
Danilo Gallinari, in ritiro con Italbasket dopo la conquista del titolo in Porto Rico con i Vaqueros, ha parlato anche di futuro con Marko Juric su Repubblica.
SUL FUTURO IN EUROPA
«Difficile, la mia vita è dall’altra parte dell’Oceano»
SU UN FUTURO A MILANO
«È un sogno da sempre, ma più passa il tempo e più diventa difficile».
SUL FINALE DI CARRIERA
«Voglio tatuarmi tutta la schiena con un riassunto della mia vita. Magari ci metto anche una medaglia».
Così invece sul Corriere dello Sport: «Non dico che sia impossibile ma lo ritengo molto, molto difficile. Più si va avanti più questa ipotesi mi sembra complicata»

La realtà è che Messina non lo vuole perché comunque gli farebbe ombra.
Hai ragione sui giornalisti, The Shot, ma basterebbe un no comment, alla ripetizione ossessiva delle stesse domande.
Però poi se andiamo a leggere le risposte Gallo suona falso ed emerge il mercenario.
“Futuro a Milano un sogno da sempre”? Nel suo caso se proprio si trattava di un sogno poteva realizzarlo anni fa ma ha preferito i soldi e la vita in America. Non è una scelta sbagliata ma basta ammetterlo.
La storia del tattoo sulla schiena per riassumere la carriera (“magari ci metto anche una medaglia”) è ridicola. L’unico trofeo in carriera l’ha appena vinto a Portorico. Non ci viene fuori un gran tattoo.
Esatto un bel $ enorme su tutta la schiena e in un angolino in basso lo scudetto di Portorico. Il tutto alla faccia di chi lo avrebbe voluto all’Armani milano
Sarebbe ora di archiviare definitivamente la questione Gallinari a Milano. Ha fatto, giustamente dal suo punto di vista, altre scelte, inseguendo fino alla fine la possibilità di poter vincere l’anello, cosa successa invece a Belinelli. E anche adesso immagino speri in un’ultima chiamata in NBA. Anche Belinelli non sarebbe tornato a fine carriera senza quel titolo già vinto e con la possibilità magari di inseguirlo ancora giocando in qualche contender. E, infine, archivierei definitivamente anche la questione economica: con altri parametri, anche in Europa i giocatori fanno scelte dettate da questo aspetto, ed è assolutamente normale.
Stucchevole
Ogni anno rompeva , si finisco all’Olimpia, solo vedere quando…
GRAZIE GALLINO, FINISCI PURE A PORTORICO
Noi un Gallinari vero lo abbiamo già avuto
Per me il mitico Vittorio ha consigliato il figlio di arricchirsi in America e di lasciar evitare l’Olimpia perdente di Messina, con cui Danilo ha avuto da ridire in nazionale.
Il mitico Vittorio, si da il caso, era anche l’agente di suo figlio e l’ha consigliato bene, ma, ciò che ha permesso al Gallo di fare chicchiricchi (10 anni di NBA in cui all’alba risuonava il suo canto) è stato il suo talento …..anche qui non riduciamo e riconduciamo il tutto ad un mero affare pecuniario, sarebbe riduttivo e irrispettoso della grande carriera di Danilo
Il mio commento su Vittorio era in chiave positiva. E quanto al Gallo, tra gli sportivi italiani più pagati di sempre, notevole talento, carriera in NBA, ma cos’ha vinto rispetto agli altri sul podio degli italiani più pagati di sempre (Vale Rossi e Sinner) che vantano titoli mondiali e slam e coppe Davis?.Un titolo nazionale a Porto Rico, unica materia su cui basare il tattoo sulla schiena dedicato alla carriera? Un pò poco, dispiace sempre vedere un talento sacrificato in nome della mercede. Ma ha monetizzato alla grandiissima sistemando generazioni di Galli, quindi tanto di cappello.
Ciao Lupo.. io dividerei la storia Gallinari in più parti
1) avventura sportiva di grande giocatore trascorsa in NBA dove ha cambiato 9 squadre tante quante ne abbia cambiate Belinelli, ma con medie molto più alte rispetto al bolognese.
2) guadagni stellari si ma tutti noi lavoriamo per migliorare la propria situazione e credo che tutto sia in proporzione sebbene i suoi guadagni non siano accostabili per fare paragoni quindi comprensibile la sua scelta, forse difficile per noi accettarla
3) titoli vinti pari a quelli se non sbaglio si Karl Malone John Stockton Patrick Ewing o Charles Barkley, con questo non sono state sminuite le loro gesta cestistiche .. certo hanno vinto con la nazionale le olimpiadi .. e non è poco ma hanno avuto la fortuna di essere americani e si beneficiare del fatto che siano la nazionale più forte.belinelli ha vinto con in squadra gente come Duncan Ginobili Parker ecc.
4) Olimpia riconoscenza ecc. mah non so che valore abbiano ormai al giorno d’oggi .. certo da 3/4 anni sentirlo dire che vorrebbe chiudere la sua carriera all’Olimpia ha dato fastidio un po’ a tutti illudendoci che ciò potesse accadere e non è detto che non accada .. poi ci sono stati fattori famigliari che probabilmente gli hanno fatto cambiare idea ..
Questo IMHO è il mio pensiero ovviamente.
Ora vediamolo in nazionale e leggiamo quel che accadrà .. augurando il meglio a lui e alla nostra Olimpia
Peccato non avere letto la parola impossibile……..
La solita tiritera…che piace tanto al Maggi ” nostalgico sognatore “…
Non la supererò mai
Chi? La Ferrari? Eh si, troppo veloce…….così, nonsense per nonsense…….
Anche io amo Gallinari e spero sempre che possa ritornare a Milano per chiudere la carriera. In fondo sognare non costa nulla.
Danilo e’ stato bravissimo a sfruttare un periodo unico di transizione della NBA, negli anni 2013-2017 in cui l’avvento degli analytics hanno ristrutturato completamente gli approcci offensivi puntando sul tiro da 3 come arma di punta per scardinare e aprire spazi nel gioco a meta’ campi. A 6 piedi e 10, con quelle percentuali Danilo era uno dei top, size e IQ di playmaking in scarico sui compagni essendo gli altri due attributi che lo resero competitivo sul mercato. Forse aveva solo una dozzina di altro giocatori comparabili per il nuovi stile di gioco, che be inflaziono’ il prezzo. Bravo, ma anche “Al posto giusto nel monento giusto”, massima convergenza di fattori. Mai stato un grande difensore, motivo di alcuni scazzi di fondo con la filosofia Messina che penso da esterno non gli vada a genio. Puo’ ancora essere utile per il suo post-up, ha una release di tiro molto alta dhe lo facilita sui difensori (spesso) piu bassi e sa gestire la finta al tiro in modo magistrale, fadeaway e’ super affidabile poi volendo mettere I punti I sulle I. Con un altro coaching staff l’avrei visto chiudere a Milano, famiglia permettendo (con I piccoli a scuola in USA la logistica e I trasferimenti sono sempre delicati). Ma con EM, non li vedo condividere bene approccio e spogliatoio a questo punto.
Non capisco perché un mio timidissimo ed educatissimo commento sia stato bannato. Vorrei anche aggiungere che il fatto che voglia andare ancora in nazionale non matcha molto con quell etichetta di mercenario che gli si vuole appiccicare. Ha una bellissima moglie, dei bei bimbi, è carico di milioni, ma chi glielo fa fare ? Potrebbe prendersi uno yacht e farsi un mese di ferie nei posti più belli del mondo invece va a sentire l’odore di sudore di brutti ed irsuti omaccioni agli europei, per quella maglietta azzurra. Su di lui il ricatto della federazione non può più funzionare da tempo, quindi..