La carenza di talento, il caso Raduljica, il senso ultimo di Trento: l’Aquila è tornata a casa per l’1-1, ma se Milano vincesse come in gara-3, la serie sarebbe indirizzata

Gara-4, ore 20.45, al PalaTrento. Olimpia Milano che è tornata a respirare, non ancora a muoversi: concetto virtuale, perché in campo Milano si è mossa, eccome. Ma è giusto e corretto parlare di “provvisorietà”. Perché non si perde per caso due volte tra le mura amiche. Perché non si smette di tremare quando, sulle spalle, vi è già un ultimo posto in EuroLeague.

Una volta erano i punti del post-gara, ora vi offriamo quelli del pre-gara. Per capire, e vivere appieno il momento.

– L’Olimpia ha vinto in gara-3, e questo è un dato di fatto. Anzi, è IL dato di fatto. Ma, nei singoli, è cambiato qualcosa? No. Cinciarini, Tarczewski e Pascolo hanno solo elevato il loro indice di gradimento nella serie; Sanders, Kalnietis e McLean hanno semplicemente seguito il vento; Macvan rimane un intermittente fattore come con Capo d’Orlando; Hickman è di per sé una scheggia impazzita senza inneschi collettivi. Nella prima sfida a Trento, insomma, il talento non ha ancora segnato la svolta, se per talento intendiamo Kalnietis, Sanders, Simon (infortunato sino all’ipotetica finale) o addirittura Raduljica (che, in caso di 0’ anche in gara-4, potrebbe essere considerato definitivamente un caso, un addio). L’unico cambiamento si chiama Awudu Abass, rabbioso in gara-2, incisivo in gara-3. Accenni di maturazione;

– Trento ha chiuso a -10 primo e secondo quarto, a -14 il terzo e a -21 il quarto. Una graduale resa esplosa nel finale, in 10’ di nulla. Vi può essere un senso di travolgente passività, ma anche di voluta passività. Il senso della serie, giusto dirlo, è l’1-1 in quel di Trento. Perché per gli uomini di Buscaglia, il match point perfetto è proprio al Forum. Non vogliamo dare ossigeno alle «sofferenze ambientali» di Jasmin Repesa, solo sottolineare un dato di fatto: giocare tre gare senza uscita, per una Milano così fragile, potrebbe essere troppo. Anzi, sarebbe sicuramente troppo. Dunque raccogliere e gestire le forze per i padroni di casa, soprattutto se l’ottavo uomo della rotazione, Luca Lechthaler (in aperta e datata rottura con Buscaglia), viaggia a poco più di 4’ di media nella serie;

Dunque, cosa attendersi? Niente di più, e niente di meno, di maggiore “sporcizia” sulle linee di passaggio milanesi. L’Olimpia ha certamente prodotto “skip pass” e preso maggiore “profondità” in area, ma rispetto alle sfide del Forum Trento è parsa più lenta in ogni fondamentale, pressando meno sui portatori di palla e risultando più impacciata sulle letture difensive. In gara-4, sarà diverso. Non fosse così, se il 2-2 avesse stessa matrice del 2-1 (stessa matrice, si basi, non medesimo risultato), allora la serie sarebbe già conclusa, e non positivamente per Trento.

Alessandro Luigi Maggi

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2 pensieri su “La carenza di talento, il caso Raduljica, il senso ultimo di Trento: l’Aquila è tornata a casa per l’1-1, ma se Milano vincesse come in gara-3, la serie sarebbe indirizzata

  1. oddio, sull’ Hickman di gara 3 credo metteremmo tutti la firma, che non sia play puro e’ ormai noto. Milano pare specialista nel prendere guardie tiratrici e metterle a costruire gioco, mi ricordo un tal Jerrels, che pero’ ci salvo’ il culo in una gara 6 contro Siena

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