
Il Corriere della Sera oggi in edicola torna sul futuro del gruppo Armani e sul ruolo della Fondazione Giorgio Armani, presieduta da Pantaleo Dell’Orco. Il tema centrale è la vendita della prima quota del 15% della Giorgio Armani spa, prevista dal testamento di Giorgio Armani ma destinata a richiedere più tempo del previsto.
Secondo quanto ricostruito da Mario Gerevini e Daniela Polizzi, gli amministratori della Fondazione ritengono che la cessione non potrà avvenire prima del 2027, considerando i tempi necessari per organizzare un’operazione con un investitore strategico selezionato e qualificato.
Il banchiere Irving Beilotti, consigliere della Fondazione, avrebbe spiegato nel cda di aprile che le valutazioni sulla cessione sono ancora preliminari, anche per la complessità dell’operazione. L’avvio del processo è previsto nell’anno in corso, ma il completamento sarebbe atteso entro il 2027.
Il Corriere sottolinea così come la scadenza dei 18 mesi indicata dal testamento, che porterebbe a marzo 2027, venga letta in modo flessibile almeno nella prospettiva del completamento dell’operazione. I tempi veri saranno dettati dalle condizioni di mercato, dalle opportunità e dalla convenienza della trattativa.
Sul piano dei conti, la Fondazione iscrive la partecipazione in Giorgio Armani spa a 1,49 miliardi di euro come valore tecnico, non corrispondente a una valutazione di mercato. Al passivo figura invece un debito da 831,5 milioni legato alla cosiddetta “Liquidation Preference”, diritto economico riconosciuto ad alcuni eredi nel momento in cui una parte della società sarà venduta o collocata in Borsa.
Il gruppo resta comunque una realtà solidissima. A fine 2025 il patrimonio netto era pari a circa 2 miliardi, con una cassa da 500 milioni. Il fatturato diretto 2025 è indicato in 2,2 miliardi, ma includendo i licenziatari il valore sale a 4 miliardi. Considerando anche il retail, il sistema Armani supererebbe i 6 miliardi.
Nel primo bimestre 2026, secondo l’aggiornamento dell’amministratore delegato Giuseppe Marsocci riportato dal quotidiano, le vendite nette di gruppo hanno registrato un calo del 7,5% a cambi correnti e del 3,9% a cambi costanti. La flessione sarebbe legata soprattutto al wholesale, mentre le vendite dirette risultano in crescita.
Per il mondo Olimpia Milano, la notizia ha un valore di contesto. Pantaleo Dell’Orco è presidente della Fondazione Giorgio Armani e presidente di Olimpia Milano: la fase di transizione del gruppo resta dunque uno snodo rilevante anche per comprendere l’orizzonte complessivo del sistema Armani.
