anni solo 13 gare in EuroCup con il Nymburk, 11.8 per 4.7 di media), rientrerebbe nel roster milanese come “4”. Fondamentalmente, esulando dai contesti regolamentari predetti, Pianigiani avrebbe non pochi problemi a trovare il “posto” di Burns nel prossimo roster.

La FIP però impone regolamenti, e l’ipotesi Burns ci permette di esplorare altre variabili assolutamente interessanti:

Contratti “italiani”. Al momento l’Olimpia ha sotto contratto 7 giocatori di nazionalità italiana: 4 a roster (Cinciarini, Abass, Cusin e Pascolo), e 3 in prestito (La Torre, Fontecchio e Cerella). Riportando a casa Cerella e Fontecchio dunque, e confermando gli altri, il fatidico “6” sarebbe già raggiunto;

Davide Pascolo. Ma c’è la situazione Dada. Sotto contratto sino al 30 giugno 2018, l’Olimpia ha un’opzione a suo favore di rinnovo sino al 30 giugno 2019. Ovvio che le clausole abbiano un valore, ma a 27 anni Pascolo morde il freno per giocare, e al momento il rapporto con Pianigiani ha prodotto una media di poco superiore ai 10’. La prestazione con Brescia può essere la svolta, ma il coach senese ha sempre ricercato 4 di natura più perimetrale, e alla lunga le esigenze potrebbero anche non accordarsi, con società come Virtus Bologna e Scandone Avellino alla finestra (senza dimenticare l’estero). Urge sottolineare, oggi come oggi, il fatto che Pascolo sia l’unico italiano meritevole (a livello di prestazioni del passato) di spazio in LBA come in EuroLeague;

Alessandro Gentile. Come detto più volte da queste frequenze, «certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi, e poi ritornano». Tra Milano e Gentile non è finita, anche se la situazione è intricata. In estate la transazione contrattuale, così come l’accordo con la Virtus Bologna, non è mai stato precisato nei minimi termini. Non con la stampa almeno. Da qui una ridda di voci, tra cui un poco chiaro diritto di prelazione milanese. Come a dirsi: in caso di offerta di terza squadra, all’Olimpia basterebbe pareggiarla per riportarsi il giocatore a casa. Difficile a credersi, almeno in questi termini, ma quel che è certo è in primo luogo il riavvicinamento tra il giocatore e Livio Proli, tanto che l’accordo sarebbe stato raggiunto direttamente tra i due in un incontro più o meno privato. Avere sei italiani è una necessità, averne uno ad alto minutaggio ancora di più, avere un esterno dominante a livello fisico sarebbe addizione di valore incalcolabile. Attenzione!

Alessandro Luigi Maggi

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