Un semplice giudizio del roster dei #meninred – Gli interni

Di Alessandro Luigi Maggi

Dopo play ed esterni, prosegue la nostra semplice analisi su quello che è il roster dell’Olimpia Milano. E’ tempo di interni.

RAKIM SANDERS

Cosa può dare?

Da giocatore di improvvisazione, Rakim Sanders è oggi il maggior talento «di sistema» di questa Olimpia Milano. Il rapporto con Jasmin Repesa è passato attraverso notevoli flessioni (l’incertezza di permanenza prima dei playoff, due gare in tribuna nella stessa post-season…) ma la «pace armata» ha prodotto solo benefici. Rakim è quindi un tiratore che sa prendere palla solo nel momento dell’esecuzione e un’arma tattica fondamentale. In assenza di un «4 perimetrale» puro, il ruolo spetta a lui, e nel rapporto con Gentile questo potrebbe generare solo benefici.

Criticità.

Il rapporto con Repesa, ovvero l’accettazione del ruolo. La presenza di Gentile, Dragic e Simon in roster, unitamente alla tendenza «a due play» del coach croato, rendono limitato il suo esercizio da «3». Digerirà?

 

MILAN MACVAN

Cosa può dare?

Presenza e difesa. Milano ha cercato a lungo un’alternativa sul mercato, alla ricerca di un giocatore con maggiori doti dalla distanza. La caccia non ha prodotto nulla, ma visto il roster il serbo mantiene una sua unicità. E’ oggi l’unica ala intimidatrice in area, con capacità di difesa di contatto. Non poco.

Criticità.

Per essere un uomo potenzialmente «di fatica» pecca in continuità. La sua carriera, tuttavia, non lo aveva mai portato a giocare con questa frequenza, e con un ruolo tutt’altro che di rincalzo.

 

JAMEL MCLEAN

Cosa può dare?

Milano non ha rinunciato a lui per un’evidente unicità: la «verticalità». McLean deve dare questo: atletismo, rapidità di gambe nel cambio sui blocchi, attacco al ferro in transizione. Il tutto unitamente a tanti minuti da “5”. Nel ruolo, come cambio, può essere solo una risorsa alla luce di queste potenzialità.

Criticità.

Il dare tanto in poco tempo. Ovvero tutto. Per un mvp del campionato tedesco, il ridotto minutaggio potrebbe essere pressione negativa, soprattutto in Eurolega dove si ritroverà a combattere con giocatori di maggior tonnellaggio.

 

DAVIDE PASCOLO

Cosa può dare?

Primo dato, in Italia non c’è nessuno come lui nel ruolo: lo ha detto l’ultimo campionato. In Legabasket Dada può dare dunque tanti minuti di riposo ai compagni, ma sarebbe limitativo fermarsi a questo aspetto. Illeggibile nei movimenti in allontanamento da canestro, è un perfetto 4 in fase di transizione. L’eredità di Cerella lo attende, visto che le lunghe leve ne fanno un ottimo difensore.

Criticità.

L’impatto con la metropoli, con le aspettative, e con l’Eurolega.

 

MIROSLAV RADULJICA

Cosa può dare?

Come nel caso di Simon, Raduljica può dare quel che è Raduljica. Per semplicità, restiamo alle differenze con Batista. Maggiore rapidità, mani forti e capacità di riaprire il gioco verso i compagni.

Criticità.

La difesa. Milano, per tamponare, ha deciso di creare un pacchetto di “4” rapidi di gambe, e capaci di cambiare sui blocchi mantenendo alta la pressione sui portatori di palla. Basterà?

 

(Continua… 3/5)

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2 pensieri su “Un semplice giudizio del roster dei #meninred – Gli interni

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