
Il progetto NBA Europe continua ad avanzare verso un possibile debutto nel 2027, con un nuovo giro di dettagli emersi ad Atene. Le due novità più rilevanti: l’apertura ai partner streaming (con Amazon Prime Video sullo sfondo) e una formula di salary cap già pronta.
Un altro passo avanti, dunque, nel percorso raccontato da mesi: al tavolo con la stampa greca, il managing director NBA Europe & Middle East George Aivazoglou e il CEO della Basketball Champions League Patrick Comninos hanno ribadito l’idea di partenza a 16 squadre, senza escludere un’espansione rapida, e la volontà di tenere il progetto “aperto” anche a club di EuroLeague se disposti ad allinearsi al modello NBA.
La prima vera novità è sul fronte business: la NBA avrebbe già una shortlist di potenziali investitori, con colloqui destinati ad accelerare da gennaio, e un obiettivo iniziale di 12 “franchigie” europee (anche attraverso sezioni basket di grandi brand calcistici). In parallelo, viene confermata la linea di collaborazione con i campionati nazionali e con la BCL come secondo livello continentale, mantenendo una quota di accesso alla competizione principale tramite qualificazioni.
Il secondo snodo riguarda il prodotto: NBA Europe si giocherebbe con regole FIBA, ma con una componente strutturale in stile USA, perché la lega avrebbe già definito una formula di salary cap nonostante le diverse legislazioni e tassazioni nazionali. E sul tema diritti TV, Aivazoglou ha spinto sul concetto di piattaforme streaming capaci di offrire esperienze localizzate: considerando che Amazon Prime Video è già un perno nella distribuzione NBA in Europa, l’ipotesi di un’estensione al progetto NBA Europe diventa la traccia più concreta di questo aggiornamento.


Il tutto non ha alcun senso per il basket europeo che, non dimentichiamo, con EL al momento è di gran lunga il migliore del mondo. E ogni volta che se ne parla cresce la sensazione che chi gestisce la cosa sia in malafede (FIBA) e/o completamente ignaro del contesto europeo (NBA). Dai, “sezioni basket di club calcistici” non si può sentire… Parlano di Manchester dove la squadra di basket manco esiste! E in italia? Roma al posto di Bologna o Trieste? È una pagliacciata già prima di cominciare e spero che la mia Olimpia ne resti il più lontano possibile.
Concordo totalmente
Molto interessante il discorso sul salary cap, garantirebbe un livello equo per tutte le partecipanti, vediamo come evolve tutto il resto…
Bisogna vedere quanti soldi gireranno. Inutile fare i puristi illudendosi del fatto che in questo momento il prodotto EL sia il migliore del mondo: sappiamo tutti benissimo che non è così e sappiamo benissimo che i migliori giocatori vanno dove ci sono i soldi. Se NBA Europe riuscirà ad attirare investimenti cospicui (e se non sarà così dubito molto che NBA si impegnerà in Europa) i migliori giocatori giocheranno in NBA Europe ed allora EL (se ancora esisterà…) sarà ridotta ad una competizione minore e perderà ancora più quattrini di quanti già non ne perda ora. Questo ostracismo verso un progetto proiettato nel futuro che potrebbe aumentare il livello dello spettacolo e delle competizioni in nome di un non meglio identificato purismo da quattro soldi davvero non riesco a capirlo.
Mi trovo invece d’accordo con Marco sulla questione del salary-cap: se coniugato in modo intelligente potrebbe essere un modo per garantire un livello competitivo uguale a tutte le partecipanti (come già è in NBA).
Comunque ho forti dubbi che se NBA decide di impegnarsi davvero nel progetto si possa fermare il vento con le dita. Vedremo…