
Una serata da vivere, per dare seguito al momento positivo, e misurarsi pur largamento incompleti con il meglio della competizione: arriva l’Hapoel Tel Aviv, squadra che domina nei numeri ma che ha mostrato qualche crepa, e una Olimpia Milano che corre sulle ultime vittorie con fiducia ma senza dimenticare tanti interrogativi da risolvere.
L’Hapoel è primo in classifica per attacco della competizione: segna 7,8 punti a partita in più rispetto a Milano, che però nelle ultime quattro gare ha superato i suoi standard, andando oltre gli 83 punti di media in tre di esse. I numeri dicono tanto: Milano prende 2,2 rimbalzi in più e serve 2,1 assist in più, indicatore di squadra più orientata al gioco collettivo e al movimento palla rispetto a Hapoel, che punta maggiormente su uno contro uno e isolamento.
Sul piano difensivo Milano concede 3,9 punti in media in meno rispetto all’avversario: un dato che può diventare arma importante domani, dato che Hapoel è fisica, con coppia sotto canestro forte (Dan Oturu e Johnathan Motley, il secondo tiratore da 3 con il 55.6%) e un tridente esterno letale (Elijah Bryant, Vasilije Micić e Antonio Blakeney) che somma oltre 43 punti a gara.
Milano viene da quattro vittorie consecutive: un momento positivo che può ora essere confermato contro una squadra che, in trasferta, dice 4‑2 ma ha perso due delle ultime tre trasferte — per quanto su campi durissimi come quelli dell’Olympiacos Piraeus e del Fenerbahçe Beko.
Per Ettore Messina la scelta non è semplice: controllare il ritmo — abbassare i possessi contro una squadra che segna tanto — oppure provare a imporre la propria velocità e la propria pressione sui portatori di palla? Nel primo caso c’è il rischio di farsi travolgere dalla fisicità di Hapoel nell’attacco a metà campo, nel secondo quello di ritrovarsi punto a punto con chi ha maggiore talento.
Da segnalare: Vasa Micić non è al massimo della condizione fisica, ma ha anche il vantaggio di giocare solo in EuroLeague evitando fatiche di campionato. Milano invece presenta un roster tutto da definire per domani, con incertezze sulle condizioni di Leandro Bolmaro.
Insomma: domani sera sarà una partita da “vedo-non-vedo” per Milano, che può sfruttare il fattore campo e l’entusiasmo del momento per dare continuità al suo filotto, sperando in un risveglio di Marko Guduric, al netto dei problemi fisici presenti. Ma se l’Hapoel metterà il ritmo e la fisicità giusta, le chance potrebbero davvero essere poche…

