Supercoppa Italia, storia di una sconfitta nata vent’anni fa

Quarta partecipazione per l’Olimpia Milano alla Supercoppa Italia, trofeo non di poco conto che ha potuto giovarsi, nella sua storia, di mvp come Orlando Woolridge, Giacomo Galanda, Andrea Meneghin, Tyus Edney e Marco Belinelli. Qualcosa che manca sugli scaffali della nuova sede del Forum d’Assago, e che dunque non passerebbe per trasloco e scatoloni.

15 settembre 1996. Il Trofeo è sponsorizzato Bostik e finisce nelle mani della Mash Verona al Forum d’Assago. Vicenda di incroci. L’Olimpia Milano è tornata campione d’Italia, e nella terza stagione targata Stefanel Franco Marcelletti è subentrato per la seconda volta in carriera a Bogdan Tanjevic, emigrato in Francia, a Limoges. Con lui anche l’ala Usa Rolando Blackman, mvp della Coppa Italia vinta in finale proprio contro Verona. Addii, che portano ad una necessità di rivoluzione. Il posto di Blackman spetta ad Anthony Bowie, considerevole carriera Nba (e futuro europeo, vincerà l’Eurolega con lo Zalgiris Kaunas), ma se per il dopo-Bodiroga si sceglie di responsabilizzare ancora di più Flavio Portaluppi (miglior marcatore in Supercoppa con 22 punti) e Sandro De Pol, il secondo spot straniero spetta a Warren Kidd, più ala grande che centro (come in effetti era stato valutato in sede di mercato) da affiancare ad un Gregor Fucka in rampa di lancio. Verona, lasciata proprio da Franco Marcelletti a Phil Melillo, ha in Mike Iuzzolino il suo leader e in Giacomo Galanda la promessa. E sarà proprio la futura leggenda azzurra a decidere, con 21 punti, una Supercoppa che dice Mash per 79-72.

Di fatto, un finale ingannevole per entrambe le pretendenti. L’Olimpia, dopo l’amarezza, inizierà a viaggiare a pieno ritmo sia in campionato come in Eurolega, sino all’infortunio di Ferdinando Gentile, mentre l’avventura di Melillo a Verona durerà solo 13 gare…

Milano è quindi assenza sino al 2014, ovvero al 96-88 del 5 ottobre al PalaSerradimigni per i padroni di casa della Dinamo Sassari. Assegnata per la seconda volta nella sua storia tramite Final Four (ma per la prima bisogna risalire sino al PalaFiera di Genova nel 2001, con Treviso a superare Pesaro, presenti anche le due Bologna), la Supercoppa Beko ritrova un’Olimpia campione d’Italia che regola con qualche patema una Brindisi incompleta per 71-59 in semifinale. Il neopresidente Flavio Portaluppi lamenta uno scarso approccio alla competizione, rinfrancato solo dalle prestazioni dei nuovi acquisti Joe Ragland (16 punti) e Linas Kleiza (17 con 7 rimbalzi). Non sarà la normalità.

In finale la Dinamo Sassari di Meo Sacchetti disegna i primi lati del cubo chiudendo a +15 il primo quarto e rintuzzando il ritorno milanese. Per Luca Banchi 26 punti di un altro neoacquisto, MarShon Brooks, Jerome Dyson è l’mvp con 25 punti.

E si arriva al PalaRuffini di Torino, al primo titolo nazionale di Reggio Emilia, e ad una Milano in divenire che si arrende 80-68 alle scorribande di Gentile (Stefano), Della Valle e Kaukenas dopo aver superato Venezia 71-66 con 17 punti di Gentile (Alessandro).

Storie di una sconfitta nata 20 anni fa. Storie di una sconfitta da riporre nell’album dei ricordi, dimenticata dietro al sorriso di una nuova vittoria.

Alessandro Luigi Maggi

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