Un semplice giudizio del roster dei #meninred – Alessandro Gentile

Alessandro Gentile merita un capitolo a parte. «E’ il simbolo dietro cui tutti trovano riparo». Con queste semplici, ma profonde, parole, Franco Casalini dà la dimensione di quello che è il «5» a Milano. E noi, a modo nostro, andiamo oltre: Milano senza Gentile può vincere in Italia e dire la sua in Europa. Milano con Gentile può dominare in Italia e stupire in Europa, dicendo playoff con velleità da F4.

Per arrivare a quel punto, bisogna diversificare il futuro dal passato, consapevoli che le premesse siano già ora come ora ben diverse. L’Euro2015 fu, al netto di quel possesso con la Lituania, una consacrazione internazionale per il giocatore, ma una dura prova per il corpo, che si sarebbe ritrovato a fare gli straordinari nell’avvio di stagione di un club falcidiato da infortuni e incertezze di assemblaggio. Straordinari veri, errori ammessi da Jasmin Repesa, che hanno prodotto quanto segue:

– 26 novembre: risentimento muscolare, stop previsto di 7-10 giorni;

– 10 dicembre: ricaduta sul risentimento muscolare, stop previsto di 2-3 settimane;

– 16 gennaio: lesione bicipite femorale, stop previsto 6-8 settimane;

– 3 aprile: rottura di un dito, stop previsto da 1 mese a 45 giorni.

Un’odissea, cui spesso il giocatore ha risposto con un’accelerazione dei tempi di recupero che ne ha anche intaccato le prestazioni. Ma il fisico è solo una parte del problema. Il nuovo Gentile passerà un’estate di relax, e non essendoci problematiche croniche, sarà un giocatore al 100% dopo Ferragosto a Bormio. Come mai in passato.

A questo però si somma un discorso mentale, che deve ripartire dalla notte dello scudetto. A Milano non esiste un problema Gentile. A Milano non esiste un contrasto tra tifoseria organizzata e Gentile. Questo perché Milano non ha una tifoseria organizzata, o quanto meno non un gruppo tale da potersi rapportare, a livello numerico, a quello che attese la squadra sotto la pioggia del Lido dopo la vittoria di Reggio Emilia. Lì, dopo parole di addio, Gentile ha compreso di avere un mondo alle spalle che lo considera l’eletto. Oltre che un mondo cui lui, e lui solo, si è rivolto nei momenti di difficoltà. Oltre al presidente Livio Proli e, a tratti, Jasmin Repesa.

Dunque, concentrare la mente sulle urla del popolo, e non sugli insulti di pochi (non che la critica non debba essere parte stessa del basket e del giocatore, anzi). Rimane il campo, e il giudizio tecnico. L’Olimpia Milano potrà contare su Mantas Kalnietis, il miglior play in assoluto per lanciare Gentile in transizione. L’Olimpia Milano potrà contare su Rakim Sanders, una fenomenale variabile in contropiede per eliminare troppa pressione, e una soluzione dall’arco per le penetrazioni di Gentile. L’Olimpia Milano potrà contare su Miroslav Raduljica, un centro perfetto per creare, con Gentile, numerose soluzioni in p&r.

Uomini e motivazioni: perché dopo la prossima stagione, Alessandro Gentile, potrebbe anche non dover più attendere le grandi sirene d’Europa o di Nba. Tutto verrebbe naturale.

(Continua, 4/5…)

Alessandro Luigi Maggi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...