Fioretti: Rimasti nel match, nel momento di massima difficoltà

Fabio Cavagnera 5

Le parole dell’allenatore odierno biancorosso in sala stampa, dopo il derby italiano in Eurolega

Mario Fioretti

Così Mario Fioretti, in panchina al posto di Messina (otite), ha commentato la vittoria nel derby italiano contro la Virtus: “Una partita molto combattuta, come ci aspettavamo. Abbiamo iniziato molto aggressivi, è stato uno dei migliori quarti della stagione, soprattutto difensivamente, con tanti palloni attaccati. Nel terzo quarto loro hanno giocato molto bene, ma noi siamo rimasti nella partita nel momento di massima difficoltà. Nel quarto quarto abbiamo ripreso la partita e nel finale abbiamo preso rimbalzi offensivi molto importanti, dopo che ci avevano penalizzato molto a Vitoria. Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino in questi giorni, aspettiamo ora il ritorno di Ettore il più presto possibile”.

L’incapacità di chiudere la partita: “Il problema nostro è che abbiamo cambiato molto, con tanti giocatori nuovi per questa lega. Abbiamo momenti di down, in cui facciamo fatica a riunirci. La cosa positiva è stata riuscire a stringere i denti per portare a casa la partita. Il livello della competizione è talmente alto che, per una squadra come noi, non è definitivo un +17 nel secondo quarto. Abbiamo bisogno di lavorare e crescere. Ci vuole del tempo, siamo una squadra nuova, con giocatori nuovi in ruoli chiave. Un processo che speriamo non sia troppo lungo e diminuiscano un po’ i momenti in cui facciamo più fatica. La fiducia viene dal lavoro insieme e conoscersi sempre meglio, anche i propri limiti e le qualità”.

Qualche problema fisico per Nebo? “No, nessun problema”.

La prova di Tonut: “Un ragazzo serio che lavora, mette sempre tanta energia. Poi in alcune volte non si nota, come ad esempio a Vitoria. Oggi è stato più coinvolto e fortunatamente per lui e per noi ha fatto bene”.

Qualche ‘scontro’ in campo tra compagni durante la gara: “Non esiste una squadra di successo in cui non ci sia un certo modo di mantenersi responsabili uno con l’altro. Motivarsi è anche un po’ scontrarsi, ma è la cosa base. Non può venire solo dall’alto, ma anche dal tuo compagno. Siamo contenti se va così. Se riescono a spronarsi, anche in maniera veemente, ma in maniera efficace”.

5 thoughts on “Fioretti: Rimasti nel match, nel momento di massima difficoltà

  1. La realtà ci dice che questa squadra può vincere unicamente segnando un punto più dell’avversario,oggi e’ successo,non stiamo a fare troppo i difficili.

    Partita vinta,quasi persa e poi rivinta nel finale,tanto basta.

    Nel momento più duro sono arrivati segnali importanti in termini di durezza mentale e voglia di vincere che ci hanno permesso di invertire il trend di una partita finita in mano alla Virtus.

    Toko grandissimo giocatore,meriterebbe ben altra squadra.ottima prova pure di Belinelli,chapeau.
    Niente male pure Morgan,profondamente deluso da Clyburn.

  2. Vittoria tutto sommato meritata per il buon Fioretti, con i ragazzi che ci hanno messo intensità e energia, salvati da un Mirotic e un Leday che hanno fatto sentire il loro peso quando contava.

    Ho visto una Virtus sprecona, spesso disunita e non in sync, tenuta a galla da un Morgan che tagliava la nostra difesa come un coltello nel burro, e un Toko che ha segnato molti dei loro run. Un Banchi inaspettatamente in difficoltà in varie scelte e alcuni time-outs chiamati senza senso (esempio fine terzo quarto) e nervoso in panca,

    Per il resto vedo i soliti problemi per Milano che non sto qui a rispolverare per non diventare noioso. Un’osservazione da testare: Mirotic e Leday sembrano essere più a loro agio nel flow offensivo in assenza di Shields, noto almeno in riferimento al perimetro. Leday si sposta più all’esterno uscendo dalla ripetitudine del post, e riesce ad avere varietà di opzioni portando il suo uomo lontano dall’area. Mirotic sembra trovare più spazi, alternando post e perimetro a seconda del momento.

    Inizio a sospettare (ma non ne ho la riprova) che con Shields che imposta (e converte) giochino più “legati” e fin opzioni più limitate e prevedibili, quindi più facilmente difendibili. Potrei sbagliarmi ma a occhio e’ quello che mi e’ sembrato vedendoli muovere in campo.

    1. Shields è un signor giocatore ed un grande realizzatore ma ha bisogno di avere la palla in mano e un quarto di campo per attaccare il ferro o tirare da tre.
      Quindi è chiaro che gli altri hanno meno libertà.
      Ieri il fuo Mirotic Leday ha potuto giocare molto perché di fronte non c’erano Fall, Tavares, Porier o centroni fisicati. Bologna ha giocato molto con Polonara e Shenghelia insieme, anche per i problemi di falli di Diouf.
      Ieri mi è sembrata una partita di lba, più che di EL. Ma va bene così: vittoria utile per il morale.

  3. Rotazioni piu’ sensate, quintetti che funzionano e che stanno in campo tutto il tempo che serve, giocatori che si prendono responsabilità e fanno anche cavolate sapendo che pero’ alla prima non verranno cambiati e cazziati. Soprattutto facce molto piu’ determinate e alo stesso tempo serene e maggiore supporto dei compagni. Io questo vedo nelle ultime 2 partite. Il perchè lo capiamo tutti credo, poi c’è chi non se lo vuole sentire dire.

  4. Con Fioretti al posto di Messina la squadra sembra funzionare meglio, o meno peggio, coi giocatori liberi di sbagliare senza essere panchinati immediately.

    Di certo non auguro a Messina un prolungamento della patologia che lo affligge, ma Ettore potrebbe avere la decenza di fare un passo indietro per il residuo del suo contratto, restando come Pobo con Fioretti head coach..

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