
Olimpia Milano post Barcellona, una partita che apre molti interrogativi, ma in cui parlare di assenti non è alibi. Con Valencia, o Bayern, o Zalgiris, era mancato l’approccio.
Ieri i biancorossi sono scesi in campo con la faccia giusta, sono stati a lungo avanti, hanno certamente avuto vita più facile contro un avversario più stazzato, meno aggressivo sulla palla, più lento, ma hanno combattuto. Non hanno solo cercato di mettere mano, tardivamente o tempestivamente, alle magagne iniziali.
Aveva ragione Davide Pessina, in sede di presentazione del match su Sky, a parlare di equilibrio in avvio. Ieri questo c’è stato. Indubbiamente, il miglior Zach LeDay, o la presenza di Josh Nebo intorno al ferro, avrebbe accresciuto non poco le chance di vittoria.
Ma gli assenti ci sono, il Barcellona era senza due play o presunti tali, e allora di quelle che erano le forze in campo dobbiamo parlare. Ettore Messina al rientro dopo l’intervallo voleva una squadra pronta a rispondere all’inevitabile crescita dell’avversario.
Quella risposta è arrivata in ritardo, dopo aver concesso 28 punti nel terzo quarto, peraltro difendendo male nel finale di primo tempo. Ma è arrivata, come dimostra l’11-10 dell’ultimo parziale. Si è segnato poco, pochissimo, ma si è fermato l’attacco avversario.
Senza play titolare, ala grande titolare, e centro titolare, diventa dura. Per quanto con un Devin Booker tornato positivo dopo i disastri difensivi con il Valencia. E un Leandro Bolmaro che da handler guida la squadra, in attacco e in difesa, con momenti di onnipotenza, coprendo la serata complessa di Quinn Ellis, e quella disastrosa di Nico Mannion (non la prima, spia d’allarme accesa).
Tra i tanti temi del match, tre. Pippo Ricci è un capitale di questa squadra, ma quella tripla d’istinto a 57’’ sul -2, con 20’’ di possesso, avversario in bonus, e Brooks libero in alto, fa davvero male. E senza la tripla folle dello stesso americano, sarebbe stata la pietra tombale del match.
Armoni Brooks. Segna 12 punti nel primo tempo con 4/4 dal campo e 2/2 dalla lunetta. Nel secondo tempo prende un tiro da 2 e due da 3. Per lo più nel finale. Ok, la fisicità del Barcellona ha preso le contromisure difensive, bravo Penarroya, ma solo nell’ultimo minuto il miglior tiratore della squadra viene dimenticato due volte.
La prima, lo abbiamo appena scritto, con Ricci. La seconda, sullo sciagurato ultimo possesso. E qui occhio. Marko Guduric si sblocca a 1.41 dalla fine del terzo quarto, ed è il suo unico canestro. Su quel pallone finale, palleggia a lungo senza far capire davvero cosa volesse fare.
Quel blocco di Shavon Shields pare più un urlo di dolore. E’ vero, il danese non legge la difesa, non capisce che il suo blocco ha sortito l’effetto di schiantare Cale su Guduric, e che l’aiuto di Satoransky liberi Brooks poco distante.
Ma anche ricordando una persa precedente, quel blocco di Shields arriva per paura che Marko Guduric commetta un altro errore facendo morire l’azione. No, in questo momento fiducia intorno al serbo non c’è. E come dargli torto…

Sono molto in disaccordo su Bolmaro.
Sarà onnipotenza, ma quando ha la palla lui, il resto della squadra si ferma, perché pare evidente che lui non sappia cosa fare: si perdono così i tempi giusti e ci si muove nel caos.
Qualche volta risolve di potenza, ma così non si vincono le partite – lo dimostra, non fosse altro la sua ultima prestazione monstre, ma la squadra perde.
Il basket è gioco d’insieme, e il tutto dev’essere attivato – spazi e tempi giusti.
Ha fatto qualche bell’assist, vero, ma nel quarto e decisivo quarto perde da handler due palle sanguinosissime, per quello che a me pare il suo solito problema: non sa che fare e manda tutti fuori tempo.
Quindi boh: facile dirlo adesso, ma senza dubbio avrei voluto Ellis in campo, nel finale.
Si era scritto qui qualche gg fa di trovare spazio per Armoni anche in EL, che ieri ha avuto. Ma …
perchè togliero dopo 5/6 minuti nel secondo quarto quando ancora non aveva sbagliato un tiro ?
Lui è il classico giocatore da striscia, che è da tenere in campo finchè la mette, e da togliere al secondo errore consecutivo.
Parole sante. Ma lo hai notato solo tu l’errore di Ponte che toglie senza motivo un giocatore folgorato di onnipotenza?
È come tagliarselo per fare dispetto alla moglie. Questo ometto rancoroso ci fa perdere ogni momento di gioia.
#ponteout