Francesco Taccetti: Mi aspetto una Milano rinfrancata dal rientro di Bolmaro e Nebo

Alessandro Maggi

Le parole del coach di Pallacanestro Trieste

Francesco Taccetti su Milano Trieste

Francesco Taccetti farà il suo esordio da capoallenatore della Pallacanestro Trieste proprio oggi, alle ore 20.45, nei quarti di finale delle Frecciarossa Final Eight 2026 contro Olimpia Milano.

Queste le sue dichiarazioni al sito ufficiale del club: «Energia e concentrazione sono due ingredienti che devono coesistere per 40 minuti da parte di tutti i giocatori, aiutano ad avere la squadra sempre unita e compatta, che risulta essere un fattore determinante. In queste sfide secche questo è l’aspetto più importante perché spesso sono i singoli episodi all’interno dell’intera partita a decidere il risultato finale. E questi episodi possono vedere protagonisti non solo i giocatori principali, ma chi è capace di impattare ogni situazione».

«Vorrei vedere una squadra che, prima di tutto, crede nelle proprie potenzialità perché ha già espresso valori importanti sia in attacco che in difesa durante la stagione. Bisogna credere nelle potenzialità che abbiamo ed essere presenti dentro la partita. Ci saranno situazioni in cui dovremo cambiare qualcosa, adeguarci a quello che succede e, sempre mantenendo fede ai nostri punti di forza e al nostro game plan, essere pronti e adeguarci alla gestione delle partita».

«Mi aspetto una Milano che metterà molta fisicità in campo, come da abitudine per una squadra che gioca in Eurolega. Dovremo essere bravi e intelligenti ad affrontare questo tipo di situazioni. Mi aspetto una Milano rinfrancata dal rientro di Bolmaro e Nebo, con rotazioni più lunghe e la possibilità di mettere più energia in campo rispetto alle loro ultime partite. Una squadra diversa rispetto a quella che abbiamo affrontato nel girone di andata, che cerca di attaccare nei primi secondi dell’azione e che a metà campo ha obiettivi chiari nelle sue grandi individualità. Queste saranno le attenzioni principali».

«Non mi aspetto una mia impronta nella partita. Sarò contento se sarò riuscito a trasmettere alla squadra il messaggio più importante: nelle difficoltà bisogna aiutarsi e venirne fuori velocemente, reagendo con il gruppo, l’ascolto, la comunicazione e la forza del credere e dell’essere convinti nel nostro potenziale».”

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