La Visione del Guazz – Soffrire, non morire, reagire

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Soffrire, non morire, reagire. Le tre fasi del primo tempo dell’Olimpia a Kaunas

La Visione del Guazz

Soffrire, non morire, reagire. Le tre fasi del primo tempo dell’Olimpia a Kaunas. Primo periodo osceno e tutti gli spettri di Monaco di Baviera lì ad emergere. Poi la scossa, il rimanere attaccati e la fuga nel momento giusto.

Non mi esalto per i 90 fatti con la Zalgiris (non mi sembra un roster con l’elmetto) ma sono contento per come la squadra è restata nella partita senza impanicare e come abbia anche seguito un certo filo logico in attacco, senza mille isolamenti e facendo girare quella stramaledetta palla. Mettiamo la W in cascina dopo 3 L in fila.

Cosa mi è piaciuto

Maodo Lo. Vecchio cuore! Farebbe segnare 10 punti anche a me per come difende senza logica.
Bryant Dunston. La legge del Gabbione. Ci sono giocatori che ti fanno vincere. Anche a 40 anni.
Quinn Ellis. Un sussulto dopo 4 giri a vuoto in Eurolega. Contro Lo è tutto più facile ma poi bisogna farlo comunque. Ora avrà un mese, in contumacia Brown, per prendersi minuti e conquistarsi la squadra. Sta a lui passare questo stress test.

Le percentuali. Ok, il 5/5 di Ricci non è usuale ma in generale – tripla di tabella di Guduric a parte – non ci sono stati tiri miracolosi. Vuole dire che la squadra ha costruito. Iniziamo da qui.

Cosa non mi è piaciuto

Dopo il lercio di Baviera, avrei gradito una partenza meno timorosa e un po’ più di coraggio.

One thought on “La Visione del Guazz – Soffrire, non morire, reagire

  1. Il consuntivo di questa settimana europea sta in mezzo tra lo zero di Monaco ed il dieci di Kaunas.

    Abitualmente quando si tornava da scuola con un 5 ( io in matematica pure con dei bei 3)di festeggiamenti se ne facevano ben pochi ,pure in questo caso sarei dunque molto sobrio nelle celebrazioni ed aspetterei ulteriori conferme che la squadra sia quella gagliarda di giovedì piuttosto che quella indecente di martedì.

    E soprattutto vediamo di rimettere velocemente in ordine la classifica per stare sempre intorno al 50% di vittorie che pure quest’anno dovrebbe essere la soglia di accesso per i play in.

    Accontentiamoci per ora di esserci fermati ad un millimetro dal precipizio,dopo il primo quarto non era del tutto scontato se Shavon non avesse suonato la carica.

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