
Olimpia Milano post Trento, e due. Ha vinto la squadra che ha meritato di più. Myles Cale lancia un pallone con un braccio. Fortunato, ma è l’unico a crederci. E premia chi ha meritato di più.
E che probabilmente ha meritato di più in queste due gare. E ora riprende fiducia, torna dentro la serie, con un guizzo di supremazia mentale in più. Il resto lo misureremo nella prima al Forum, giovedì sera.
L’Aquila Trento ha avuto più energia, ha giocato a pallacanestro, ha fatto sentire il suo entusiasmo e il suo corpo. L’Olimpia Milano non ha giocato bene, non ha quasi mai mosso il pallone, ha spesso rispettato le regole d’ingaggio degli avversari.
11 palle perse, 8 rimbalzi offensivi concessi. Così l’avversario può correre, arrivare facilmente al ferro. Poi c’è il talento, di alcuni, che ti tengono in gara anche quando l’avversario scappa in doppia cifra, e quella lucidità nel quarto quarto che ti permette di riprendere il controllo dei tabelloni.
Lì cambia tutto, e anche chi ha tirato male, Nikola Mirotic, ti piazza la tripla del pareggio. Poi… poi Shields prende fuori ritmo un tiro con ancora 5’’ di possesso mentre tutta la difesa, ma anche tutto l’attacco, migra verso centrocampo.
Quindi, dopo un’ottima difesa, Flaccadori trova Mirotic in profondità ma l’ala perde l’equilibrio. Infine, il tiro di Myles Cale. Una preghiera scomposta. C’era fallo su Nikola Mirotic? A norma di regolamento pare di sì, Mirotic non cerca il fallo, cerca di mostrarlo, è diverso.
Ma in quei frangenti nessuno fischia, mai. Questa è la legge non scritta del gioco. Resta che contro un avversario che ti ha umiliato due volte non si vede una squadra in grado di divorarselo.
Un po’ mentalmente, un po’ fisicamente. Trento è senza Zukauskas e Pecchia, ma l’Olimpia senza Nebo vive di momenti, parziali, senza una continuità figlia di certezze. Ed è solo colpa sua. Per ora l’Olimpia Milano di questi playoff è poca cosa, il lavoro di mesi sta producendo una corazzata che già trema nei quarti di finale. E il destino, in questi casi, diventa spietato.
Andando sui singoli, Diego Flaccadori è la piacevole sorpresa di questi playoff. Nico Mannion la delusione: il confronto con Quinn Ellis è impietoso al momento. Probabilmente il “Red Mamba”, il cui impegno non è in discussione, non ne ha più. E allora perchè solo pochi minuti a Leandro Bolmaro?
In tutto questo anche Stefano Tonut è un fantasma. Questa stagione pare una corsa ad eliminazione. Interna all’Olimpia. Il rischio è che possa esserlo anche dai playoff. E siamo ancora a maggio.


La sostanza è che abbiamo fatto pena, non abbiamo un gioco, si va per azioni individuali. Ci sarà un perchè? Noi giriamo a 12, loro a 8 scarsi, la prima l’abbiamo vinta di 3 stando sotto per molto tempo, la seconda persa, quelli stanchi dovrebbero essere loro. Se i 12 in buona parte li ha scelti chi allena (anche alcuni fuori dai 12 per la verità) e se ora hanno avuto i loro giorni chiusi in palestra a lavorare come abbiamo sentito dire negli ultimi 3 anni tante volte e sembra in campo che sia la prima volta che giocano insieme, il dubbio che i giocatori non seguano bene il coach e / o che lui abbia metodi e idee di gioco che non sono piu adatti al basket di oggi è legittimo o no? Io quest’anno le volte che ho visto la squadra giocare meglio, giocare da squadra con tutti coinvolti sono state le partite con Fioretti in panchina. Vorrei fare un anno cosi’ e vedere l’effetto che fa.
@Maggi, questa volta hai finalmente detto una grande verità : Milano è poca cosa.
Sarebbe cosa gradita, però, un analisi approfondita sulle reali cause che hanno portato la squadra così in basso, a pezzi fisicamente, demotivata, con un solo schema : palla a Mirotic o Brooks . Con giocatori spremuti all’inverosimile e altri panchinati o tribunati a vita. Oggettivamente molte cose non sono andate per il verso giusto : Eliminazione dalla Coppa Italia, mancata qualificazione ai Play in di E.L., quinto posto in r.s. di campionato. Difficoltà contro una squadra che fatica a mettere a referto 8 giocatori contri i tuoi 16. alla prima sfida play off di LBA.
Ci si può inventare tutto quello che si vuole , dare la colpa agli arbitri, al sistema fiscale italiano, alla sfortuna, al calendario, ma ostinatamente c’è il rifiuto di dare la colpa al PRINCIPALE RESPONSABILE di tutta questa situazione, da ormai tre anni.
I Cicli finiscono, bisogna avere il coraggio di dire la verità : E.M. non è più adatto a rivestire i ruoli che riveste in Olimpia.
Perchè quasi nessuno, parlo di stampa e tv nazionali, affronta seriamente l’argomento. E’ talmente potente quest’uomo che tutti ne hanno paura. Se così fosse sarebbe veramente preoccupante.
Da ultimo, non si può non rilevare un atteggiamento quantomeno passivo e inerme da parte della proprietà, che non capendo nulla di basket ( chi ha le prove del contrario mi smentisca) si è legata mani e piedi a quest’uomo a prescindere dai risultati. Benissimo, anzi malissimo, una squadra di basket che vuole competere in E.L. non si gestisce in questo modo. In tutto il mondo sportivo quando le cose non vanno i dirigenti vengono chiamati a rispondere delle loro azioni, solo in Olimpia , nonostante i ripetuti fallimenti, questo non succede. La proprietà ha il dovere almeno di motivare queste discutibili decisioni, altrimenti è altrettanto colpevole quanto il pobo coach.
Bisogna avere il coraggio di dire pure questo, senza offesa per nessuno, ma purtroppo parlano i fatti.
Caro M.T. hai perfettamente ragione ma, come mi ha fatto notare TheIceman sotto un altro commento, a questo punto sorge il dubbio che alla dirigenza non importi nulla dell’aspetto sportivo. So che può sembrare assurdo perché, se investo 40 milioni l’anno in una società sportiva, pretendo a fine anno di portare a casa qualcosina. Se così non fosse forse è meglio che Armani & co. tornino a vendere vestiti o, se proprio vogliono buttare 40 milioni, che si comprino la San Carlo e si mettano a friggere patatine.
Qui è ora che ognuno si prenda le proprie responsabilità; un esempio su tutti: ad ottobre si fa male Nebo e chi andiamo a prendere? GILLESPIE! Ma chi ca**o è GILLESPIE!? Qualcuno sarà andato a prenderlo in Nuova Zelanda, no!? Mi volete dire che non c’era nessuno libero che fosse meglio di Gillespie!? Qui si parla proprio di incompetenza. Ho visto saltare teste in Promozione per molto meno…
Qualcosina abbiamo portato a casa come 3 scudetti di fila ma il punto saliente è un altro: per accontentarsi di vincere lo scudetto salva stagione che senso ha spendere 40 milioni di euro quando ne basterebbero un 1/4 vista e considerata la mediocrità della LBA?
La proprietà è colpevole più del coach.
“Trento è senza Zukauskas e Pecchia, ma l’Olimpia senza Nebo”
Non mi sembra proprio la stessa cosa: loro sono in 8 noi in 15.
Tranquillo Napiero, stessa tassazione e stessa regola sui panda.
E cmq nel titolo bisognerebbe prima evidenziare che siamo poca cosa e poi al massimo se necessario la preghiera di Cale visto che loro sono sempre stati avanti con merito.
Fiumi di commenti e di parole su ROM per cosa? Per parlare di una partita che non esito a definire schifosa, l’ennesima partita schifosa di una stagione schifosa…..saluti
Serve a poco prendere Ellis da Trento, dobbiamo prendere la loro organizzazione e il loro coach. Magari alla fine passa L’Olimpia (ma mica detto) perché i PO diventano una sorta di gara a eliminazione, ma il gioco di Trento è molto superiore al nostro, danno palla dentro al lungo, hanno sempre qualcuno a rimbalzo, scelgono chi mandare in isolation in base ai cambi, tirano quando sono liberi e attaccano il ferro quando possono farlo. Noi siamo aggrappati ai tiri di Mirotic, Shields sta in campo anche da morto, mai uno schema per Brooks che sa far punti, mai creato un mismatch sotto il loro canestro. E poi non hanno fischiato fallo a Mirotic, vero, ma peccato perché si offre una scusa a chi non vuol vedere la realtà .
Trento gioca per vincere, questo fa, poi ci può riuscire o meno. MIlano gioca sempre allo stesso modo perché non si cambiano mai le proprie convinzioni. Vale per EM che non concepisce di modificare le proprie idee, vale per la proprietà che ha affidato il giocattolo a EM stesso. A noi non sta bene, ma sta bene alla proprietà. A noi piacerebbe vincere ma magari anche vedere qualche schema, un barlume di organizzazione, ed invece viviamo di iniziative personali e di colpi da fuoriclasse. Ad oggi oltre a lamentarci, non possiamo fare altro, EM resterà ben oltre il 2026, comunque finché rimarrà GA o Dell’Orco che hanno affidato a lui il progetto sportivo in toto.
Dobbiamo farcene una ragione dimenticando cosa è stata Olimpia per chi l’ha vissuta come me anche in A2.
Non vale la pena farsi il sangue amaro, per la proprietà questi (non) risultati vanno bene, viene premiato l’impegno.