
Ettore Messina, nel pomeriggio di mercoledì al Forum di Assago, ha toccato vari temi, inclusi quelli caldi della prossima stagione.
Sulla passata stagione
«L’amarezza, alla fine di una brutta stagione, è sempre tanta. Però credo che questo club e questa proprietà abbiano sempre avuto chiaro cosa vogliono fare nel medio-lungo periodo. L’anno prima avevamo vinto il terzo scudetto di fila: non c’è tutto da buttare dopo una stagione in cui siamo arrivati corti rispetto ai nostri obiettivi. La cosa più importante, per noi, a cominciare da me arrivando alla squadra, è che sappiamo di dover riconquistare fiducia, di doverci meritare l’appoggio dell’ambiente, e cercheremo di farlo passo dopo passo.»
Sulla stagione europea
«Questa è la stagione più dura per qualsiasi squadra iscritta all’Eurolega, perché ci saranno tantissime partite. Basti pensare alle settimane di doppio turno, sommate a quelle in campionato: in totale si arriva a 11-12 settimane con doppio impegno in una stagione di sei mesi. Ci saranno momenti belli e momenti difficili per tutti. Le squadre e i club che avranno più coesione e più capacità di restare compatti nei momenti negativi e in quelli positivi, alla fine avranno più chance di essere dove vogliono essere. Speriamo di riuscirci.»
Sui cambiamenti nei gruppi di lavoro
«Abbiamo fatto un’aggiunta importante nella struttura societaria: Daniele Baiesi è una persona che ha grande conoscenza non solo di come si costruiscono le squadre — lo ha dimostrato nella sua carriera — ma anche di come si vive la stagione, di come si aiutano allenatori e giocatori a rendere al meglio. Questa è stata un’aggiunta importante. Abbiamo cambiato anche a livello di staff: in parte perché qualcuno, come Mario Fioretti, ha avuto una bellissima opportunità — colgo l’occasione per fargli un grande in bocca al lupo — e in parte perché c’erano cose che ritenevamo giusto provare a fare in modo diverso. Se le faremo meglio, lo vedremo a fine stagione. Abbiamo aggiunto giocatori importanti in ruoli importanti, sia giovani sia più esperti, e speriamo di aver costruito una squadra che possa davvero giocarsela in una stagione così dura.»
Sulla squadra
«Ogni anno, in ogni club, iniziamo con la speranza di avere squadre che si passano la palla e difendono, e soprattutto che dimostrino durezza mentale. Molto spesso abbiamo avuto questa qualità; purtroppo non sempre l’abbiamo avuta l’anno scorso. E con questo vorrei chiudere il discorso sulla scorsa stagione, altrimenti sembra di darci martellate addosso. Capita a tutti di vivere annate sotto le attese. Spesso abbiamo avuto squadre di carattere, capaci di difendersi bene in momenti complicati. Con Daniele, con Christos, con il signor Dell’Orco, pensiamo di avere un gruppo di persone che possa farlo. Poi la riprova ce la darà il campo.»
Su Euroleague a 20 squadre
«Se ragioniamo “da bar”, al caffè, tutti dicono: le due greche, le due turche, il Madrid… senza nemmeno citare Barcellona o Monaco. Fai finta che cinque posti siano già occupati: ne resta uno per le altre quindici per la certezza di essere in postseason. Questa è la realtà dell’Eurolega. Ci siamo rinforzati tutti, tutti abbiamo aspettative, tutti vogliamo essere lì. Torno a dire: gli ambienti e le squadre che dimostrano più coesione, dentro e fuori dal campo, alla fine raccoglieranno il risultato. Noi, come club e proprietà, avremmo preferito arrivare direttamente a 24 squadre. A livello di board di Eurolega è stato detto che le 20 squadre sono una soluzione temporanea per un anno, in attesa di salire a 24. Capisci che, per chi gioca, sapere che la competizione ha un formato che dura un solo anno è ancora più difficile da accettare? Però faremo di tutto per affrontarla nel modo migliore possibile.»
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Ho visto tutta l’intervista su youtube. Direi buoni propositi per cui parola ai fatti. Io noto sempre alcune cose che mi lasciano perplesso. Quando sento dire tutti vorrebbero trovarsi una squadra che gioca così e difende cosa’ sembra che le squadre piovano dal cielo e non come nel caso in oggetto che chi le guida le ha anche assemblate. Secondo quando si parla di inevitabile turnover tra lba e el e si fa esempio di Leday dovrebbe anche spiegare perché lo scorso anno in lba metà del roster non lo metteva in campo o quasi. Per cui il dubbio che ai primi errori si ripeta il tutto resta grosso come una casa
Mi fa piacere scoprire che almeno Olimpia era contraria alla follia delle 20 squadre a girone unico con metà competizione con doppi turni. Almeno so che la follia nel voler fare questo anno di transizione, invece di aspettarne uno com’era prima e poi passare a 24 con le due conference, sta altrove…
Per riconquistare la fiducia del pubblico (almeno ha ammesso di averla persa), c’è un solo modo : Arrivare ai play off di E.L.
con un gioco decente.
Che lui faccia finta di credere che è in LBA che ha perso la fiducia del pubblico, disturba.
Parecchio. Come disturba sempre sentirsi presi in giro.
E non è neanche vero, secondo me, che saranno i risultati a far tornare la fiducia, se ci saranno: la fiducia si conquista vedendo in campo una squadra che compete, che lotta per competere, che viene guidata per competere, che usa al meglio i potenti mezzi di cui è stata fornita, una bella squadra che gioca bene, che gioca!
Fatto questo i risultati seguono. Inevitabilmente.
E anche se non sono proprio i migliori, la fiducia resta.