
Il caso Nenad Dimitrijevic. Esiste? Alti e bassi, e un crollo nei numeri abbastanza recente. E una certezza: se Neno non vede il canestro, diventa un problema.
Segreto di pulcinella, il macedone ha una grossa mancanza in difesa, che non cenna a diminuire dopo settimane di lavoro. Evasione immediata del primo blocco con centimetri concessi, incapacità nel leggere il primo passo, timore sul contatto fisico. Come se le regole, queste sconosciute.
Però anche in attacco è successo qualcosa. LBA, ultime due gare: 3 punti con 1/7 al tiro con Derthona, 0 con 0/1 (?!) con la Virtus. EuroLeague, 8 punti in due gare, 2/13 complessivo, 0/6 solo da 3.
Eppure parliamo del giocatore che il 24 novembre ne piazzava 43 con la Lituania. Motivi? Interpretazione altalenante del p&r, forzature sul passaggio, incapacità difensiva che accentua le insicurezze, anche nel nuovo sistema “invertito” di Messina, ovvero più offensivo che difensivo.
Frasi, tecnicismi, ma conta soprattutto la testa. Nico Mannion ha privato di certezze Nenad Dimitrijevic? Indubbiamente, nella prima fase di stagione, il club ha negato ogni voce di mercato mettendo il macedone e Bolmaro in una teca di vetro.
“Fragilissimo” la scritta, per un bene da preservare, soprattutto da critiche e pressioni. Ma Nico Mannion, alla fine, è arrivato. Un vecchio pallino di Ettore Messina, che Ettore Messina ha accolto come tale.
Però, forse, la parola magica si chiama Leandro Bolmaro. Che si è fermato a Belgrado, e da lì gli alti, e soprattutto i bassi, si sono accentuati. La coppia funziona, insieme. Neno garantisce aiuto in regia all’argentino, quest’ultimo è protezione difensiva.
Recuperando Leandro, le coppie sarebbero scritte: Brooks e Mannion da una parte, Neno e Bolmaro dall’altro, con Shields o Tonut (credibilmente) a chiudere il cerchio sugli esterni. Come a dire, concediamo ancora un po’ di attesa a Dimitrijevic.
Che è patrimonio del club e scelta forte in estate. Per una squadra che corre, e segna, fare un passo indietro già oggi su Real Neno sarebbe probabilmente un errore marchiano. Attendiamo l’argentino.

Non vedo come il rientro di Bolmaro potrebbe raddrizzare la mano ondivaga di Neno al tiro o il fatto che non riesca a tenere in difesa nemmeno un Hackett alla frutta o ancora il fatto che passi palloni che volano 3 metri sopra la testa del ricevitore.
Credo si tratti semplicemente di una fase di assestamento, più che altro psicologico, a seguito dell’arrivo di Mannion che sta andando oltre le previsioni.
Neno deve capire il suo nuovo ruolo, non più di stella ma di cambio in regia.
Bolmaro è un giocatore da eurolega per taglia, garra, qualità difensive e offensive. Secondo me può crescere molto nei prossimi anni. E’ un valore. Ma è tutto fuorché un play, tutto fuorché un uomo a cui fare riferimento nei momenti difficili, quando occorre tenere insieme chi sta in campo e indicare la strada. Ottima guardia, almeno potenzialmente.
Se possa fare qualcosa difensivamente parlando per Nenad è difficile dirlo. Di sicuro, tra le guardie disponibili e’ quello che meglio si accoppia col macedone.
Ma il problema è che a quel livello ognuno deve stare in campo da solo, grazie alle sue qualità. Accoppiarlo con chi si completa meglio è un passo da fare, ma se uno vuol stare a quei livelli deve averne già abbastanza di suo.
Ovvio che sia un patrimonio da salvaguardare e quindi che ci si debba lavorare tanto e febbrilmente sopra, tecnicamente, fisicamente e, soprattutto, mentalmente per evitare che si ripetano figure da pollastrello imberbe come quella di domenica contro quel simpaticone di Hackett che lo ha fatto sembrare un ragazzino impaurito.
Ricollocarlo non è facile. Per caratteristiche ha necessità di tenere tanto la palla in mano per costruirsi il tiro e la penetrazione. In questo lo vedo molto simile a Shavon. Ma di Shavon ce n’è già uno e basta e avanza.
Ripeto quello che ho già scritto: chi a inizio stagione ha pensato di aver coperto il ruolo di play con i due ragazzi, senza garantirsi con un giocatore già esperto, ha fatto una cazzata pazzesca, come avrebbe detto qualcuno.
Concordo su quasi tutto tranne che sul fatto che Neno sia un giovane. Ha già 26 anni e le sue caratteristiche tecniche e di personalità sono già note ed abbastanza consolidate nel bene e nel male.
Un giocatore in preda ad alti e bassi(forse per caratteristiche di gioco), però le sue ultime due partite veramente allarmanti per pochezza e negatività
Probabilmente il ruolo di Neno è cambiato rispetto alle prospettive iniziali, sia in termini di ruolo in campo che di centralità all’interno della squadra. Bisogna parlarci (sicuramente l’avranno già fatto) per capire se la ridefinizione del ruolo in campo e della centralità nel progetto di squadra sia condivisa con il giocatore e non vada ad incidere sulle sue motivazioni e sulla sua fiducia/autostima. Nel primo caso può essere una buona risorsa offensiva in EL come guardia realizzatrice/”attaccante fuori dagli schemi” affiancato ad un play vero (non Bolmaro, con Mannion come prima alternativa al futuro play titolare); nel secondo caso non può che essere tagliato, seppur a malincuore, un giocatore demotivato non serve alla causa.
La mia e’ un’opinione gia’ espressa e forse non “vera” in assoluto (siccome con Nenad ci sono alti e bassi di prestazione che rendono il giudizio difficile e parziale), ma da quello che vedo la regia Dimi vs. Mannion ha due facce diverse e questo ha implicazioni per i compagni in campo che girano intorno.
C’e’ tra l’altro da aggiungere il fatto (dove sta un po’ il busillis della situazione) che Mannion ancora non garantisce continuità’ a livello elite/top partita dopo partita, e anche lui passa fasi meno “solide” e “ispirate”, rendendo la gestione ancora meno facile.
Volendo sintetizzare pero’, con Dimi (lo vedi anche meglio quando gioca in Nazionale) hai una regia piu’ “robotica” in letture e gestione del PNR. E di fatto con lui la difesa sa che il “drive” non e’ una minaccia seria, quindi puo’ rispondere con “switch”, “hard edges”e tutto quanto copra il perimetro, in cui tra l’altro lui soffre dovendo tirare quando “contested”. Ha pero’ un mid-range game solido e sa avvicinarsi (jumpers, floaters, runners) a 12-15 piedi da canestro dove generalmente ha buona efficienza. Ho dubbi sulla sua qualita’ nel generare ritmo e circolazione di palla, il che ha implicazioni per i compagni.
E forse in quel senso Bolmaro puo’ aiutare…come del resto Shields, diventando entrambi punti focali di soluzioni “ISO” in drive, mid range o da fuori….
Quello pero’ implica cadere ancora nel problema di stallo offensivo e dipendenza da una-due soluzioni, portando il resto dei compagni fuori ritmo e permettendo alla difesa di stabilizzarsi.
Mannion se vuoi e’ un po’ l’opposto. Il drive e’ minaccia seria, come soluzioni non “ortodosse” e creazioni individuali e per i compagni che sono poco prevedibili tanto per la difesa sul palleggio che negli scarichi. Ho la vaga (e solo Messina potrebbe confermarlo) sensazione che Nico permetta al playbook di aprirsi e alla squadra di girare meglio e con piu’ fluidità’, in virtu’ delle sue caratteristiche e gioco individuale.
Quindi in sostanza forse si, Bolmaro puo’ “aprire” e supportare la struttura sotto Nenad, ma il mio timore e’ che con cio’ ci sia il rischio di finire a prediligere l’isolamento come soluzione di punta, se non per intenzione esplicita per scelta subconscia e abitudine di quell’assetto.
In quel senso alternare i due in perfetto bilanciamento (cosa che mi sembra abbia scelto di fare Messina) forse e’ la scelta migliore, preferendo l’uno o l’altro a seconda di come si mette la partita e la performance individuale (e di gruppo intorno)di giornata. Non e’ l’approccio ideale, ma non penso ci siano scelta alternative ed e’ comunque meglio di quanto visto a inizio stagione quando Mannion non c’era.