
C’è un messaggio che pesa più di tante parole ufficiali. Leandro Bolmaro lo ha consegnato ai tifosi di Olimpia Milano con una storia Instagram semplice, diretta, potentissima: «Not Done Yet». Ovvero: «Non ho ancora finito». Non è solo una frase da social. È una dichiarazione d’intenti. E una dichiarazione d’amore.
Perché oggi Bolmaro sa di avere qualcosa che non si compra e non si costruisce a tavolino: l’amore incondizionato del popolo biancorosso. Sa di avere addosso le stigmate del “capitan futuro”, di essere diventato uno di quei giocatori che il pubblico riconosce non solo per i numeri, ma per quello che trasmette. Energia, agonismo, orgoglio, appartenenza.
La stagione parla per lui. Un anno fa aveva chiuso la LBA a 7.9 punti, 3 rimbalzi e 1.9 assist di media. Nei playoff era partito quasi da spettatore contro Trento, senza riuscire poi a lasciare davvero il segno nella semifinale contro la Virtus Bologna. Quest’anno il salto è stato netto: 9.8 punti, 3.4 rimbalzi e 2.9 assist in EuroLeague, 10.8 punti, 3.1 rimbalzi e 2.4 assist in LBA. E per molti è stato lui l’MVP vero dei playoff.
Ma Leandro Bolmaro non si misura soltanto nei minuti o nelle cifre. Si misura nell’impatto. Nella carica agonistica. Nella scossa che sa dare alla squadra. Nella “rumba”, per usare una vecchia definizione di Simone Pianigiani riferita ad Andrea Cinciarini nel 2019. Doveva forse guidarla qualcun altro, questa Olimpia. Invece Bolmaro ha scalato posizioni, responsabilità e gerarchie, fino a diventare un giocatore fondamentale.
Con 26 anni da compiere il 10 settembre, l’argentino ha già vissuto molto. Il Barcellona da playmaker alle Final Four del 2021, poi l’NBA, quindi il ritorno in Europa. Ma è a Milano che sta vivendo la vera svolta. In Supercoppa era dentro anche per l’infortunio di Guduric. Ora, con Peppe Poeta, è semplicemente inamovibile.
La “pistola” mostrata alla panchina di Brescia ha fatto innamorare ancora di più i tifosi. È anche un eccesso da governare, certo. Ma racconta la passione dell’uomo, la fiamma del giocatore, la personalità di chi oggi incarna più di ogni altro lo spirito Olimpia dentro questo roster.
Ora resta quel messaggio: «Not Done Yet». Il giocatore e i suoi rappresentanti, a partire da Igor Crespo, lo stesso agente di Ettore Messina e Nikola Mirotic, incontreranno presto la dirigenza per rimuovere l’opzione al termine della prossima stagione e lavorare a un nuovo pluriennale. Ma, in fondo, il punto è già chiaro.
Leandro Bolmaro vuole restare. E Milano vuole tenerselo stretto. Perché oggi, più di chiunque altro, lui è uomo Olimpia.

Come mai nessuno in Euroleague si fa vivo per il fenomeno Bolmaro?!?
Forse perchè ha contratto con Milano per altri 2 anni?