Olimpia Milano post Virtus | Gara che non contava nulla. Ma gli esterni sono un pianto

Olimpia Milano post Virtus. Con il massimo rispetto per tutte le opinioni, trovare del negativo nella gara di ieri ci pare discutibile

Olimpia Milano post Virtus

Olimpia Milano post Virtus. Con il massimo rispetto per tutte le opinioni, trovare del negativo nella gara di ieri ci pare discutibile.

I biancorossi, in questi anni, hanno vinto finali scudetto con il fattore campo a favore, e contro. Il piazzamento finale aiuta, certo (e comunque mancano 10 giornate ancora), niente è scontato, però la differenza rispetto agli ultimi due anni è che oggi c’è una squadra davvero in corsa per la post-season di EuroLeague.

Attesa, non lo dimentichiamo, da una gara molto importante giovedì, prima di tre trasferte in fila. «Sono però contento perché è stata una partita, un segnale di impegno importante» dice Ettore Messina a fine gara, sottolineando quello che era lo spirito del momento.

Più che il risultato, contava dare dignità al match con l’avversaria di sempre, dominata in Coppa Italia ma comunque squadra di livello. Dignità, più che vittoria. Quella conterà giovedì, con il Fenerbahce, poche storie.

E anche lasciare Shavon Shields a riposo precauzionale visto il disturbo al tendine è scelta che va in quella direzione. La Coppa Italia persa con Trento ha un po’ allarmato i tifosi, lo capiamo, e al tempo stesso esiste una differenza evidente tra la squadra di EuroLeague e LBA.

Servirebbero qui ancora di più i punti di Nico Mannion, che gioca con responsabilità ma tirando malissimo. E non da ieri. Ci vorrebbe un team che andasse oltre i punti di Zach LeDay e Nikola Mirotic, e soprattutto da Tonut e Brooks ci si attendeva un altro impatto.

Qui sì, può risiedere un allarme. Anche in ottica EuroLeague. Gli esterni, Shavon Shields a parte, non possono produrre così poco. E fuori sono rimasti l’altalenante Neno Dimitrijevic e un giocatore più all-around come Leandro Bolmaro, non certo un realizzatore come prima missione.

Il rischio è diventare sempre più prevedibili. Certo, con un fuoriclasse come Nikola Mirotic è difficile farsi prendere totalmente le misure. Però, lo ribadiamo, sugli esterni serve tanto di più.

3 thoughts on “Olimpia Milano post Virtus | Gara che non contava nulla. Ma gli esterni sono un pianto

  1. Continua la campagna pro Messina da parte di ROM. Poi con la ciliegina sulla torta che la squadra di EL è diversa da quella della LBA omettendo che anche il livello delle avversarie è diverso.

  2. Concordo che i “piccoli” debbano produrre più punti, e non solo per il tabellino: se segnano le guardie, vi è alternativa al duo Mirotic Leday.
    In particolare, penso a Mannion, che a Varese ne segnava venti a gara. Vero che qui il gioco è diverso, di squadra, e da lui passano pochi palloni “tirabili”, ma tra zero e venti, un dieci non sarebbe male. Poi, che non contino solo i punti, è un dato fi fatto. Ma Nico non sempre riesce ad accendere i compagni, ad attivare il gioco.
    Mi aspetto di più da lui, specie in lba.

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