
Oggi è anche il novantesimo compleanno di Dan Peterson. Il Coach si è raccontato a La Gazzetta dello Sport. Ecco alcuni passaggi.
SUL GIOCATORE CHE HA SCANDITO IL SUO BASKET
«Mike D’Antoni. Disciplina, tecnica, precisione: un allenatore in campo».
SU OLIMPIA MILANO
«L’Italia è stata la mia America. Nel 1973 arrivai alla Virtus Bologna dal Cile, dove avevo allenato la nazionale. Cinque anni dopo il presidente Bogoncelli mi volle a Milano. Per parlare con lui andai fino a Parigi. Ricordo che stava mangiando in un ristorante di classe, all’ingresso mi chiesero di indossare una cravatta, era obbligatorio. Ovviamente non l’avevo portata, mi salvò un cameriere. “Voglio che alleni la mia squadra”, mi disse Bogoncelli. “Lei è una persona che ispira fiducia”. L’inizio all’Olimpia non fu facile, venivo dopo Cesare Rubini, un monumento. Al Palalido c’erano tre panchine di legno massiccio, non ho mai voluto sedermi su quella che usava sempre lui».
SUL BASKET DI OGGI
«Mi piace? No. Abolirei il tiro da 3. Nessuno tira da dentro l’area, soprattutto in Nba. Hanno rovinato il gioco».
SULL’EMOZIONE PIU’ GRANDE
«La rimonta da -31 contro l’Aris dell’86. Ma anche la stagione 1978/79, quella della Banda Bassotti: ci davano per retrocessi, arrivammo in finale scudetto».


Stessa data di nascita…un segno del destino…Mitico Dan!…per me ( come diceva lui ) N°1..
Grande! Tanti auguri!
Tanti auguri Dan, grazie per gli anni di basket più incredibili e indimenticabili