
Davide Pessina, su la Provincia, torna sul suo passato tra Cantù e Olimpia Milano, e analizza rapidamente questa LBA.
Sul ritorno a Cantù da giocatore di Milano
«E chi se la scorda? Fu “calda”, i tifosi tirarono anche le uova. Ricordo un paio di coretti, uno simpatico “Cucù, cucù Pessina non c’è più. Non ce ne frega un c… adesso abbiam Tonut”. Ce ne fu anche uno molto meno amichevole. Faceva parte del gioco e non mi arrabbiai. Anche perché a me pesò andare via da Cantù per tornare a Milano, ma c’erano accordi molto vincolanti tra le due società».
Sulla LBA
«I nomi d’élite sono sempre gli stessi: Milano e Bologna su tutti, ma occhio come sempre a Venezia. In varie realtà vedo del talento in giro e non sottovaluterei Napoli».
