
Olimpia Milano post Brescia, un successo di carattere (73-79), dimostrando ancora una volta killer instinct nei momenti decisivi. Shavon Shields è stato l’uomo chiave, confermandosi letale nei finali di partita: dopo aver deciso il match di Belgrado contro la Stella Rossa, ha messo la firma anche su questa sfida con una tripla pesantissima a 26″ dalla sirena. Un colpo da campione che ha spento le speranze di Brescia, dopo una gara giocata con grande energia dalla capolista della LBA.
Da sottolineare anche il concetto di squadra: ad inizio stagione gli ultimi minuti erano la dannazione. Oggi, e non da oggi, è un punto di forza.
Tra le note più positive per l’Olimpia c’è Nico Mannion, che chiude con 15 punti pur continuando a faticare dall’arco (0/4 da tre). Il playmaker azzurro ha saputo incidere nei momenti giusti, guidando l’attacco di Milano con personalità e mostrando segnali di crescita. Un contributo fondamentale in una serata in cui Messina ha dovuto fare a meno di Mirotic, Causeur, Nebo, Dimitrijevic e Gillespie.
Uno degli aspetti chiave del successo biancorosso è stata la tenuta difensiva. Miro Bilan, dominante per lunghi tratti della stagione, è stato ben contenuto dal lavoro collettivo di Milano, che ha saputo chiudere gli spazi e limitare la sua influenza sotto canestro. Nonostante la sua tripla doppia (15 punti, 12 rimbalzi, 10 falli subiti), il centro croato non è riuscito a essere il fattore determinante che Brescia sperava.
L’Olimpia Milano ha vinto una partita complicata, contro una delle squadre migliori della LBA, a 48 ore di distanza dalla trasferta di EuroLeague a Belgrado e a tre giorni dal prossimo impegno a Parigi. Nonostante le assenze e la stanchezza accumulata, ha dimostrato una volta di più di essere la squadra da battere in Italia. Le difficoltà di inizio stagione sono ormai alle spalle: quando il livello si alza, Milano risponde presente. E nei playoff lo dimostrerà.
