
Si torna a Torino. Il luogo del delitto. Di più: il luogo del delitto plurimo. Ci sono sagome ovunque a terra. I quarti di finale con Brescia, la finale con Napoli, anche quella con Trento. Lì i biancorossi mai in partita, contro una squadra generazionale. Che ricorderemo a ogni atto di Quinn Ellis e Saliou Niang. Ma Milano è sempre Milano. E allora, visto che l’attesa dura dal 2022, è tempo di tornare a vincere. Tutt’altro che scontato. I biancorossi non sono favoriti, e con Trieste sarà dura, durissima.
Le indicazioni
Palla a due alle ore 20.45 per Olimpia Milano-Trieste, secondo quarto di finale delle Frecciarossa Final Eight 2026 di Coppa Italia. Si gioca alla Inalpi Arena di Torino, arbitrano Guido Giovannetti, Alessandro Perciavalle, Gianluca Capotorto. Chi vince trova Brescia o Udine.
Il match
Sarà dura, durissima, come abbiamo detto. Se si avesse un euro in mano, giocarlo sui giuliani avrebbe senso. Un rischio, ma calcolato. Perché l’Olimpia Milano non è solida, Trieste è imprevedibile. Non lineare. A differenza di Brescia o Virtus Bologna. Quelle le puoi comprendere: poi magari non riesci ad attuare il piano, ma puoi studiarle a tavolino.
Con Trieste non si può farlo. E il nome non inganni. Non siamo neanche qui a parlare di alibi. I giocatori al rientro per Peppe Poeta possono solo essere una risorsa, non una giustificazione. Il coach di Battipaglia ritrova l’ultima avversaria da assistente.
Era il 23 novembre: poche ore dopo Ettore Messina si sarebbe dimesso. Al PalaTrieste i padroni di casa segnarono 30 punti nel primo quarto, l’Olimpia trovò il pari nel finale, poi mancò lucidità. Tremarono le mani.
È vero, il fallo offensivo fischiato sul blocco a Josh Nebo fu una follia (ed era il quinto), ma gli ultimi possessi furono mal costruiti, con Quinn Ellis a palleggiare all’infinito, scarichi disperati quando il ventiquattresimo secondo era vicino.
Da lì bisogna un po’ ripartire. Ramsey è uomo da 20 a partita, l’americano più interessante arrivato in estate qui da noi, taglia da EuroLeague. Dove finirà, magari passando per l’EuroCup, se ne avrà la voglia.
Colbey Ross è stato MVP del campionato, Juan Toscano-Anderson ha un buon curriculum NBA, Jared Uthoff non è ai livelli dello scorso anno ma è un’ala forte di qualità e Mady Sissoko un centro d’impatto. E dalla panchina Markel Brown è un giocatore pericolosissimo, Francesco Candussi e Jeff Brooks affondarono un anno fa Trapani (spesso avvelenato l’ex), Michele Ruzzier è un senatore del nostro basket. È vero, mancherà Moretti, ma il roster è profondo.
Milano? Ha la qualità per battere chiunque, ovvio, e deve dare una direzione alla sua stagione. La Supercoppa ha valore relativo, la Coppa Italia è una dichiarazione d’intenti, anche se la Virtus fu surclassata un anno fa prima di vincere lo Scudetto.
Servirà in primo luogo controllare il ritmo. Trieste, come detto, non è lineare. Ha la vocazione del “corri e tira”. Milano si è sempre addormentata nel corso dei 40’, e i giuliani lì possono costruire un parziale. Lo ha detto Poeta: «Dovremo essere bravi a imporre fin dall’inizio la nostra fisicità e il nostro ritmo». Taccetti (l’avvicendamento può esaltare la squadra, non spaurirla) gli ha fatto eco: «L’Olimpia ora cerca di attaccare nei primi secondi dell’azione e a metà campo ha obiettivi chiari nelle sue grandi individualità».
Costruire tiri rapidi e con spazio, ma anche controllare il ritmo abbassandolo. Trieste nell’unico precedente vinse prendendo meno rimbalzi, ma imponendo 15 palle perse. A Nebo e Bolmaro il compito di migliorare la transizione difensiva e concedere solo il centro, con l’ex Maccabi ad oscurare la vallata.
Ed eccoci alle scelte. L’argentino, il meno brillante con Cremona, è imprescindibile. L’americano invece deve dare garanzie dopo due infortuni muscolari stagionali. Altrimenti toccherà a Booker. Si cercheranno poi minuti con Shields da “4” e LeDay da “5”: in quel caso Bolmaro da “3” sarà ancora più importante per alzare tonnellaggio e atletismo. Ma servirà soprattutto fosforo, da Guduric ed Ellis. Se i tiri saranno buoni, ed entreranno, allora ecco che ci sarà spazio anche per Brooks, l’uomo chiamato a chiuderla. Altrimenti saranno dolori.
Dove vederla in tv
LBATV, gratis previa registrazione, e Sky Sport Basket.
Le probabili
Olimpia Milano vs Pallacanestro Trieste
Frecciarossa Final Eight 2026 – Quarti di Finale – Ore 20:45
| Ellis, Mannion, Flaccadori |
PG
|
Ross, Ruzzier |
| Guduric, Brooks |
G
|
Ramsey, Brown, Deangeli, Cinquepalmi |
| Shields, Bolmaro, Tonut |
SF
|
Toscano-Anderson, Iannuzzi |
| LeDay, Ricci |
PF
|
Uthoff, Brooks |
| Nebo, Diop |
C
|
Sissoko, Candussi |
I precedenti
Innanzitutto, la Pallacanestro Trieste 2004 non è legata alla Pallacanestro Trieste che giocò in Serie A dal 1975/76 al 2003/04; inoltre, quest’ultima non era collegata alla Ginnastica Triestina, che vinse anche tre scudetti (1930, 1932 e 1934). Detto questo, sul piano tecnico si tratta della 14ª partita di sempre tra questa Trieste e Milano. Di conseguenza, il bilancio racconta un vantaggio biancorosso: infatti, l’Olimpia ne ha vinte nove e perse quattro.
La connection
D’altra parte, Stefano Tonut, pur nato a Cantù, è triestino, di famiglia triestina. In particolare, il padre Alberto ha giocato a Trieste negli anni ’80; allo stesso tempo, Stefano ha esordito in A2 a Trieste prima di passare a Venezia. Inoltre, a Trieste gioca Jeff Brooks, il quale ha militato nell’Olimpia dal 2018 al 2021, vincendo due volte la Supercoppa e una volta la Coppa Italia; per di più, ha anche avuto l’opportunità di giocare le Final Four del 2021. Infine, da quest’anno è a Trieste anche Davide Moretti, che ha giocato nell’Olimpia nella stagione 2020/21.1. Da quest’anno, tra l’altro, è a Trieste anche Davide Moretti, che ha giocato nell’Olimpia nella stagione 2020/21.
