Peppe Poeta: Triplete? Impresa rara, ma penso ad una partita alla volta. Brooks? Talento immenso

Alessandro Maggi 7

Peppe Poeta si prepara alla semifinale Scudetto con la sua ex squadra, la Pallacanestro Brescia, dalle colonne del Giornale di Brescia. Ecco le sue parole.

Sulla semifinale

«Purtroppo gli avversari non si scelgono. La Germani, col fattore campo a favore, sarà molto ostica. Ha anima e gerarchie chiare. È ben allenata. In questi due anni ha avuto una costanza incredibile».

Sulla chiamata in panchina

«A dire la verità prendere la panchina in corsa era proprio ciò che non volevo accadesse. Il mio unico scopo era essere d’aiuto a Ettore Messina. Sono comunque orgogliosissimo di essere sulla panchina dell’Olimpia. Noi terzi dietro Brescia? Preferisco sottolineare che non mi sorprende il secondo posto dei biancoblù…».

Sul suo lascito a Brescia

«No, io oggi alleno Milano e basta. Sono però orgoglioso di aver dato il la, scegliendo con Ferrari prima le persone e poi i giocatori che stanno facendo sognare Brescia. Per ciò che mi riguarda senza Brescia, senza questa squadra, senza Mauro Ferrari non sarei dove sono. Cotelli? Confermarsi è più difficile che sorprendere. L’anno scorso era tutto nuovo. Onore a lui. In ogni partita ci mette del suo. Ha una mente brillante».

Sull’obiettivo triplete italico con Milano

«Penso una partita alla volta. È il mio mantra. Il triplete sarebbe una prima volta per l’Olimpia Milano. È un’impresa molto rara nel mondo moderno. Ma è troppo distante per ragionare in questi termini ora. La Coppa Italia mancava da tre anni…».

Su Armoni Brooks

«Per Bilan e Della Valle è stata un’altra eccellente annata. Brooks? Talento immenso, e sono contento che per il secondo anno consecutivo ho avuto la fortuna di premiare il miglior giocatore del campionato».

Sul suo modo di allenare

«Sicuramente il mio modo di essere. Allenerò sempre da Peppe. Ma Brescia è figlia di Ferrari e dei bresciani. Non è un caso che tanti allenatori abbiano fatto grandi cose lì. Io, come capo allenatore, sono comunque nato a Brescia. Questa è una realtà che resterà tale, per sempre».

7 thoughts on “Peppe Poeta: Triplete? Impresa rara, ma penso ad una partita alla volta. Brooks? Talento immenso

  1. Tripletta si fa con L’Eurolega. Questa dell’Olimpia sarebbe una tripletta di sottotitoli di secondaria importanza.

  2. Ciao Lupo d’accordo che la EL sia la EL e la competiIone TOP, ma a me vincere tutto quello che c’è da vincere fa sempre piacere 😉
    Ho visto tre finali di EL/Coppa Campioni ne abbiamo vinte due e una persa. Parlavo con gli amici del fatto che non so se ne vedrò mai ancora un’altra con sto andazzo. Quindi più trofei vinciamo più sono contento anche perché non vanno ad arricchire le bacheche altrui.
    Rimane il rammarico che nei 4 anni più fulgidi dell’Olimpia da un punto di vista budget, si abbia avuto la “sfortuna” di non saperlo mettere a frutto così come hanno fatto il Monaco’ il Valencia ecc ecc magari senza vincere ma almeno competere cosa che qui tutti hanno sempre rimarcato. Ciao

    1. Vincere fa sempre piacere ma non bisogna far passare le vittorie nei nostri confini come imprese titaniche come ha fatto Messina prima e Poeta. Oltretutto con il budget più alto per distacco rispetto alla concorrenza.

      1. Ciao Antony, infatti ho premesso che la EL sia il TOP, ma per noi pare inarrivabile persino entrare nei POs. Non mi accontento di vincere in Italia, ci mancherebbe, ma x me vincere in Italia doveva essere “scontato” e scusa la supponenza, perchè vincere aiuta a vincere a creare mentalità a formare giocatori e uomini, partendo dalle giovanili, ma se poi non riusciamo a tenere quelli bravi, non inseriamo giovani dal basso, prendiamo giocatori al crepuscolo sportivo e non sappiamo sceglierne di emergenti, bè qui è un altro discorso che però andiamo discutendo da tempo. Ciao

    2. Vincere e gioire anche per lo Scudetto o per la Coppa Italia o per la Supercoppa italiana ci sta ed è legittimo, ma fare dichiarazioni trionfalistiche come quelle di Messina o di Poeta mi sembrano esagerate. Poi capisco che loro devono fare così per salvarsi il c u l o però hanno anche stancato una buona parte del tifo.

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