Virtus Bologna, rivoluzione totale dopo il triplete delle semifinali: ecco cosa sta succedendo

redazionale
Paolo Ronci

Il lavoro di costruzione della nuova Virtus Bologna non si ferma. Gli storici rivali di Olimpia Milano continuano a muoversi sul mercato per completare il roster da affidare ad Alex Mumbrù, con particolare attenzione al reparto esterni. Anche qui si tratta di una rivoluzione profonda dopo una stagione negativa.

Virtus Bologna, mercato aperto sugli esterni: due guardie per Mumbrù

Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, la priorità riguarda l’inserimento di due guardie con caratteristiche differenti: una destinata a partire nello starting five e una seconda opzione capace di garantire profondità e rendimento dalla panchina.

L’obiettivo è costruire una Virtus più flessibile, in grado di adattarsi a ritmi diversi e a soluzioni tattiche variabili nel corso delle partite. Un’esigenza chiara per un gruppo che ha già inserito nomi come Derrick Alston Jr., Francesco Ferrari, Daniel Hackett e Bobi Klintman.

Parallelamente, il club continua a monitorare anche il mercato delle ali, con l’idea di aggiungere ulteriore profondità a un roster ancora in evoluzione.

Resta aperto il capitolo uscite. Le posizioni di Alen Smailagic e Luca Vildoza appaiono sempre più lontane dal progetto bianconero. In particolare, l’eventuale partenza del playmaker argentino potrebbe sbloccare l’arrivo di Marcus Carr, indicato come uno dei profili principali per completare il reparto registi insieme a Bello e Casarin.

Situazione da seguire anche per Karim Jallow, il cui futuro sembra ormai lontano da Bologna dopo una stagione tra alti e bassi e un progressivo calo di spazio nelle rotazioni.

Indicativo, in questo senso, anche il fatto che Jallow non sia stato inserito nelle convocazioni della Germania per l’attuale finestra FIBA, guidata proprio da Mumbrù.

Infine, resta da completare il pacchetto italiani. La Virtus cerca l’ultimo elemento per chiudere il roster tricolore: l’identikit è quello di un giovane prospetto con margini di crescita, da inserire gradualmente senza pressioni immediate.

La nuova Virtus prende forma, dunque, ma il cantiere resta aperto. E per Olimpia Milano, in vista della stagione 2026-2027, il volto della rivale storica è ancora tutto da decifrare.

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