
Johannes Voigtmann dice addio alla Nazionale tedesca. L’ex giocatore di Olimpia Milano ha annunciato sui social la fine del suo percorso con la Germania, chiudendo un capitolo lungo 128 presenze.
Un messaggio intenso, personale, in cui Voigtmann ha ripercorso il significato della maglia della Nazionale nella sua carriera e nella sua vita. «Già da bambino era sempre stato il mio sogno rappresentare la Germania nelle competizioni internazionali. Solo non sapevo che il basket mi avrebbe dato questa possibilità».
Da oggi, ha scritto il lungo tedesco, «questo capitolo della mia vita finisce». Un capitolo che Voigtmann definisce speciale, fatto di estati difficili, altre piene di speranza e molte di felicità, ma sempre ricche di momenti indimenticabili.
Il numero simbolo è 128. «128 partite in Nazionale. 128 volte con l’aquila sul petto. 128 volte l’inno nazionale, guardare la bandiera e pensare a cosa significhi per me. Vorrei che tutti potessero viverlo almeno una volta».
Voigtmann ha poi ringraziato tutti coloro che hanno accompagnato il suo percorso: compagni, allenatori, medici, fisioterapisti, preparatori atletici, team manager, responsabili media, persone incontrate lungo la strada e tifosi. «Avete reso questo viaggio qualcosa di davvero speciale».
Il ringraziamento più importante, però, è per la famiglia e in particolare per la moglie: «Mi ha sostenuto ogni estate, anche dopo lunghe stagioni di club, sacrificando il nostro tempo insieme per essere presente con la Nazionale. Grazie».
Per Voigtmann si chiude così una lunga storia con la Germania, una maglia vissuta da protagonista e con un senso di appartenenza chiarissimo. «È stato per me un onore assoluto», la sua chiusura.
Ex Olimpia Milano, Voigtmann saluta la Nazionale dopo una carriera internazionale di altissimo livello e lascia un messaggio semplice, ma molto forte: rappresentare il proprio Paese è stato uno dei grandi privilegi della sua vita sportiva.

Un pippone a cui abbiamo dato l’onore di vestire la nostra maglia
Molto apprezzato, da noi è in nazionale (sua).
Peccato gli sia capitata l’Armani Messina.