
Luigi Suigo, centro delle giovanili di Olimpia Milano, si racconta al Corriere della Sera. Ecco alcuni passaggi.
“Sono cresciuto costantemente. Ho trovato una foto scattata all’asilo, ero alto quasi come la maestra. In terza media sfioravo i due metri. Per il mio corpo è stata dura: mi sono dovuto fermare dai 7 ai 12 anni per un problema ai talloni causato dall’altezza. Gli occhi puntati addosso? Ci sono ormai abituato. Quando ero più piccolo mi pesava, ora non mi interessa più: il giudizio degli altri è relativo, non è importante. E coach Ettore Messina mi dice di sfruttare meglio il mio corpo, di essere più consapevole di avere 220 centimetri a disposizione”.
SU ETTORE MESSINA
“Il coach mi dà fiducia e cerco di ricambiarla, si vede che ci tiene. Parliamo anche di argomenti che vanno al di fuori del basket, non è solo un rapporto professionale. Mentre tra i compagni considero Nikola Mirotic il mio mentore: spesso ci fermiamo dopo l’allenamento ad allenarci sul tiro, gli chiedo consigli. E poi Pippo Ricci, sempre molto disponibile”.
SU UN FUTURO IN NCAA
“Una realtà totalmente diversa da quella europea, sotto tutti i punti di vista: strutture, organizzazione, approccio allo sport. La voglia di NCAA c’era già, semmai è aumentata. Diciamo che sono osservato con attenzione, è una prospettiva”.
SUGLI OBIETTIVI
“Preferisco concentrarmi su obiettivi concreti: penso a quest’estate, voglio provare a vincere l’oro con la Nazionale agli Europei Under 18: possiamo farcela”.
