
Timothé Luwawu-Cabarrot torna al Forum con la maglia del Real Madrid. E con un passato che, più dei numeri, ha lasciato parole pesanti. La sua avventura all’Olimpia Milano iniziò nel novembre 2022 e si consumò in pochi mesi: 9,4 punti di media in 24 gare di EuroLeague, 11,9 punti in 14 presenze in campionato, senza trovare una continuità capace di trasformare quella parentesi in un progetto duraturo.
Il finale arrivò prima della scadenza contrattuale. Dopo l’ultima gara europea, contro la Virtus Bologna nell’aprile 2023, Ettore Messina spiegò così l’esclusione del francese: «Con l’Eurolega è finito l’accordo con lui ed ho pensato di dare più spazio a Tonut, che giocherà il campionato italiano». Il contratto era fino al 30 giugno, con un’opzione per un’altra stagione, ma TLC uscì dalle rotazioni per la fase conclusiva della Serie A. Ad agosto, ormai giocatore dell’Asvel, il bilancio appariva ancora misurato. «La stagione è stata altalenante. È stata una buona esperienza perché mi è piaciuto il gruppo e l’organizzazione, ma i risultati non erano all’altezza», raccontò a BasketEurope. Una delusione sportiva, espressa senza cancellare gli aspetti positivi dell’esperienza.
A dicembre il tono era diventato tutt’altro. Su L’Équipe, alla vigilia di un nuovo incrocio con Milano, Luwawu-Cabarrot dichiarò: «Non voglio perdere con loro, dare loro questa soddisfazione». Poi l’attacco diretto: «È una squadra che non mi piace. Non mi piace il loro allenatore, che non credo sia una brava persona». E ancora: «Il suo nome evoca rispetto e una grande carriera. È stata una delusione. Non so se la sua ricetta funzioni ancora, anche se negli ultimi due anni i risultati hanno mostrato qualcosa». Il primo confronto da ex, intanto, aveva premiato nettamente l’Olimpia: 84-61, con TLC autore di 10 punti, 4 rimbalzi e 2 assist, ma anche 8 palle perse. Ora torna da giocatore del Real, dopo le esperienze all’Asvel e al Baskonia. Milano ritrova un avversario cresciuto; la storia del suo addio resta affidata soprattutto a quelle dichiarazioni.

Uno dei peggiori sprechi di Messina, che proprio non ha capito le qualità di questo giocatore. Come gli è successo spesso da noi, che non poteva più affidarsi alle superstars – che lì son buoni tutti – e bisogna saper comprendere quello che si prende e saperlo far rendere. Cabbarot ottimo in tutto tranne i finali, ma Messina non se n’è accorse mai e continuò a farglieli giocare.
Era un giocatore sul quale si sarebbe potuto costruire, Uno splendido cambio per Shields…