Matteo Cotelli: Ettore Messina mi ha rivolto parole affettuose

Alessandro Maggi

Matteo Cotelli, coach della Pallacanestro Brescia, ha parlato così con la stampa al PalaLeonessa dopo il ko con Olimpia Milano al Trofeo Ferrari

Cotelli Messina

Matteo Cotelli, coach della Pallacanestro Brescia, ha parlato così con la stampa al PalaLeonessa dopo il ko con Olimpia Milano al Trofeo Ferrari.

SULLA PARTITA

«Abbiamo giocato una partita di alto livello contro una squadra di assoluto valore e siamo arrivati punto a punto fino alla fine, in una gara combattuta. Abbiamo avuto qualche alto e basso durante l’arco della partita, qualche palla persa di troppo, qualche rotazione difensiva non perfetta, però queste sono proprio le partite che ci servono per migliorare e su cui lavorare nella prossima settimana, così da essere ancora più pronti per l’inizio della stagione vera. Stiamo continuando il nostro percorso: passo dopo passo facciamo sempre un progresso, quindi andiamo avanti così».

SUI QUINTETTI DIVERSI

«L’idea è quella di rendere la squadra un po’ più versatile. Anche per esigenze di gestione dei minuti e per non sovraccaricare troppo i giocatori, stiamo cercando di incastrare le varie necessità fisiche e tecniche. La presenza di CJ Massinburg, rispetto a Chris Dowe che ricopriva un ruolo più specifico, ci dà più frecce al nostro arco e la possibilità di provare soluzioni diverse. A me piace avere una squadra più fluida e versatile, anche se poi ci saranno gerarchie chiare da rispettare. In certi momenti potremo schierare quintetti particolari che ci danno vantaggi in base alle situazioni. Oggi, ad esempio, abbiamo anche giocato con tre lunghi, con Jason Burnell da “3”. L’idea è proprio quella: poterci adattare, più piccoli o più grandi, a seconda dell’avversario. Sono esperimenti che cerchiamo di portare avanti in questa stagione».

SU ETTORE MESSINA

«Per me è stata una grande emozione sedermi in panchina di fronte a un mostro sacro come Ettore Messina, che ho ammirato per tanti anni. Ho letto tutti i suoi libri, ho una stima e un rispetto illimitati. È stato molto gentile: mi ha fatto i complimenti e un grande in bocca al lupo. Mi ha rivolto parole affettuose che apprezzo davvero tanto, e lo ringrazio ancora».

SULLA RISPOSTA DELLA SQUADRA

«Abbiamo faticato tantissimo nel primo quarto, e di questo non sono soddisfatto: dobbiamo essere più bravi a ripartire in transizione, perché ogni volta che abbiamo il pallone dobbiamo correre il più velocemente possibile. È una questione di mentalità, e nel primo quarto non lo siamo stati. Poi è andata un po’ meglio, anche se non con grande efficacia, ma col passare dei minuti abbiamo trovato più ritmo. Era una prova molto difficile contro una squadra che fa di tonnellaggio, aggressività e fisicità le proprie armi principali: forse la più dura in assoluto. Dobbiamo lavorare molto su questo aspetto per riuscire, anche contro avversari del genere, ad essere più aggressivi già nei primi secondi del possesso».

SU NDOUR E BURNELL

«Il minutaggio di Maurice Ndour è stato contenuto perché è solo la prima settimana che lavora con la squadra: non volevamo esporlo a rischi inutili. Jason Burnell invece è un giocatore totale, di cui abbiamo estrema stima e necessità. Quando non riusciamo a correre o a essere efficaci in transizione, è un punto di riferimento su cui appoggiarsi per costruire, anche al di fuori dei classici pick and roll. Oggi in alcuni momenti abbiamo sofferto e allora ci siamo affidati di più a lui: la sua fisicità è una delle sue armi principali e lo renderemo sempre più coinvolto nel nostro attacco».

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