
Il basket italiano resta in grande fermento, forse come mai negli ultimi anni. Tante operazioni, tante ambizioni, tante parole d’ordine: nuove proprietà, nuove arene, nuove città, nuova Europa. Ma al 5 luglio, prima ancora di approfondire i singoli dossier, resta una sensazione di fondo: molto si sta muovendo, molto altro resta oscuro.
Il caso più singolare è quello di Pallacanestro Trieste. Nel gennaio 2023 il Cotogna Sports Group acquisisce il 90% del club, con Richard de Meo, Connor Barwin, John Jefferies e Paul Matiasic tra i volti dell’operazione. Nel marzo 2024 CSG sale al 99%, ad agosto Matiasic ne prende il 100%. Il 25 giugno 2026 le quote di maggioranza passano a Newport Holdings LLC e Connor Barwin diventa presidente. Sul campo, però, il mercato è ancora fermo, almeno negli annunci ufficiali.
Ancora più clamoroso il fronte Pallacanestro Brescia. Tornata in LBA nel 2016 come Leonessa, poi divenuta Pallacanestro Brescia dal 2020 con Mauro Ferrari azionista di riferimento, il club il 30 maggio 2026 ribadisce: “Pallacanestro Brescia resta a Brescia”. Meno di un mese dopo, lo stesso Ferrari annuncia in conferenza stampa il trasferimento di sede a Roma, dentro il progetto Maxima di Paul Matiasic.
Maxima Roma sarà ratificata nel prossimo Consiglio Federale, intanto ha già un posto in EuroCup e l’accordo con Eur SPA per giocare al PalaEur nel 2026-2027. Attenzione però alla formula: l’arena ospiterà le “principali partite casalinghe”. Il club eredita i tesserati di Brescia, ma al momento le certezze sono poche: Amedeo Della Valle vorrebbe essere lasciato libero, Miro Bilan avrebbe già iscritto i figli a scuola nella capitale. Il logo? Scoperto dal sito di EuroCup.
Altro fronte: Vanoli Cremona. In Serie A dal 2009, dal 2011 nelle mani di Aldo Vanoli, il club nel maggio 2026 entra nell’iter federale di trasferimento sede a Roma, nel progetto BC Roma SPQR riconducibile all’ex dirigente NBA Donnie Nelson, a Rimas Kaukenas e anche a Luka Doncic. Anche qui, però, il quadro pubblico è minimo: nome appreso dalla Gazzetta, logo dal sito di EuroCup, Nico Mannion annunciato di fatto da Doncic. Sito ufficiale? Non pervenuto.
E poi c’è il nodo infrastrutture. Il PalaTiziano, storico Palazzetto dello Sport di Roma da 3.500 posti, dovrebbe ospitare BC Roma SPQR, alcune gare di Maxima Roma, Virtus Roma, Luiss Roma e anche il Roma Club di volley. Un’agenda leggermente piena, per usare un eufemismo.
Intanto Pallacanestro Cantù ha cambiato logo e guarda alla nuova arena da 5.200 posti, dove dovrebbe debuttare nel febbraio 2027, tornando finalmente a Cantù dopo oltre dieci anni a Desio. Pallacanestro Reggiana ha cambiato logo, ma ha detto no alla cessione del titolo sportivo proposta da Matiasic. Lo stesso ha fatto Apu Udine. Segnali netti, in un mercato dei titoli mai così vivo e mai così delicato.
Anche Reyer Venezia guarda al futuro con la nuova arena da oltre 10.000 posti nel quartiere Tessera, con addio al Taliercio atteso tra la fine della stagione e l’avvio di quella successiva. Pallacanestro Varese, invece, si muove su un piano diverso: la partnership con RedBird, fondo proprietario dell’AC Milan, la collega indirettamente al grande progetto NBA Europe previsto dal 2027.
Il paradosso finale è europeo. Dopo anni di “dieta”, l’Italia avrà una rappresentanza record: Olimpia Milano e Virtus Bologna in EuroLeague; Napoli Basket, Maxima Roma, BC Roma SPQR, Derthona Basket, Aquila Trento e Reyer Venezia in EuroCup; Pallacanestro Varese e Pallacanestro Reggiana in BCL. Dieci squadre su sedici in Europa. Sei in EuroCup, record assoluto per un singolo campionato.
Il movimento corre, dunque. Ma corre dentro una nebbia fitta: proprietà che cambiano, titoli che si spostano, loghi che compaiono prima dei siti ufficiali, arene promesse o sovraccariche, club storici che si trasformano, città che perdono squadre e città che ne guadagnano due in poche settimane. Il basket italiano non è fermo. Ma la domanda è un’altra: sa davvero dove sta andando?

Ci manca solo un ritorno di Antonini
NOOOOOOOOOOOOOO!!!!!
ANTONINI NOOOOOOOOOOOOO!!!!!
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ANTONINI NOOOOOOO!!!!!
Quel putribondo figuro (cit.) che avete messo in testa all’articolo se ne deve andare, bisongna arrestare lo scivolamente verso il basso del basket in Italia
Per me la questione forse più ombrosa di tutte è Varese in NBA Europe a rappresentare Milano.
Che farebbe torto sia all’Olimpia tradizionale deposito della passione meneghina per il basket, sia a Varese che si vedrebbe scippare da Cardinale, che di sport italiano non capisce nulla ma agisce solo per business personale, una squadra storica molto seguita e dotata di un ricco palmares.
Ciao lupo e fammi aggiungere.
A Milano pochissimi seguiranno quella ciofega.
I tifosi amanti del basket e dell’Olimpia come me e te e tutti quelli che seguono la nostra Olimpia, non andranno quasi mai a vederla xke non rappresenta alcuno.
Quelli di Varese oltre a problemi logistici non di vedranno riconosciuti minimamente. Risultato un flop clamoroso. Ed è proprio come in questi casi che servirebbe un presidente fip forte competente che facesse interessi del movimento e si muovesse per difendere squadre basket tifosi economia ecc legata alla nostra pallacanestro:
Si ok è skywalker arriverà con il suo amico C1 silo loro caccia stellare e difenderanno il sistema di Basketball ….. non lo sopporto e più forte di me .. incompetenza al potere
Credo che il problema infrastrutturale sia, oltre a tanti altri, il maggiore: teniamo conto che la criticità-arene, palazzetti o che dir si voglia, era già ben presente negli anni ’80!, parliamo di 40 anni fa
Tutti ci ricordiamo quanto ha pensato Olimpia Milano dopo il crollo del Palazzone (sballottata tra Palalido, circhi, tenso-strutture, prima di trovare un rifugio fuori Milano)
Pensiamo a quanti anni ha dovuto aspettare Pesaro, tuttora piazze storiche come Cantù e Venezia (anche se in dirittura d’arrivo), Livorno con una passione infinita confinata all’Ardenza
Anche da queste cose si vede la civica modernità di uno stato
Vediamo in parallelo la trasformazione “sportiva” della Spagna