Poeta: Ci serviva una partita del genere, serve lavorare sulla costanza

Fabio Cavagnera 1

Le parole del coach biancorosso in sala stampa, dopo la gara contro i veneti all’Unipol Forum

Peppe Poeta

Così coach Peppe Poeta ha commentato la vittoria con Treviso: “Sono sicuramente contento della partita. Avevamo bisogno di una partita del genere, tutti hanno portato un contributo. Abbiamo battuto una squadra in fiducia, che sta giocando bene ed arrivava qui con nulla da perdere. L’approccio è stato giusto, siamo arrivati all’intervallo con 21 assist, con la giusta aggressività difensiva. Spero ci dia fiducia verso il doppio turno di Eurolega”.

Le prove degli italiani: “Già in Supercoppa avevo ruotato in 12 ed è qualcosa che possiamo fare quest’anno. Ci può portare energia, fisicità, possiamo spendere i falli. Sto provando a tenerli coinvolti il più possibile, stanno rispondendo nella maniera giusta e speriamo possano continuare così”.

Difficoltà sui blocchi: “In Supercoppa con la Virtus abbiamo fatto cambi tutta la partita e li abbiamo tenuti a 20 punti in un tempo. Dipende dall’aggressività e ci deve essere maggiore comunicazione. Poi è vero che Mathews è un rookie, Leandro sta così così fisicamente e Guduric ha avuto la bambina… Non è che oggi abbiamo risolto tutti i problemi, dobbiamo continuare a lavorarci”.

L’ultima settimana complicata: “Abbiamo fatto partite piene di alti e bassi, dove per sprazzi anche a Baskonia eri andati avanti di 2 e ci siamo spenti. Lo stesso contro il Maccabi. Abbiamo momenti in cui prendiamo svarioni, che non dobbiamo prendere. Per sprazzi abbiamo mostrato di poter giocare una partita solida, le gare in Italia non abbiamo mai preso più di 80 punti. Dobbiamo lavorare sulla costanza dei 40 minuti, perché oggi non ce l’abbiamo. Dobbiamo trovare il senso d’urgenza per metterci tutti sulla stessa pagina”.

Le difficoltà della squadra: “Quando arriva uno come Peters, che per cinque anni ha giocato con un sistema, non è facile cambiare. Oppure per i rookie o per trovare la gerarchia tra i playmaker. Sono tutti processi, come quello di Burnell o il mio di fare una rotazione a 12, che non ho mai fatto nella mia vita. In 25 giorni, cioè da quando lavoriamo al completo, non sono così automatici e scontati. Poi c’è chi clicca prima e chi dopo e chi non lo fa. Il mio pensiero 24 ore al giorno è far cliccare questa squadra nel modo giusto. Se siamo underdog, però non possiamo perdere la prima partita a Belgrado e ci cade il mondo addosso. Se giochiamo con la pesantezza di chi deve per forza vincere, è diverso”.

Il mercato o i possibili cambiamenti: “Prima dobbiamo metterci sulla stessa pagina, poi possiamo fare una valutazione. Abbiamo giocato delle buone partite ed altre brutte. Oggi la chiave è riuscire a performare nell’arco dei 40 minuti. Bisogna farlo domani e non tra un mese. Altrimenti poi vai in ritardo in classifica e perdi fiducia”.

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