
Vittorio Gallinari, su Repubblica, ha parlato del figlio Danilo a poche settimane dall’annuncio del ritiro dal basket giocato.
SUL DRAFT
«Il momento più emozionante. L’hanno chiamato, ci siamo alzati e abbracciati. Un riassunto di quello che abbiamo fatto come famiglia»
SULLA CARRIERA
«Senza infortuni sarebbe stato un All Star fisso. Aveva le qualità per esserlo, ma si è sempre bloccato sul più bello. A New York lo hanno ceduto per Carmelo Anthony, a Denver la squadra era seconda a tre gare dai playoff, lui si spaccò il ginocchio. E poi Boston: firma e si infortuna in Nazionale».
SUL RAPPORTO
«Non gli ho mai detto “Ti voglio bene”, né quanto sono fiero di lui. Ma so che lui lo sa».


Cuore di papà, però ha abbastanza ragione
Se patisci un solo infortunio in carriera hai sfortuna, se hai la propensione a subire in continuazione infortuni seri, significa che ti serviva una genealogia migliore e più resistente.
Quindi questo discorso di Vittorio Gallinari è un pò un suicidio, inoltre a fine carriera parlano le statistiche, coi se e coi ma non si va da nessuna parte.
Se mua nonna avesse le ruote….
Un po’ come dire che un cruento dittatore con un altro cervello sarebbe stata una brava oersona
😯
Io la leggo al contrario rispetto al mitico Vittorio. Se LeBron, Michael e Kobe avessero avuto in dote come Gallo 8 la genealogia dei Gallinari sarebbero stati leggende NBA? La risposta è no, perchè gli infortuni in serie avrebbero minato le loro carriere.
Caro Vittorio, si accontenti dei soldi Di Danilo, onesto mestierante NBA, che ha sistemato la famiglia per generazioni.