Il Corriere della Sera: Dov’è finito Samuels? L’ex Nba lascia l’Italia. I vicini “siamo liberi”

Alessandro Maggi 5

«Dov’è finito Samuels? L’ex Nba lascia l’Italia. I vicini: siamo liberi» titola l’edizione milanese di oggi del Corriere della Sera

Samardo Samuels

«Dov’è finito Samuels? L’ex Nba lascia l’Italia. I vicini: siamo liberi» titola l’edizione milanese di oggi del Corriere della Sera. Ecco alcuni passaggi.

Samuels è tornato negli Stati Uniti. Troppa la pressione. Troppo lo stress. La pace solo negli Usa. Il 30 marzo si è imbarcato sull’aereo. Con lui è partito anche il suo inseparabile cane corso, Milly, di dieci mesi. Samules era arrivato nel condominio a ottobre. Dopo la separazione dalla moglie, quell’appartamento era rimasto a lui. L’intenzione del cestista era chiara: sistemare la casa e affittarla. Le cose sono andate diversamente.

Almeno perché, come hanno raccontato gli inquilini, che si sentivano in scacco in casa propria, si doveva «uscire prima da lavoro per “scortare” i figli. Impossibile stare in questa situazione».

«Se si fosse comportato bene, era il benvenuto. Ma poi sono iniziate le aggressioni. Ora la strada è libera», spiegano i residenti. Il cestista è volato dall’altra parte del mondo, ma la vicenda processuale prosegue. Domani per la presunta violazione della misura cautelare nell’aula del tribunale ci sarà la sua avvocata, Valentina Di Maro.

5 thoughts on “Il Corriere della Sera: Dov’è finito Samuels? L’ex Nba lascia l’Italia. I vicini “siamo liberi”

  1. È scappato per la vicenda processuale che lo vede protagonista, mica per altro. Meglio così, un demente in meno e la povera gente che ha avuto la sfortuna di averci avuto a che fare può ritornare a vivere senza paura.

    1. Prima che si agitano quelli dalla falsa morale (Iellini, Orlandoilrosso, Fab e company) a scanso di equivoci chiarisco che io non ho nulla contro gli stranieri che possono tranquillamente vivere da noi a patto che si comportino civilmente con gli altri rispettando le leggi italiane (e sto energumeno non appartiene a questa categoria), altrimenti è giusto che se ne tornino nel loro paese.

      1. Sono d’accordo con te. Trovarsi davanti nel condominio un energumeno da 2.08 per un quintale abbondante di peso dev’essere un incubo, se costui tiene un atteggiamento aggressivo. Non c’è nessuna giustificazione per schierarsi con lui solo perchè ha giocato nell’Olimpia. Il rispetto della legge e il rispetto per gli altri prescinde da qualsiasi fede sportiva e da qualsiasi discorso sull’immigrazione.

        Faccio un esempio. Quando giocava nel Milan di cui sono sostenitore, Robinho mi piaceva, ma dopo che è stato ritenuto responsabile di violenza di gruppo a Milano e condannato a 9 anni, che ora sta scontando nelle carceri brasiliane perchè la giustizia brasiliana non ha concesso l’estradizione ma ha accettato la sentenza italiana, penso che Robinho abbia approfittato del suo status di calciatore per fare il proprio comodo sentendosi al di sopra della legge.

  2. Chi non conosce il reale basket americano (non solo NBA) si stupisce…ma l’ambiente pallacanestro europea e quella USA sono due pianeti realmente diversi, per cultura, personaggi e “potere” organizzativo. Motivo per cui l’adattamento a Euro basket (incluso lifestyle e regole) non e’ mai garantito per giocatori che vengono dagli USA, fatte le dovute eccezioni, e incluso il tema di fondo: la maggioranza NON e’ contenta di “dovere” venire in Europa per giocare, ma lo fa principalmente 1. Per ragioni finanziarie, 2. Nella speranza di un rientro a casa veloce e in posizione migliore di quando lasciarono gli USA. Connubio difficile che forse NBA Europe porta’ smussare (ma grandi ???)

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