
Zach LeDay ha chiuso con 19 punti, 4 rimbalzi e 29 di valutazione nel successo di Olimpia Milano sulla Virtus Bologna. Ecco le sue parole: «Prima di tutto voglio salutare tutti gli amici di Dallas, mi sono stati vicini alla morte di mio padre.
E’ stata una grande vittoria per noi, veniamo da un periodo difficile, ma siamo stati uniti e resilienti. In certi momenti, come dice mia madre, devi lasciare i cani liberi di cacciare e vedere cosa ti portano indietro
Abbiamo tenuto degli stop difensivi quando serviva, questa è la cosa più importante per noi. Abbiamo giocato bene in attacco, ma è la difesa quella che conta».

Wow … metafora 🤔
Parla a nuora perché suocera intenda?
Un po’ di mellite verso le orecchie d’otite?
Ha capito che se non parla lui, Mirotic stila tabellini, Shields in campo combatte, in spogliatoio se ne sbatte – incastrato dal contratto mannaggia… – Caseur si pettina, Ricci pattina, gli altri giustamente muti.
Che poi “lasciare i cani liberi di cacciare e vedere cosa ti portano” significa: hai visto che con la mano più sciolta di Fioretti, qualcosa è arrivato? Medita!
Che poi quel qualcosa sia di valore, staremo a vedere – nota mia – perché i bolognesi erano obiettivamente dei cadaveri.
Se invece di provare ad adescare online le ragazzine appassionate di fotografia (con lo stesso successo che ha avuto il tuo blog chiuso da anni) avessi ascoltato un po’ di rap sapresti che il detto di Zach non ha assolutamente nulla a che vedere con la quotidiana idiozia che anche oggi la paranoia e l’ossessione verso Messina ti hanno costretto a scrivere. Mi sembrava giusto fartelo notare per provare ad evitarti ulteriori, ancorché inevitabili, figure pietose.
E ormai chiaro a tutti che questo schifosissimo stalker che ho io – con la solita sfiga mi capita pure uno stalker tra i più scemi della rete, tant’è che lo lascio dire e non me lo filo di pezza, come si dice a Roma – è ormai chiaro a tutti dicevo, che ogni tanto gli scoppia l’embolo e inventa di sana pianta schifezze suo mio conto, che ovviamente non esistono.
Non sono il tipo, e lui ricorre a quell’argomento quando è esaurito.
Ed essendo talmente rincoglionito da provare a difendere l’Armani Messina di questi anni oltre l’indifendibile, si capisce che esaurito lo sia spesso, da cui lo stalkeraggio nei miei confronti, inutile perché non cagato, da cui le invenzioni schifose della sua mente malata, alle quali sono costretto a rispondere perché usciamo da ogni forma perfino d’insulto ed entriamo nella calunnia vera e propria, viscida e schifosa.
Meglio quindi dare un cenno che lo schifo è lui, e che su di me non ci sono comportamenti censurabili di nessun genere.
Ormai lo sapete, lo so, ma ogni tanto ricordarlo non guasta.
Mi sembra chiaro il riferimento ai cani liberi….. e d’altra parte si vedeva molto bene il diverso atteggiamento di tutta la squadra ieri e nelle precedenti con Fioretti rispetto alle facce tristi e spente delle partite precedenti
Calmi adesso torna Kim Yong Pobo
Spiace deludere i pochi ma tenaci utenti convinti di aver trovato l’ennesima prova che la terra sia piatta. Meno paranoia e più voglia di documentarsi non hanno mai ucciso nessuno.
LeDay è un afroamericano, “let the dog out” è un’immagine che potremmo tradurre con avere una reazione aggressiva ad una situazione di sofferenza. Milano in EL arrivava da un periodo di batoste, Zach intendevasottolineare in modo colorito la reazione avuta dalla squadra. Che anche ieri, nonostante in panchina ci fosse il Nobel per la pace Fioretti, era riuscita a farsi rimontare da +17 in un quarto. Poi appunto ha reagito.
Grazie per l’impegno ma la terra, anche per questa volta, rimane un geoide. 🌍
Con Messina si sono fatti rimontare da + 27 e perdere !
E’ il primo in anni e anni che osa parlar chiaro, perché ha parlato chiaro, anzi chiarissimo. Il basket di oggi non ha nulla a che fare con quello di dieci e ancor più vent’anni fa. Oggi è puro atletismo, istinto, uno contro uno, ricerca dei vantaggi, individualità, creatività, ritmo, velocità. Non si possono più ingabbiare i giocatori in schemi stantii e scolastici, non è un basket che premia chi pensa ma chi fa ed esprime le sue qualità personali.
Il Chacho era questo e in campo aveva il carisma e le qualità per esprimere il suo basket, fregandosene di quel che chiedeva la panchina. Diciamo che giocando in quel modo era come se dicesse all’allenatore le stesse parole pronunciate da Zach. Il Chacho è stato l’ultimo che ci ha fatto godere, grazie al basket che decideva di giocare, non grazie al basket che gli chiedeva la panchina.
Parole che non fanno una piega. Amen.
Fioretti è il vice di Messina. Come si fa a dire che Fioretti è meglio di Messina??
Il piano partita è quello di Messina!!
Gli schemi pure
Le rotazioni in gran parte anche.
Fioretti non ha la faccia incarognita 40 minuti su 40 come il tuo pastore e per un giocatore “medio” vale tanto. Pensavo ti stessi riprendendo invece sei tornato a scrivere le solite cagate.