La firma di Garrison Mathews parte da una scelta: chiavi in mano a Darius Thompson

Garrison Mathews Olimpia Milano

Garrison Mathews nelle prossime ore sarà un giocatore di Olimpia Milano anche ufficialmente. E allora la domanda è inevitabile: come si è arrivati a questa scelta, dopo settimane in cui l’ultimo innesto del roster sembrava dover essere un handler, un altro giocatore capace di costruire dal palleggio?

Garrison Mathews, perché Olimpia Milano ha scelto un 3&D e non un handler

Il pensiero iniziale era chiaro. Olimpia Milano aveva già inserito sostanza difensiva nel reparto esterni con Leandro Bolmaro e Devon Hall, a cui va aggiunto Darius Thompson, giocatore in grado di reggere l’impatto fisico e difensivo dell’EuroLeague. Accanto a loro ci sono Marko Guduric e RJ Cole, da “coprire” per ragioni diverse: il primo per preservarne lucidità e impatto offensivo, il secondo per taglia e adattamento al livello. Le mancanze, almeno sulla carta, sembravano dure: o un realizzatore puro, oppure un giocatore in grado di aiutare nella costruzione del gioco. Alla fine è arrivato un 3&D, un “glue guy”. Un esterno con mano dalla distanza, taglia, esperienza NBA, ma non necessariamente tanti punti nelle mani. Una scelta meno appariscente, ma coerente con una lettura precisa del mercato.

Perché il mercato degli handler, quest’anno, ha offerto poco. Soprattutto a certi costi. I profili realmente in grado di spostare in EuroLeague erano pochi, cari o difficilmente raggiungibili. E Olimpia Milano, dopo avere costruito una nuova base tecnica, ha scelto di non forzare una soluzione di compromesso solo per riempire una casella teorica. Per certi versi, il club sta preparando il terreno per il futuro. La sensazione è che questa sia una stagione di nuova fondazione, con l’idea di dare eventualmente l’assalto al prossimo mercato dei free agent del ruolo nell’estate 2027, quando il quadro degli handler potrebbe essere più ricco e leggibile.

La conseguenza immediata è un’altra: si alza la gerarchia di Darius Thompson. Non più possibile secondo play, non più giocatore da utilizzare solo come complemento accanto ad altri creatori, ma primo riferimento con la palla in mano. Una condizione che non gli è stata concessa davvero né all’Efes né a Valencia.

Olimpia Milano ha scelto di rimetterlo nel contesto in cui Thompson si era rivelato in Europa: chiavi in mano, responsabilità, letture, ritmo. La stagione di riferimento resta quella 2022-2023 con il Baskonia, quando chiuse da miglior assist man di EuroLeague con 6.7 passaggi vincenti di media, secondo per palle rubate con 1.7 e capace di produrre anche 12.6 punti a partita. Quel Thompson non era un giocatore confinato nell’angolo ad aspettare uno scarico. Era il motore della squadra, il primo lettore, il giocatore chiamato a decidere vantaggi, tempi e spazi. Milano oggi vuole ripartire da quella versione, non da quella ridotta vista in contesti dove il pallone passava più spesso da altre mani.

Certo, anche qui serve equilibrio. Quel Baskonia chiuse nono su diciotto, fuori dai playoff nonostante tre vittorie nelle ultime quattro gare. Dunque non basta consegnare le chiavi a Thompson per garantire un salto automatico di livello. Ma bisogna anche considerare budget, mercato e alternative reali. Oggi Olimpia Milano difficilmente poteva fare meglio. Ha scelto di non inseguire un handler qualunque, ha preferito aggiungere un tiratore con taglia e alzare la responsabilità del giocatore che, più di tutti, può dare ordine alla nuova squadra di Peppe Poeta.

Garrison Mathews, in questo senso, non è solo l’ultimo tassello del roster. È anche la conseguenza di una scelta tecnica precisa: più spazio, più fiducia e più palla in mano a Darius Thompson. Il mercato biancorosso si chiude così, con un 3&D al posto di un creatore. Ma soprattutto con una scommessa chiara sulla gerarchia interna della squadra.

16 thoughts on “La firma di Garrison Mathews parte da una scelta: chiavi in mano a Darius Thompson

  1. Finalmente (dopo 4 anni!) vedo una squadra e non una collezione di figurine a caso. E con questo poeta-baiesi hanno già fatto meglio di Messina…

    1. Saranno i risultati a stabilire se Baiesi/Poeta hanno fatto meglio di Messina. Non è perché non c’è più Messina allora i risultati non contano più..

      1. Non sono d’accordo; la squadra è stata costruita con logica, raziocinio e ragionamento. Dietro alle scelte io vedo una strategia precisa. Per questo motivo, si ritiene che questo mercato sia meglio dei precedenti. Se i risultati non saranno all’altezza (giocatori più “scarsi” ad esempio di quelli acquistati quando c’era Messina) è un altro tipo di discorso ma ciò non toglie che il mercato di quest’anno sia più sensato di quelli passati

      2. @blackmore che la squadra sia stata costruita con logica, raziocinio e ragionamento potrei anche concordare ma alla fine quello che conta sono i risultati in base ovviamente al roster e alla disponibilitàeconomica. Anche perché quello che si ricorderà sono i risultati, non certamente le modalità di come è stato composto il roster. Quindi va tutto bene ma come sempre in ambito sportivo sarà il parquet a esprimere la bontà di tutto ciò, non le nostre parole. Era così con Messina e lo sarà anche oggi con la coppia Baiesi/Poeta.

  2. Concordo pienamente i nuovi sembrano affamati umili ma pronti a dare tutto sul campo.
    I ruoli sono definiti e precisi.

  3. Le chiavi in mano s Darius sono di una nuova casa o di una supercar?
    Brown pensava che quelle chiavi fossero l’accesso per Casa Olimpia, e, una volta entrato, si è letteralmente sdraiato su di un comodo divano
    Speriamo che le chiavi di Darius siano quelle per sedersi a bordo di una supercar, dove la comodità della seduta è finalizzata a far viaggiare velocemente un motore con tanti cavalli a disposizione
    Egli dovrà anche testare il motore e verificare che abbia tanti cavalli a disposizione
    Saremo poi noi a dover verificare se lui, il pilota, saprà essere all’altezza del bolide sul quale è seduto
    🤣🤣🤣

  4. …l’ultimo innesto del roster, sembrava dovesse essere un handler…Maggi, davvero non ti bastano Thompson, Cole, Hall, Bolmaro, Guduric…ai quali, ad aprile, si aggiungerà Ellis?…
    Se ti riferisci all’Eurolega, siamo corti nei ruoli 4 e, soprattutto 5…
    Per le competizioni lba, gli handler attualmente in organico, sono fin troppi.

  5. Di handler ne abbiamo parecchi, aggiungerne un altro sarebbe stato eccessivo e inutile, giusto virare su un profilo differente.
    Piuttosto a mio parere potrebbe mancarci quel giocatore in grado di mettersi in proprio e produrre punti quando l’attacco fatica, dove invece le fortune delle squadre ormai dipendono molto da questi solisti, quindi forse si poteva costruire un reparto piccoli inserendo un elemento di questo tipo ma sarà come sempre il campo a parlare.

  6. Domanda: ma uno dei nostri “handler” è percaso quello che sovente si palleggia sulle caviglie?
    Ecco, io, la prossima stagione farei a meno di lui (come “handler”) e lo metterei a far compagnia al Garrison (a ricevere i palloni)

  7. Secondo me la vera scommessa non è “Thompson nuovamente in un ruolo centrale da play titolare” ma RJ Cole nel ruolo di “altro playmaker”.

    Perché nessuno degli altri “handler” è veramente un play. Lo sappiamo. E quindi avere due playmaker entrambi “adatti” diventa la condizione numero uno, necessaria e fondamentale, per fare bene (e “due play adatti” è soprattutto ciò che ci è mancato negli ultimi 4 anni).

    Incrociamo le dita per RJ Cole quindi (che tra l’altro mi dicono i tifosi “esperti” che sarebbe meglio accoppiato lui con Wright, rispetto a Thompson, e soprattutto che andrebbe evitato accoppiamento Cole-Booker, quindi sarebbe AR GEI il “titolare”, dicono….)

    1. Ottimo post Marino Alaimo
      Sono sulla carta due play che si integrano e complementari l’un l’altro. Uno più ragionato e più fisico l’altro veloce e atletico. Buon tiro da fuori di entrambe. Più difensore Thompson ma abbiamo visto Cole capace di mettere sotto pressione il suo avversario. Cole più forte in 1c1 buoni passatori entrambi dove il primo più “normale” negli assist con un’ottima visione di gioco mentre cole più spettacolare e capace dell’ultimo passaggio. Entrambi sanno giocare P&R e P&P non so dire come partirà poeta anche se io non amo i quintetti fatti a prescindere ma devi anche sapere chi hai davanti. Su Booker esprimo ancora una volta la mia perplessità. Siamo corti tra 4 e 5.

  8. …ma, Thompson, non può essere definito una scommessa…
    Ad una scommessa, non fai un triennale garantito milionario.
    R.J.Cole invece, si. Ha una stagione a disposizione, per meritare la riconferma. ( come Mathews )
    Detto questo, la speranza è che la coppia scelta da Baiesi/ Peppino, possa fare meglio delle 4 coppie, scelte da Messina:
    2022 Pangos/ Mitrou Long
    2023 Pangos/Maodo Lo
    2024 Dimijtrievic/ Bolmaro
    2025 Brown/Ellis

    1. Ciao Dario.
      Quoto, però fammi dire … ti piace vincere facile nel confronto con le coppie dei 4 anni precedenti eh ? ahahahaha !!!
      Riuscire a fare peggio sarebbe davvero difficile.
      Calcolando che NML finito in tribuna, come Pangos anno successivo, Dimi l’anno dopo ancora e Brown invece pure !!
      Mah !!

Comments are closed.

Next Post

"Voglia di vincere, restando umili e corretti". Questa è l'Olimpia Milano per Diego Garavaglia

Diego Garavaglia si racconta a Sandro Pugliese sul QS. Dopo l’anno all’Ulm, il prodotto del settore giovanile di Olimpia Milano è atteso in NCAA da Rutgers. Ecco alcune sue dichiarazioni. Sul futuro NCAA «Sarà senza ombra di dubbio un’esperienza di vita fantastica – dice proprio Garavaglia – e proprio questo […]
Diego Garavaglia

Iscriviti