
Il Barça, che poche settimane fa era risalito fino al terzo posto, ora non è più tra le prime sei e, se restasse ottavo, dovrebbe passare dal play-in. Non è una situazione disperata perché mancano nove partite, ma Pascual ha spiegato che serve subito un segnale per uscire dalla dinamica negativa: «Abbiamo potuto riposare un po’, la squadra si sta allenando molto bene e prima o poi ci riuscirà. Ci serve una vittoria per cambiare un po’ la direzione».
Il coach catalano insiste sul peso delle “dinamiche” e sui finali: «Le partite precedenti condizionano le successive e quando perdi poi è difficile tornare sulla strada delle vittorie. Ci mancano cose nei finali, dobbiamo essere un po’ più tranquilli. La squadra è un po’ tesa per via delle sconfitte e dobbiamo ottenere presto una vittoria, che ci aiuterà molto». Pascual ha anche indicato il livello-obiettivo per gli ultimi nove turni: «Così com’è la competizione, “metà più uno” è il play-in e “metà più due” è il playoff: parliamo di 21-23 vittorie», con il Barça attualmente a 17-11.
Sul match di oggi, Pascual ha definito Milano «una squadra con molto potenziale e qualità», citando la gara sul campo dell’Hapoel “quasi vinta”, e ha descritto l’EA7 come gruppo completo e fisico: dai “piccoli grandi” atletici come Bolmaro ed Ellis, ai talenti come Guduric e Shields, fino allo specialista Brooks, con lunghi capaci di aprire il campo come Booker e LeDay. Infine la chiave statistica: per vincere a Milano, secondo i precedenti del Barça con Pascual in EuroLeague, “superare quota 85” è praticamente obbligatorio; e lo stesso allenatore lo sintetizza così: «In attacco dobbiamo segnare per vincere, dobbiamo stare sugli 83-84-85 punti: significa leggere bene le difese e non perdere palloni».
